Aemilia, l’amara riflessione di Giulietti (Fnsi): “Come in Mafia Capitale, all’inizio puntavano il dito sui cronisti e non contro i mafiosi”

31/10/2018 – “Trovo molte similitudini tra questo processo e ‘Mafia Capitale’ dove all’inizio molti, invece di puntare il dito contro i mafiosi e i corrotti, lo facevano contro i cronisti che scrivevano e le associazioni che segnalavano, insomma chi si batteva per la legalita’”.

Parola di Giuseppe Giulietti presidente nazionale della Federazione della stampa (Fnsi), che questa mattina era presente nell’aula bunker del tribunale di Reggio Emilia per assistere alla lettura della sentenza di primo grado del maxi processo Aemilia contro la ‘ndrangheta.

Il presidente della Fnsi -parte civile nel procedimento- ricorda: “Proprio da quelle gabbie fu fatto un elenco dei cronisti sgraditi. Noi siamo qua a ringraziare quei cronisti che nonostante le minacce e le querele hanno continuato a fare il proprio dovere, ma anche Libera e quegli straordinari ragazzi che sono venuti qui ad assistere alle udienze. Questi sono la vera scorta mediatica dell’articolo 21 della Costituzione”.

La lettura della sentenza al processo Aemilia

Conclude Giulietti: “Ringraziamo tutti coloro che non hanno dovuto attendere l’ultimo istante per capire che c’era un’infezione, quando i giornalisti lo segnalano, forse invece di aggredirli e quererarli bisognerebbe fare la fatica di leggerli. Vorrei che gli osservatori si facessero invece che sui giornalisti (come fatto per i cronisti di Aemilia dalla Camera penale di Modena, ndr) sul malaffare e le mafie in giro per l’Italia”.

(FONTE: AGENZIA DIRE)

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