Bombe di guerra, Tecnopolo evacuato
Via alla bonifica, ex Reggiane off limits

8/11/2018 – Domani mattina gli artificieri rimuoveranno gli ordigni bellici venuti alla luce nella tarda mattinata di oggi durante i lavori nell’area ex-Reggiane. 

Di conseguenza il Tecnopolo di Reggio Emilia resterà chiuso domani, venerdì 9 novembre, fino alla conclusione delle operazioni di bonifica.
Lo stabilisce un’apposita ordinanza comunale, comunicata in serata da palazzo civico. 

L’ordinanza del sindaco Vecchi stabilisce il “divieto di ingresso e di permanenza all’interno degli edifici che ospitano il Tecnopolo e una sede della ditta Ask Industries interna all’area stessa.

Il divieto vale anche per qualsiasi attività lavorativa all’interno del cantiere, dove sono presenti gli ordigni bellici” Vietato altresì – precisa una nota del Comune – “l’accesso ad ogni tipo di veicolo, eccetto i mezzi autorizzati”.

Inoltre “La Polizia municipale, presente nell’area Reggiane sin dal ritrovamento degli  ordigni, aveva provveduto ad attuare le disposizioni di evacuazione di Tecnopolo e altri spazi vicini alla zona di sicurezza”.

8/11/2018 – Altri due ordigni bellici sono state trovati oggi, poco dopo le 13, nel corso dei lavori in corso nell’area ex Reggiane. Sono venute alla luce durante gli scavi, scontrate dalla pala di un escavatore.

L’intera area è stata evacuata su decisione delle forze dell’ordine: il cantiere ma anche la struttura del Tecnopolo e il capannone dove da pochi giorni si è insediata Ask Industries. Sul posto la polizia, gli agenti della Municipale e la protezione civile. L’area è transennata: è in corso la messa in sicurezza da parte degli artificieri della Polizia, arrivati da Bologna.

Solo tre  giorni fa, gli artificieri del Genio Pontieri di Piacenza hanno fatto  brillare un grosso ordigno e decine di proiettili rinvenuti durante gli scavi dell’arena Grandi eventi del Campovolo. Altri ancora erano stati scoperti in estate.

Durissimo l’intervento dell’on. Gianluca Vinci e del responsabile sicurezza della Lega Nord, Matteo Melato. “Da anni contestiamo al Comune di Reggio la presenza di una cartina riportante le decine di bombe d’aereo inesplose alle ex Officine Reggiane, oggi Tecnopolo, ove vengono investiti 50 milioni di euro” , sottolinea Vinci.

E una cartina d’epoca con l’indicazione di tutti gli ordigni bellici inesplosi nello stabilimento ex Reggiana era stata pubblicata dalla Voce di Reggio Emilia: non si può dire che chi di dovere non fosse informato.

“Oggi  hanno rinvenuto due bombe, le prime due direi, che hanno costretto l’evacuazione del Tecnopolo, dubito che non accadrà ripetutamente in futuro – ha aggiunto il neodeputato leghista – Se il Comune Pd non usasse sempre un atteggiamento negazionista, certe cose sarebbero risolte prima e non succederebbero.” .

Attacca Melato:”Alla nostra conferenza stampa del 2016, che annunciava la presentazione di due interrogazioni, una in Comune e l’altra in Parlamento, per chiedere maggiori chiarimenti sul tema dato che molte cose non tornavano, il Comune di Reggio Emilia rispose che non c’era nulla di vero nel nostro timore sulla presenza di ordigni e, anzi, si sosteneva che non c’era alcuna bomba nell’area. Addirittura ci venne detto che “i lavori di bonifica ambientale avvennero in condizioni di piena sicurezza, con la presenza costante di esperti di una società appositamente incaricata da Stu Reggiane spa e specializzata nelle bonifiche di ordigni esplosivi”.

Ma alloraq  “Dove hanno guardato? Son stati veramente fatti questi controlli su tutta l’area per poter garantire che fosse tutto in sicurezza? – domanda Melato – Oltre a questo, sostenevano che “nel 2011 Fantuzzi aveva certificato che il Capannone 19 e relative aree cortilive pertinenziali cedute in proprietà al Comune di Reggio Emilia, cosi’ come tutta la restante area dello stabilimento delle ex Officine Reggiane, erano state a suo tempo oggetti di bonifica bellica riguardante i bombardamenti subiti dall’area nel 1944-1945.”

Insomma “ci assicurarono che tutto era in regola e potevamo dormire sonni tranquilli. Alla luce di quanto accaduto oggi siamo di fronte ad una figuraccia colossale da parte di questa amministrazione e ci chiediamo come sia potuto accadere: incapacità politica? Superficialità? O qualcos’altro di ben peggio? Sta di fatto che qualcuno deve rispondere delle proprie azioni perciò chi ha certificato o dichiarato che non vi era o è la presenza di alcun ordigno dovrebbe lasciare il proprio incarico. Ora occorre verificare a fondo tutta l’area e fermare tutti i lavori per evitare situazioni molto pericolose per l’incolumità delle persone.”

 

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