Bassa in rivolta per la puzza
“Gessi” contaminati nei campi coltivati?

10/10/2018 – Bassa reggiana in rivolta  per gli odori insopportabili che da giorni invadono diverse zone, soprattutto nel comune di Boretto,a causa dello spandimento nel terreno dei cosiddetti “gessi di defecazione”, i fanghi dei depuratori trattati da aziende specializzate e ceduti agli agricoltori come fertilizzanti. I quali lo ricevono gratis e, anzi, vengono pagati per lo smaltimento anche trecento euro all’ettaro. Le proteste fioccano nei social dove dove c’è chi ha denunciato che la puzza arriva sino a Guastalla.

Questi gessi di defecazione sono prodotti dalla ditta Valli di Lonato, la stessa delle quindicimila tonnellate di gessi sequestrati un anno fa dai Carabinieri Forestali in due capannoni nella campagna di Fabbrico: le analisi hanno  riscontrato una elevata concentrazione di idrocarburi, fenoli e metilfenoli ritenuti cancerogeni nella letteratura scientifica internazionale.

Il caso è tornato alla ribalta con il reportage tra la Lombardia, il Polesine e Fabbrico andato in onda domenica sera su Rai Tre a “Indovina chi viene a cena” condotto da Sabrina Giannini.

Nonostante l’inchiesta aperta dalla procura di Reggio Emilia, che ha indagato il rappresentante legale della Valli – alla quale in luglio il sindaco di Fabbrico ha ordinato la bonifica dei terreni circostanti i capannoni sotto sequestro – e nonostante il timore di contaminazioni e le proteste per l’odore insopportabile,  l’azienda di Lonato continua a distribuire i gessi. E gl agricoltori della bassa continuano a spargerli nei terreni, ritenendosi a posto perché non è stato ancora stabilito, in base alle norme vigenti, se tali fanghi trattati siano dannosi o no.

Che siano contaminati, risulta dalle analisi compiute dai Forestali sui campioni prelevati a Fabbrico. Tuttavia  le norme vigenti non obbligano alle analisi per determinare il livello di certe sostanze tossiche, e neppure obbligano alla tracciabilità del prodotto, che viaggia con documenti  di trasporto di base come normale fertilizzante: di conseguenza le autorità sanitarie, ambientali e  neppure le forze dell’ordine possono sapere in quali terreni finiscono.

I carabinieri forestali di Reggio, un anno  fa sono andati più a fondo e hanno scoperto che i gessi stoccati a Fabbrico sono altamente contaminati. La puzza è un segnale inconfondibile, perchè altri prodotti analoghi “puliti” non hanno praticamente odore. E’ legittimo chiedersi se anche i gessi della Valli sparsi in questi giorni nel territorio di Boretto e , a quanto risulta, a Rio Saliceto, siano “puliti” o no.

E viene da chiedersi se tale prodotto sia finito anche nei campi di erba medica destinata all’alimentazione delle bovine che forniscono il latte per la produzione del Parmigiano Reggiano Dop. Sarebbe bene far valere il principio di precauzione e indagare a fondo, analizzando i terreni e controlland le forme di Parmigiano Reggiano in stagionatura.

Intanto il sindaco di Boretto Massimo Gazza ha denunciato su Facebook che “nelle ultime 72 ore il paese  è stato invaso da un odore insopportabile. Le ragioni – conferma il primo cittadino – sono da rintracciare in uno spandimento di fertilizzanti zootecnici, commercializzati da un’azienda lombarda  e presenti nelle tabelle nazionali dei fertilizzanti su di un fondo privato.  A tutela della salute pubblica l’amministrazione ha chiesto ad Arpae e all’azienda sanitaria di verificare le sostanze utilizzate e di verificare se nelle modalità di diffusione sono stati rispettati i protocolli e le norme. Appena riceveremo la relazione, la renderemo pubblica – conclude Gazza –   e sin da subito ci attiviamo per tutelare la cittadinanza da ulteriori spandimenti.

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3 risposte a Bassa in rivolta per la puzza
“Gessi” contaminati nei campi coltivati?

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    11/10/2018 alle 11:10

    Mi domando che effetto può avere simile porcheria sulle note cipolle borrettane. Certo una bella pubblicità per un prodotto DOP … 🤬.
    L’altro aspetto è che ARPA si chiama fuori dicendo di non essere competente … ma non si chiama Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente?
    Le amministrazioni e le agenzie a guida PD non smettono di stupire …
    Saluti ai lettori.
    Alessandro Davoli

  2. Alessandro Davoli Rispondi

    11/10/2018 alle 11:15

    La Cipolla Borettana, correggo, non è ancora diventata DOP ma De.co. (Denominazione comunale).
    Saluti.
    Alessandro Davoli

  3. Corrado Rispondi

    14/10/2018 alle 11:19

    Le competenze dell’ARPA sono disciplinate da leggi e regolamenti, non possono decidere loro di che cosa occuparsi! Ma questo lo sanno anche i bambini delle elementari.

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