La bassa invasa dalla puzza dei gessi
Esposto del sindaco di Boretto alla Procura
Chieste analisi sui terreni ad Ausl e Arpae

12/10/2018 – La bassa reggiana infestata dalla puzza dei gessi di defecazione sparsi come fertilizzanti nei terreni a frumento, mais e erba medica.

Il sindaco di Boretto Massimo Gazza, tirate le somme di giorni di odori insopportabili e di proteste delka popolazione, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, con i nomi della ditte che distribuiscono il prodotto è delle aziende agricole che lo utilizzano.

Gazza ha annunciato l’esposto con un post su Facebook.

“A seguito dei forti e fastidiosi odori che stanno infestando il nostro paese – scrive il sindaco di Boretto –  credo sia corretto comunicare che l’amministrazione ha inviato segnalazione alla Procura della Repubblica, con ricostruzione dei fatti e con indicazione delle società coinvolte”. Inoltre “ha  formalmente richiesto ad Arpae ed azienda sanitaria analisi di diversi campioni di terreno su cui è stato sparso il prodotto. Abbiamo inteso mettere in campo tutte le misure in nostro possesso – conclude Gazza -onde tutelare la salute dei cittadini”.

Risulta che i gessi puzzolenti – fanghi di depuratozione tratraticon calce eacido solfirico -siano prodotti dalla stessa società bresciana, la Valli di Lonato, dalla quale sono uscite le 15 mila tonnellate di gessi sequestrati dai Carabinieri Forestali in due capannoni di Fabbrico. I cosiddetti fertilizzanti sono risultati contaminati da idrocarburi, fenoli e metilfenoli in concentrazioni elevate, al punto da farli considerate rifiuti potenzialmente pericolosi. Nonostante questo, e nonostante i disturbi alla gola e agli occhi denunciati da molte persone (come ho documentato anche il reportage  andato in onda domenica su RaiTre) gli spandimenti dei gessi continuano come niente fosse, senza controlli da parte delle autorità ambientali e sanitarie. D’altra parte gli agricoltori che accettano di smaltire i gessi vengono pagati anche trecento euro all’ettaro.

Molti si chiedono se i gessi, attraverso il ciclo alimentare delle bovine da latte, non finiscano per contaminare il parmigiano reggiano Dop. Nel mondo dei produttori non si nasconde la preoccupazione.

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Una risposta a 1

  1. Marzia Rispondi

    12/10/2018 alle 11:00

    Come ha sottolineato l’ on. Zolezzi M5S, che ha già ampiamente denunciato e contrastato lo spandimento e il continuo conferimento di fanghi reflui urbani e industriali nel distretto bresciano, va ribadito che la conseguente nitrificazione del terreno con composti azotati rappresenta l’ habitat naturale per lo sviluppo e il nutrimento delle larve di zanzare che diffondono il il virus della West Nile, nonché delle cimici asiatiche.
    E come ultima conseguenza, a tutto ciò si ricollega la necessità di bombardare l’ ambiente con insetticidi per disinfestare anche le nostre città. Dagli ultimi studi emersi l’utilizzo massiccio di insetticidi e repellenti anti zanzare ha causato l’ incremento di tumori del cervello e delle leucemie dei bambini.

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