L’inchiesta – condotta dai carabinieri e dalla Guardia di finanza – è  coordinata dal magistrato Valentina Salvi: i 72 indagati – scrive Alessandra Codeluppi sul Carlino Reggio – “hanno ricevuto venerdì l’avviso di fine indagini, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio: hanno venti giorni per chiedere di essere interrogati dal pm o per presentare memorie difensive”.

Otto di loro,ritenuti il fulcro del giro di fatture  per operazioni inesistenti, devono rispondere di associazione a delinquere: il giornalista Marco Gibertini, Piersandro Pregliasco, Marco Castaldi, l’ex titolare della Reggiana Gourmet Mirco Salsi, il figlio Gianluca Salsi, Gianluca Mussoni, Valerio Villani e Antonio Silipo.
. Tra i metodi usati per alimentare il meccanismo delle fatture false “al fine di realizzare ingenti profitti”, spicca «la frode carosello all’Iva» attraverso una decina di società cartiere. Il sodalizio avrebbe fruito di un appoggio internazionale: «Nella commissione dei reati – scrive Salvi – ha dato il suo contributo un gruppo criminale organizzato impegnato in attività in Italia, Irlanda, Svizzera, Estonia e Olanda».

Coinvolti nel processo Aemilia, come detto, Marco Gibertini, ma anche Silipo, Mirco Salsi, Giuliano Debbi e Omar Costi.

Gibertini, Castaldi e Pregliasco sono individuati come «promotori e organizzatori» del gruppo. Tra gli imprenditori, il Carlino cita Giovanni Montorsi  fondatore dell’Arag di Rubiera e Mario Gaspari, uno dei fondatori della Gaspari Viaggi di Reggio: come Dallari e Montanari, anche Gaspari è accusato “di aver evaso le imposte sui redditi avvalendosi di fatture e documenti per operazioni inesistenti”.

Su Nicola Fangareggi pende l’accusa  di aver evaso le imposte sui redditi attraverso la società Contenuti digitali srl, editrice di 24 Emilia e  di cui risultava amministratore, tramite documenti per coprire operazioni inesistenti. “Con la stessa società avrebbe anche permesso a ‘Gibertini comunicazioni’ di evadere le tasse”.
Invece Maurizio Labanti, nella veste di consulente della Reggiana Gourmet, avrebbe messo a disposizione «le sue conoscenze tributaristiche predisponendo documenti contrattuali e fatture false su operazioni commerciali del tutto inesistenti» per permettere all’azienda di Bagnolo di evaderele imposte.

Nel mondo dello sport spuntano i nomi di  Mauro Donelli, Massimo Tirabassi e Federico Pozzi. Il primo, come responsabile della Re Volley, in concorso con Cavalieri, presidente dell’associazione sportiva e con Gibertini, è accusato di aver permesso nel dicembre 2013 a una ditta di Bagnolo di evadere le imposte con una fattura per operazioni inesistenti. Tirabassi, quale rappresentante legale della Reggiana volley, avrebbe permesso ad Albachiara srl (ex Reggiana Gourmet srl) di evadere le imposte sui redditi l’Iva sepre con fatture per operazioni inesisteti. Pozzi, un tempo attivo nella pallavolo, “ora risulta irreperibile”.