Casa vuota, ma il Comune vuole egualmente la tassa rifiuti. E pignora lo stipendio

6/11/2018 – “Mi hanno pignorato lo stipendio senza informarmi di nulla. E’ una vicenda incredibile”. E’ incredulo, S.C., reggiano che si è trasferito a vivere a Parma da quattro anni lasciando vuota la sua ex abitazione in provincia di Reggio.
A lui è arrivata un salasso di oltre 600 euro da Iren, che gli chiede gli arretrati della tariffa rifiuti relativi alla sua ex abitazione in provincia di Reggio.
S.C. non vive più a Reggio dal 2014 e a gennaio di quest’anno ha trasferito sia la residenza che la dimora a Parma. E’ fra coloro che oggi stanno ricevendo bollette di Tari e Tares degli anni seguenti al 2012, poiché  a far data dal primo gennaio 2013 il Comune di Reggio ha emanato un regolamento che non concede più l’agevolazione di “casa vuota” e quindi un cittadino che ha un’utenza, anche se non utilizza l’appartamento, deve pagare ugualmente una Tari e una Tares equivalenti a un appartamento di settanta metri quadrati abitato da due persone.

Reggio Emilia dal cielo

“Alla mia nuova residenza di Parma non è arrivato alcun avviso né da parte del Comune di Reggio né da Iren circa quelle bollette da pagare – spiega – Me ne sono accorto perché questo mese mi sono ritrovato in busta paga una trattenuta, di un paio di centinaia di euro, la cui voce era “pignoramento da terzi”. Ho immediatamente contattato l’ufficio paghe dell’azienda per la quale lavoro e loro mi hanno spiegato che si trattava di un pignoramento effettuato dal Comune di Reggio. A quel punto ho chiamato in Comune per chiedere spiegazioni e loro mi hanno detto che tale pignoramento era dovuto a fronte del mancato pagamento delle bollette Tari e Tares per l’appartamento di Reggio nel quale non abito più da 4 anni” spiega S.C.
“La cosa ha dell’assurdo, perché procedere con un pignoramento senza nemmeno avvisare il cittadino è davvero inconcepibile. Perché non mi hanno avvisato al mio nuovo domicilio? E’ mai possibile che Iren non si sia accorta che nella mia abitazione reggiana non abitava nessuno da 4 anni? Oppure forse in Iren ritengono possibile vivere senza acqua, senza luce, senza riscaldamento?”.

LA REPLICA DEL COMUNE DI REGGIO 

“A proposito di quanto pubblicato su alcuni media rispetto al pignoramento al signor S. C. di parte dello stipendio al fine di onorare bollette Tari – emesse da Iren – non pagate, ed a seguito di alcuni accertamenti dell’Amministrazione comunale che hanno consentito di identificare con precisione la persona interessata e di individuare la sua posizione contributiva in materia di Tari, si precisano alcuni temi rilevanti.

Questo cittadino, S. C., risulta avere due posizioni Tari a lui riconducibili: la sua abitazione di residenza a Reggio Emilia dove è rimasto fino al 5 febbraio 2018, per la quale risulta non aver versato il tributo dal 2013 in poi; e un’attività, in un viale cittadino, per la vendita di beni non alimentari, chiusa alla fine del 2014, per la quale non risulta aver mai pagato la Tari.

Il pignoramento citato riguarda la Tari dell’attività, anno 2013, per il quale ha ricevuto – non è stato un fulmine a ciel sereno, sono state eseguite le prassi disposte dalla legge – avvisi di accertamento al numero civico di Reggio Emilia in cui abitava, notificati con compiuta giacenza, poi le ingiunzioni conseguenti e alla fine l’intimazione che ha preceduto il pignoramento, regolarmente notificata all’attuale indirizzo di Parma in cui abita ora l’interessato.

Agli atti del Comune, questo signore risultava residente fino a inizio febbraio 2018 in una strada e a un civico ben precisi di Reggio Emilia e lì ovviamente sono stati recapitati i diversi avvisi del percorso, fino al nuovo indirizzo di Parma.

La tesi delle ‘case vuote’ colpite da Tari non c’entra nulla. A quanto risulta ad oggi, si tratta più semplicemente di un caso di Tari non paga, né per l’abitazione, né per l’attività economica poi cessata. Perciò l’attività di accertamento prosegue, per le annualità mancanti. (Ufficio Stampa comune di Reggio Emilia) 

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