Violenza su un bimbo della materna
La scuola è del comune di Reggio

19/9/2018 – Lavorava alla scuola dell’infanzia Andersen, una delle scuole del Comune di Reggio Emilia più note, visitate e  ricercate per la sua qualità pedagogica, l’ex bidello di 51 anni accusato  di violenza sessuale su un bambino di quattro anni. Il nome della scuola, dove sarebbero avvenuti gli abusi, è stato rivelato su Facebook Roberto Mirabile, presidente e fondatore dell’onlus secondo antipedofilia “La Caramella Buona”.

Ieri il comune di Reggio Emilia ha annunciato una richiesta di accesso agli atti alla Procura, confermando indirettamente che l’asilo appartiene al sistema Nidi e Scuole dell’infanzia di Reggio Emilia. Sistema già alle prese con il caso, sempre avvenuto in primavera ma rivelato in agosto, dei maltrattamenti nei confronti di bambini della scuola Malaguzzi, di cui sarebbe responsabile una nota insegnante di 55 anni, ora sospesa dal lavoro e anche dallo stipendio.

Roberto Mirabile

Nel caso della presunta violenza sessuale, il bidello era stato assunto a tempo determinato, il suo contratto è scaduto e ora è a casa disoccupato. L’abuso sarebbe avvenuto in maggio, in un bagno della materna dove il bidello aveva accompagnato il bambino. A casa, il bambino si era sentito male e la mamma lo ha portato al pronto soccorso dove il pediatra ha accertato i segni della violenza nelle parti intime. diagnosi poi confermata dal medico legale.

Nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi, i carabinieri hanno installato un sistema di rilevamento video nella scuola, le cui immagini sono state visionae sia dalla parte lesa (avvocato Marco Scarpati) sia dall’avvocato Tommaso Lombardini che difende l’ex-bidello. Secondo Lombardini, le immagini scagionerebbero l’ausiliario. L’indagine, data la delicatezza della vicenda, procede con i proverbiali piedi di piombo: ora si è in attesa della relazione di un consulente  che deve pronunciarsi se la piccola vittima è in grado di testimoniare o no. Passeranno ancora non meno di tre mesi. Nel frattempo la casa dell’ex bidello è stata setacciata alla ricerca di materiale utile alle indagini.

Oggi con un post intitolato significativamente “Il nome lo facciamo noi” Roberto Mirabile ha deciso di rendere di pubblico dominio che la scuola materna interessata è del sistema comunale ed è la Andersen.

“In queste ore tanti genitori preoccupati chiedono di sapere in quale scuola materna reggiana si sarebbero consumati i sospetti abusi a danno di un bambino di quattro anni – scrive il presidente della Caramella Buona – Ritengo sia corretto tranquillizzare tante famiglie reggiane che affidano i loro figli alle scuole comunali, dove operano brave maestre e altrettanto bravi ausiliari, facendo il nome della scuola in cui si sarebbero (il condizionale è d’obbligo) consumati gli abusi.”

“E’ inutile nascondere il nome, direi anzi quasi ipocrita – aggiunge –  Il minore viene tutelato al meglio, sotto il profilo legale e per la privacy, mentre dobbiamo pensare anche ai genitori che in queste ore si stanno chiedendo cosa accade in città, per di più ad inizio anno scolastico. Bene sapere dai carabinieri che il soggetto indagato non lavora più all’Andersen, la scuola materna comunale coinvolta : giusto sarebbe ora capire che fine ha fatto, in attesa che la magistratura faccia il suo corso per chiarire questo nuovo preoccupante caso “.

Sulla vicenda è intervenuta anche Benedetta Fiorini, deputata reggiana di Forza Italia, che ha rilanciato la proposta di rendere obbligatorie nel telecamere nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture per gli anziani.

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