L’inquietante caso dei gessi contaminati
Rigon accusa il sindaco di Fabbrico: “Si dimetta”

17/10/2018 – La vicenda inquietante dei gessi di defecazione contaminati sparsi nei terreni coltivati a frumento per la panificazione e a erba medica per il nutrimento delle bovine che producono il latte per il Parmigiano Reggiano, agita il mondo politico  reggiano, nonostante i tentativi evidenti di mettere la sordina a una questione scottante. Il sindaco di Boretto Massimo Gazza ha chiamato Ausl e Arpa, ed è andato alla Procura per denunciare  la puzza insopportabile che ha afflitto il paese a seguito dello spandimento dei gessi di defecazione.

Ma è stato il servizio andato in onda a Indovina chi viene a cena, su Rai Tre, dedicato quindicimila tonnellate di gessi tuttora sotto sequestro a Fabbrico (dalle analisi disposte dai carabinieri forestali risultano contaminate da idrocarburi, fenoli e metilfenoli) a rilanciare l’allarme su quello che succede nei campi dell’Emilia, della Lombardia e del Veneto. E sui timori per la salute umana e la salubrità dei prodotti coltivati nei terreni concimati, si fa per  dire, con i gessi. A Boretto e a Rio Saliceto, in questi giorni, sono finiti nei terreni molte tonnellate di gessi arrivati sempre dalla stessa azienda bresciana proprietaria di quelli sequestrati un anno fa dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, a seguito delle analisi e dei rapporti dei forestali.

Il tema è approdato in Parlamento con un’interrogazione dei deputati Benedetta Fiorini e Galeazzo Bignami. Oggi la consigliera comunale Roberta Rigon (di Fratelli d’Italia) in una dichiarazione plaude all’iniziativa del sindaco di Boretto e, anche per questo, chiede le dimissioni del sindaco di Fabbrico Maurizio Terzi accusandolo apertamente  di immobilismo nella vicenda dei gessi della ditta Valli di Lonato che – come si è appreso dal servizio televisivo – paga profumatamente gli agricoltori perché i i fanghi di depurazione (trattati con calce e acido solforico) vengano sparsi senza controlli nei campi.

I Carabinieri forestali all’ingresso dei capannoni sequestrati a Fabbrico

“Il Sindaco di Boretto, giustamente, chiama Arpae e Ausl a verificare se la tanto fastidiosa puzza sprigionata dai fanghi distribuiti sui terreni agricoli sia “solo” fastidiosa o se, invece, non sia anche inquinante e dannosa per la salute delle persone e degli animali scrive Rigon – Lui ha fatto bene, considerando anche l’allarme lanciato dalla trasmissione di Rai3 “Indovina chi viene a cena” che ha scoperchiato un vaso del quale, probabilmente, qualcuno già sapeva molto.

Spandimento dei gessi di defecazione

Ad esempio, c’è da chiedersi se il Sindaco di Fabbrico abbia fatto tutto il necessario per la tutela della salute dei sui cittadini! Perché ordinare di bonificare i terreni nei quali i gessi inquinati erano stoccati sembra del tutto insufficiente.

Il dottor Dante Pedroni di Fabbrico: ha denunciato in tv i malesseri provocati dalle esalazioni dei gessi

La testimonianza del medico del paese è significativa e avrebbe dovuto allarmare per primo il Sindaco”.

Chiede rigon: “Cosa sta facendo il sindaco? Su quali tavoli sta battendo i pugni? Perché non ha preteso l’intervento di Arpae e Ausl? Perché non è andato ogni giorno in Tribunale a pretendere tempi certi per i suoi cittadini? Ha allertato i sindaci dei comuni vicini? Perché se il problema riguarda Fabbrico e Boretto è facilmente prevedibile riguardi anche altri comuni! Il naso ce lo abbiamo tutti!

Roberta Rigon

Una cosa come quella emersa da questo servizio, e già conosciuta dal Sindaco di Fabbrico, avrebbe dovuto far muovere una montagna, ad un Sindaco che ha a cuore la sua terra, la sua comunità, i suoi cittadini!

Bene hanno fatto i parlamentari di Forza Italia a chiedere al Governo se ha intenzione di fare qualcosa, ma io mi chiedo perché un Sindaco del PD non abbia chiesto, fin da subito, alla Regione, governata dal PD, e al Governo in carica fino a maggio di quest’anno, sempre PD, di intervenire per controllare questi fanghi e il business che ci sta dietro e legiferare a tutela dei cittadini. Oppure lo ha fatto ma nessuno se n’è occupato?”

Conclude la consigliera di FdI : “In questo caso, il “non fatto” è una grave omissione che mette a rischio la salute dei cittadini e che dovrebbe portare alle immediate dimissioni del Sindaco, almeno adesso che non può più far finta di niente! Sperando, poi, che il tempo perso non porti con se altre gravi ripercussioni.”

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Una risposta a 1

  1. Claudio Rispondi

    19/10/2018 alle 13:50

    La consigliera Rigon farebbe bene, invece di supporre, a chiedere. Vada a Fabbrico e chieda all’Amm.ne cosa è stato fatto.

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