“Compagno Mitra” svela i killer della Resistenza reggiana
Sinistra all’assalto del libro di Stella
“Marchiate” le sale che ospitano dibattiti sgraditi

3/11/2018Compagno Mitra è il titolo del nuovo libro di Gianfranco Stella, lo studioso  specializzato nei delitti commessi da partigiani comunisti,  e in generale di pagine nere e occultate della guerra civile, in particolare della Resistenza italiana.

Compagno Mitra è il seguito molto atteso de I Killer della Liberazione (costato all’autore non poche minacce e anche attentati) e sarà presentato in anteprima a Reggio Emilia sabato 10 novembre alle ore 16, nella sala dell’Albergo delle Notarie.

Reggio è stata scelta per la quantità e qualità di rivelazioni su questa parte della terra emiliana, e infatti Gianfranco Stella vi dedica il  capitolo più ampio di un volume di circa 600 pagine irto di storie sanguinose, delitti a freddo, vendette, efferatezze di ogni genere e le biografie di un centinaio di “grandi killer”, di cui una quarantina dell’Emilia-Romagna. Un libro senza precedenti se non altro per la sequela di vicende e soprattutto di nomi e cognomi di partigiani accusati di essere anche assassini.

Su Reggio Emilia è davvero notevole la quantità rivelazioni inedite, e nomi e cognomi di killer o presunti tali alcuni dei quali, come Licinio Tedeschi “Drago” e la sua squadra della morte, non sono neppure citati nella Storia della Resistenza reggiana di Franzini.

L’autore spiega la sua  attenzione alla resistenza reggiana “perchè è stata la più spietata, secondo la mia opinione – scrive nell’incipit del sesto capitolo – e secondo quella di Togliatti la più turbolenta”. Una resistenza reggiana che si rivolse “con estrema ferocia non solo verso i fascisti o ex fascisti o presunti tali, tedeschi e in generale gli anticomunisti, i senza partito, ma anche verso partigiani, eliminati per la loro neutralità manifesta o per la loro critica sul comportamento estremo del partigianato comunista”. Il conto dei partigiani soppressi dai killer comunisti è di almeno sessanta, secondo i dati di Stella, “un numero doppio rispetto alle analoghe uccisioni di altre province”.

Il libro, per le sue rivelazioni, non mancherà di suscitare reazioni e osservazioni a livello storiografico e politico. La sensazione è che ci si trovi di fronte a una nuova stagione del Chi Sa Parli, perchè le documentazioni, le ricostruzioni, i nomi e i dettagli sono tanti e tali (come, solo per fare un esempio, i nomi dei killer del colonnello Fagiani – secondo Stella il “Muso” e “Robinson” – e di Onfiani, alla vigilia del martirio dei fratelli Cervi) che non possono non arrivare da fonti di prima mano: archivi mai aperti sino ad ora, confessioni di vecchi partigiani etc.

Ma a proposito di reazioni, va registrata quella furibonda del neo Partito comunista e di Sinistra Italiana che, attraverso  il vecchio  trucco di equiparare il revisionismo storico al fascismo, annunciano un presidio contro la presentazione di compagno Mitra e una serie di iniziative dai risvolti  inquietanti, invitando Reggio a una mobilitazione antifascista, si sarebbe detto in altri tempi, “dura e militante”.

Viene lanciata una “campagna grafica” contro gli spazi privati (quindi anche contro le Notarie) “che ospitano iniziative volte a infangare i valori della Resistenza”. In altre parole questi spazi saranno marchiati con disegno o manifesti con l’effigie di Mussolini e la scritta “Noi qui siamo i benvenuti”.

Un’iniziativa che richiama alla mente l’uso dei nazisti di segnare di giallo le case e i negozi degli ebrei, con gli orrori che ne seguirono.

Gianfranco Stella e Luca Tadolini di fronte al circolo La Terra dei Padri dato alle fiamme

Già sui social l’annuncio della mobilitazione anti-Stella ha portato a strascico anche inviti a usare le “legnate” e la violenza. E’ chiaro che qualcuno vorrebbe lo scontro fisico.

D’altra parte, è ancora vivo il ricordo dell’attentato incendiario che ha devastato il circolo La Terra dei Padri  di Modena proprio in occasione della presentazione di un libro di Gianfranco Stella. Qualcuno sta preparando un pogrom?

 

 

 

 

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