Aemilia: c’è già un seguito per testimonianze false o reticenti
Chiesti una quarantina di verbali, anche del costruttore Antonio Rizzo

31/10/2018 – La sentenza di primo grado e’ stata appena pronunciata e  c’e’ già un “seguito” per il processo Aemilia contro la ‘ndrangheta al nord, che si e’ concluso nel pomeriggio a Reggio Emilia.

La Corte presieduta da Francesco Maria Caruso, con un’ordinanza, ha infatti chiesto la copia dei verbali delle testimonianze rese in aula da oltre 40 testimoni. Il motivo? Si sarebbero ravvisate nelle dichiarazioni fatte “reticenza e falsità”.

Tra gli atti richiesti anche quello relativo alla deposizione di Antonio Rizzo, imprenditore di origine cutrese, gia’ a capo dell’Aier, l’associazione di imprenditori in prevalenza calabrese che propose all’allora sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio di acquistare gli immobili invenduti delle loro aziende per destinarle a case popolari.

La lettura della sentenza al processo Aemilia

Numerosi anche i rinvii disposti dal collegio giudicante alla Procura della Repubblica per le ipotesi di bancarotta fraudolenta e altri reati a carico di condannati nel primo grado che si è concluso oggi

Per il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, quello delle dichiarazioni non genuine “non è un quadro che desta particolare sorpresa perchè ragioniamo di un contesto in cui la contestazione principale e’ rappresentata dal 416 bis, cioe’ da un reato che si caratterizza per l’intimidazione, per l’assoggettamento e per la omertà che ne deriva”, spiega.

Dunque “è il contesto del reato ma è anche il contesto che, quando ragioniamo in termini processuali, induce a dubitare della genuinità  di certe dichiarazioni. Di soggetti cioè  che si trovano in quella condizione psicologica che qualifica il reato associativo”, ha concluso Amato.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *