Il piano Farm Service: ampliamento, ma la puzza?
E nei vapori sostanze cancerogene

di Pierluigi Ghiggini 

18/11/2018 – La Farm Service, quella “fabbrica della puzza” di via Rinaldi – sino a tre anni fa della cooperativa Unibon e oggi del gruppo Cremonini- che impesta di odori insopportabili migliaia di persone tra Roncocesi, Villa Sesso e Cavazzoli, ha chiesto di ampliare lo stabilimento, quindi di aumentare la produzione (che del resto sarebbe già cresciuta in poco tempo da 60 mila a 90 mila tonnellate/anno di derivati dal recupero degli scarti di macellazione). Come risulta a Reggio Report, è questo il contenuto principale del piano di risanamento presentato a metà ottobre da Farm Service ad Arpae, e che è arrivato anche sul tavolo del sindaco Vecchi e dell’assessore Tutino. Come è noto, a seguito della mobilitazione popolare che ha portato all’approvazione unanime di un documento in Sala del Tricolore, il sindaco ha anticipato di due anni le procedure per la nuova autorizzazione ambientale della Fabbrica della Puzza. Da qui la presentazione del piano industriale, sia pure in ampio ritardo rispetto alla scadenza originaria di fine luglio.

Veduta notturna della Farm Service con i vapori che salgono dai reparti di produzione

In sostanza, Farm Service chiede di installare un nuovo combustore di capacità superiore a un terzo di quello attuale, oltre a costruire una o due vasche in più per l’accumulo dei resti di macellazione, aumentando considerevolmente la capacità di ricevimento dei camion. Non è chiaro quali tecnologie saranno adottate per abbattere la puzza, nè se saranno installati i “nasi” elettronici, come richiesto dai cittadini, per monitorare in continuo gli odori. Vedremo se gli enti, gli assessori e i dirigenti competenti, in genere così solerti nel propagandare ai media i fasti del regime, metteranno a disposizione anche il piano della Farm Service.

Sulla destra la nube che si leva di notte dallo stabilimento Farm Service

Anche  perchè non mancano notizie preoccupanti, sulle quali sono urgenti chiarimenti: le analisi chimiche compiute sui vapori all’uscita dal camino della Farm Service -che soprattutto di notte sparge il suo odore di “carne marcia” (così lo definiscono i cittadini) -avrebbero attestato che con proprio con quel “vapore” verrebbero immessi nell’atmosfera anche inquinanti pericolosi per la salute come formaldeide e acetilaldeide. In particolare, la formaldeide  è una sostanza chimica battericida di vasto uso industriale, un tempo usata anche come conservante alimentare e pure come farmaco sino a quando nel 2004 lo Iarc non l’ha dichiarata cancerogena per l’uomo.  Il problema è serio, anche perchè potrebbe essere proprio la formaldeide la responsabile delle irritazioni delle mucose nasali a della gola denunciate a più riprese dai cittadini della zona.

Cittadini con le mascherine nei pressi della Farm Service di via Rinaldi

Sorge legittimo il dubbio che la formaldeide sia utilizzata come conservante nei semilavorati che escono dalla Farm Service, e la cui destinazione non è ancora chiara (alimenti per animali?).

Insomma, il caso non può essere più preso sotto gamba o come un problema di ordinaria amministrazione. Se è un’emergenza ambientale va assunta come tale con tutti i crismi, e comunque  i cittadini hanno bisogno di risposte e di enti pubblici, di politici e di media che sappiano guardare in faccia, senza timori riverenziali e tanto meno calcoli di bottega, anche una potenza industriale come Cremonini.

 

 

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