Alleanza 3.0: “Incertezza significativa” nel bilancio della megacoop
Un campanello d’allarme nelle relazioni del revisore

di Pierluigi Ghiggini

20/11/2018 – Coop Alleanza 3.0 e Vega Carburanti di Venezia hanno siglato un accordo preliminare per la vendita del 100% della società Carburanti 3.0, detenuta  dalla cooperativa di consumatori – la più grande d’ Europa – nata dalla fusione tra Coop Adriatica di Casalecchio, Coop Estense di Modena e Coop Nordest di Reggio Emilia. Carburanti 3.0 conta una rete di 63 stazioni di servizio (gestite direttamente o indirettamente) in 5 regioni (Emilia-Romagna, Puglia, Marche, Lombardia, Veneto).  Nata nel 2015, ha realizzato nel 2017 vendite per 312 milioni di euro, con un erogato in crescita del 13% sull’anno precedente, un Ebitda di 5,7 milioni (+1,7 milioni sul 2016) e un risultato netto di 1,2 milioni. Si stimano per il 2018 vendite in aumento a 423 milioni.

Un distributore Enercoop

La cessione della rete con le insegne Enercoop (marchio che comunque resterà per i prossimi tre anni) non è la sola: Finube, società controllata da Alleanza 3.0, sta trattando la cessione della maggioranza azionaria delle Farmacie comunali di Modena (14 punti vendita, dove sono impiegati 70 dipendenti), di Finube detiene il 63,3%. Ciò a conferma dell’ampiezza delle ristrutturazione in atto in Alleanza 3.0 (affidata al nuovo direttore generale  Paolo Alemagna, che ha piedi poteri dal primo ottobre) e di cui la ripulitura dei conti – con la perdita di 37 milioni nel bilancio 2017 – è solo l’inizio. Il bisogno di “fare cassa” e di concentrare la cooperativa sul core business è una naturale conseguenza.

La ristrutturazione coinvolge la mega azienda nel suo complesso, che ha ammesso investimenti sbagliati nel passato, al fine di  fronteggiare senza affanni sia la concorrenza, sia l’esposizione della cooperativa con le banche  (1 miliardo 277 milioni a fine 2017 , che sale a 1 miliardo 745 milioni nel bilancio consolidato) e l’imponente gestione del prestito sociale, circa 3,9 milioni a fine 2017, in calo di circa 400 milioni rispetto all’anno precedente. Nel 2017 la cooperativa ha scontato un lieve calo delle vendite (con oltre 91 milioni restituiti ai soci attraverso sconti e offerte), e il bilancio espone  un margine di contribuzione negativo per 142 milioni, al quale corrisponde la perdita finale di  37 milioni.

Il monte debiti complessivo a fine 2017 era di 6 miliardi 99 milioni di euro, cifra che balza a 7 miliardi 361 milioni nel bilancio consolidato contro un patrimonio netto di 2 miliardi 851 milioni di euro.

Cosa significano queste cifre? Coop Alleanza 3.0 deve aumentare rapidamente la propria redditività, e non solo limitarsi a mantenere le quote di mercato rispetto a una concorrenza sempre più aggressiva,  nel caso tagliando rami secchi (o investimenti sbagliati) e vendendo dei gioielli di famiglia, se vuole garantire la redimibilità del suo debito: in ogni caso i soci sono la vera garanzia, in quanto principali creditori col prestito sociale. Il quale, giova ricordarlo, non è una forma di risparmio, ma un investimento a rischio paragonabile a obbligazioni convertibili.

Che la cooperativa – 2 milioni 300 mila soci a fine 2017 – debba affrontare al proprio interno problemi spinosi, lo attesta un segnale d’allarme lanciato nelle relazioni di revisione firmate da Deloitte & Touche al bilancio aziendale e al bilancio consolidato: in esse si parla addirittura di una “incertezza significativa” sulla possibilità di Alleanza 3.0 di “continuare a operare come un’entità in funzionamento”.

