Cento nomi di killer della Resistenza dall’archivio di un ex-comunista: anticipazioni
Alta tensione per il libro-choc di Stella: presidio contro a pochi metri dalla riunione

di Pierluigi Ghiggini 

6/11/2018 – Cresce la tensione per la presentazione in anteprima di Compagno Mitra, il libro-bomba dello studioso Gianfranco Stella interamente dedicato ai killer della resistenza comunista, prima e dopo la Liberazione. Il libro, appena uscito di tipografia, viene presentato a Reggio Emilia (sabato alle 16, Albergo delle Notarie) perché proprio a Reggio è dedicato il capitolo principale, con novità che non hanno precedenti per ampiezza e per qualità.

La locandina di presentazione di Compagno Mitra

Alla presentazione si oppongono il nuovo Pci e Sinistra italiana, che hanno annunciato una campagna grafica per segnalare con dei manifesti con l’effigie di Mussolini, gli spazi privati che danno spazio a “fascisti e revisionisti” (i manifesti sono già comparsi in città)  e soprattutto hanno ottenuto dalla Questura di Reggio l’autorizzazione ha svolgere un presidio, che non si annuncia propriamente pacifico, in via Farini, vale a dire a pochi metri dall’ingresso delle Notarie.

La polizia avrà un bel daffare per evitare assalti e scontri, com’è avvenuto di recente a Monza dove i centri sociali hanno contestato Gianfranco Stella, costringendo a mobilitare un centinaio di agenti.

“Spero che non accada niente e che mi lasciano presentare il libro”, ha dichiarato Stella a Reggio Report. Le novità di Compagno Mitra, infatti, interessano soprattutto Reggio Emilia, dove – sottolinea l’autore – solo in città si sono contate 513 esecuzioni e in totale 1.143  in tutta la provincia. E’ un caso unico  a livello nazionale”.

“Ho ricevuto, in modo devo dire in modo quasi clandestino, fascicoli inediti, e non reperibili diversamente, di un centinaio di partigiani, o meglio killer partigiani, con le foto e le descrizioni delle loro azioni. Diciamo che sono stato fortunato.

Nel libro non parlo dei partigiani che hanno combattuto con onore nella resistenza, ma quelli che in modi diversi si sono macchiati di gravi fatti di criminalità politica, anche se in realtà molti casi sono di criminalità comune, poi spacciati per azioni patriottiche. E’ il caso dell’eccidio della famiglia Cigarini a Codemondo, dove furono massacrate quattro persone per rapina. Sono riuscito ad avere le generalità del responsabile della spedizione: si chiamava Leone Ambrogi ed era di Villa Rivalta”.

E uno dei cento nomi, con tanto di foto, che costituisce il nerbo di Compagno Mitra: un’operazione-verità sui delitti dei partigiani comunisti mai avvenuta prima: “Non dimentichiamo anche il Chi Sa Parli di Otello Montanari fu una breve fiammata, e  fu accantonato quasi subito”.

Gianfranco Stella e Luca Tadolini di fronte al circolo La Terra dei Padri dato alle fiamme

Oggi Stella può disegnare un affresco senza precedenti che gronda sangue, spesso innocente,  dal quale Reggio Emilia emerge come un unicum nella Resistenza italiana, grazie a una gola profonda che ha conservato per decenni centinaia di documenti scottanti: “Ho promesso che non farò il nome di chi mi ha fornito la documentazione, schede di estremo valore frutto in gran parte di indagini interne al partito (il Pci, ndr.) “. Può dire almeno se è vivente? “E’ un ex-comunista ed è vivente”.

Fra l’altro, Compagno Mitra rivela anche che a uccidere il colonnello Fagiani e a ferire la figlia sedicenne rimasta cieca, in uno degli attentati dei Gap che precedettero la fucilazione dei fratelli Cervi, furono  Robinson e il Muso, due partigiani dalle storie parallele – amici d’infanzia, comandante e vicecomandante la stessa brigata Gap – la cui vicenda si concluse tragicamente nel  1961  con l’assassinio di Rino Soragni “Muso” da parte di Alfredo Casoli “Robinson” . 

Le pagine reggiane di Compagno Mitra si aprono con un caso eclatante, la cui dimensione terribile etragica viene rivelata solo oggi: è la storia di Licinio Tedeschi. capo di una banda di killer, di cui vengono fatti tutti i nomi. Di Licinio Tedeschi si sapeva poco o nulla: non è neppure citato nella storia della resistenza reggiana del Franzini.

Gianfranco Stella, autore di Compagno Mitra

Forse una ragione c’è: “Fu il killer più spietato di tutto il reggiano, e uno dei primi della Resistenza Italiana, responsabile di 34 omicidi prima del 25 aprile e di 139 dopo il 25 Aprile. Arrivò a uccidere anche la moglie, annegata nell’auto in un canale, ma non fu condannato in tribunale perchè il giorno prima i suoi uomini minacciarono i testimoni: il nome di Licinio Tedeschi faceva ancora terrore, e quelli davanti al giudice ritrattarono le dichiarazioni rese davanti ai carabinieri. Era di Montecchio, e morì nel 1991: era ricco, lasciò tre libretti di banca da un miliardo di lire l’uno. Persino Enzo Biagi tentò di intervistarlo, e gli offrì anche del denaro perchè parlasse: lui non lo fece neppure entrare in casa e gli risposte: “Mi conoscono tutti, guardi che se vado al mercato a chiedere dei soldi, torno a casa col cappello pieno”. Come dire: stia attento, di me hanno paura tutti”.

Scrivendo la parola fine di Compagno Mitra, che idea si è fatta della Resistenza reggiana?  “Mi ha confermato che con la Resistenza si sono arricchiti tanti avventurieri, mentre tanta gente è finita al cimitero o si è impoverita.  La Resistenza aveva due anime, che i comunisti non hanno mai voluto ammettere, nemmeno Claudio Pavone: quella cattolica e liberale portatrice di un antifascismo etico e intellettuale, e per contro quella di un antifascismo cruento e spietato, di matrice marxista. I comunisti combattevano sì per la patria, ma la loro patria, che era l’Unione Sovietica. Combattevano per l’ora X”.

 

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