Ecco cosa si legge nella relazione del revisore, datata 28 aprile 2018: “Siamo giunti ad una conclusione sull’appropriatezza dell’utilizzo da parte degli Amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull’eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Cooperativa di continuare ad operare come un’entità in funzionamento.

In presenza di un’incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l’attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio, ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la Cooperativa cessi di operare come un’entità in funzionamento”.

Inoltre il revisore precisa di aver  comunicato ai responsabili delle attività di governance,  la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile”.

Il testo è criptico, e non lascia indizi sulle ragioni di un’affermazione di tale peso.  Si può solo arguire che il problema identificato da Deloitte  sia di portata tale da far sorgere “dubbi significativi”, sempre però in via ipotetica,  sulla stessa capacità di Alleanza 3.0 di continuare ad operare. Ma quale sia tale problema, e se esso sia stato superato in questi mesi, lo sanno soltanto i vertici della cooperativa.

Nei mesi scorsi è stato sollevata la questione della forte esposizione di Alleanza 3.0 in titoli dello Stato italiano: titoli di tutto riposo messi in portafoglio proprio per garantire la liquidità del prestito sociale. L’aumento dello spread con i bund tedeschi  – che veleggia ora sopra i 300 punti base –  fa diminuire il valore di mercato dei titoli di Stato italiani in caso di vendita anticipata rispetto alla scadenza. E ciò potrebbe creare un ulteriore problema di bilancio che tuttavia Alleanza 3.0 sarebbe in grado di fronteggiare senza troppi patemi.

Be Sociable, Share!

6 risposte a Alleanza 3.0: “Incertezza significativa” nel bilancio della megacoop
Un campanello d’allarme nelle relazioni del revisore

  1. Guido Rispondi

    21/11/2018 alle 10:30

    Sta crollando un mondo che ha tradito i valori per cui è stato creato! Gestione politica autoreferenziale! Leggendo i dati sopra esposti io che ho fatto la prima media vedo che il passivo é circa tre volte il patrimonio netto! Qualsiasi altra realtà sarebbe già fallita da tempo!

  2. Vittorio Rispondi

    20/03/2019 alle 11:14

    Premetto che ero un socio coop.Non vorrei sbagliarmi,ma penso che farà la fine delle cooperative edili.( Reggio Emilia e Ravenna). I costi della politica sono troppo alti. Lo sta dimostrando che per racimolare qualche soldo, stanno vendendo Enercoop e le farmacie comunali di Modena. Per quanto riguarda la distribuzione hanno un bel da fare per recuperare quote di mercato, visto che le loro offerte scontate sono gonfiate.
    Offerte scontate riferite agli stessi prodotti,in altri supermercati
    hanno un prezzo pieno più basso o pari senza sconto.Sono curioso di vedere cosa si inventeranno quest’anno per giustificare l’eventuale perdita di fatturato. Se i soci cominciano ad aprire gli occhi e a o a prelevare il prestito sociale , si aprirebbero dei buchi che difficilmente riuscirebbero a coprire.

  3. Vittorio Rispondi

    01/05/2019 alle 09:58

    Come previsto quest’anno il rosso è aumentato a 289 milioni. Le promesse dell’anno scorso di un recupero sono state parole dette al vento.
    L’ottusità di certi personaggi che continuano a negare l’evidenza è disarmante.
    Non è stato ancora scritto sui giornali il monte debiti complessivo del 2018. L’anno scorso era di 7 miliardi e 361 milioni consolidato.

  4. Vittorio Rispondi

    02/05/2019 alle 09:07

    Mi sbaglierò,ma sui giornali hanno scritto il monte debito complessivo del 2017-valore 7 miliardi e 361 milioni. del 2018 non ho ancora letto il monte debito complessivo del 2018. Il link che avete inserito non parlo di debito complessivo 2018.

    • Pierluigi Rispondi

      02/05/2019 alle 10:24

      Non ci risulta che il bilancio 2018 sia stato depositato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *