Star Cats, alle Fiere di Reggio gatti amabili e rari da tutto il mondo

Gatti di razze pregiate, esemplari rarissimi e gatti di casa da tutto il mondo: anche quest’anno Reggio ospita  sabato 15 e domenica 16 settembre dalle 10 alle 18.30 presso il padiglione D delle Fiere di Reggio Emilia la Mostra internazionale Felina “Star Cats.

Mascotte della mostra che riscuote sempre successo è ancora una volta Felix, il micio disabile divenuto famoso in tutta Italia. Trovatello, salvato da un incidente stradale, operato d’urgenza ma rimasto senza l’uso delle zampe posteriori, Feilx, amorevolmente curato, vive una vita serena con Claire e altri 3 gatti. Mostra di bellezza felina è anche solidarietà e Star Cats da sempre è sensibile a tutti i gatti invitando all’adozione anche di mici meno fortunati.

Gatti di razza Singapura

Sarà una kermesse di tutto rispetto quella dei gatti di razza, con 530 gatti provenienti da tutta Italia ma anche dalla Slovenia, Polonia, Croazia, Repubblica Ceca, Svizzera e Francia per disputare i Campionati Internazionali ed Europei di Bellezza. Oltre ai cuccioli di tutte le razze che verranno fatti sfilare in passerella, parteciperanno: Abissini, American Curl, British Shorthairs, Bengal, Blu di Russia, Certosini, Devon Rex, Egyptian Mau, Exotic, Kulian Bobtail, Maine Coons, Neva masquerade, Norvegesi delle Foreste, Orientali, Persiani, Rag Doll, Sacri di Birmania, Siamesi, Siberiani, Singapura, Snowshoe,Sphynx, gatti di Casa.

Il gatto Felix con la proprietaria

Durante l’intero corso della mostra felina saranno attivi diversi stand con accessori tecnici, stand per la corretta alimentazione, giochi e accessori per i gatti, dipinti, accessori per la casa e lo svago, oltre a momenti di intrattenimento per i bambini.

Ecco, tra le tante, tre razze in mosgtra che si caratterizzano per loro particolarità.

 

Gatto SINGAPURA (i più piccoli al mondo perennemente “cuccioli”). 

Il Singapura è il gatto più piccolo al mondo che si conosce, sembra un cucciolo anche da adulto. Ha un carattere molto dolce e disponibile: si lega molto alla famiglia che lo accoglie, è curioso e vivace ma non invadente, si mantiene attivo anche da adulto, non manifesta fastidio o aggressività nel convivere con altri gatti, mentre con i cani è necessario abituarlo da cucciolo. Il gioco è nella sua natura più intima e vive benissimo in casa anche se, come molti animali, ama uscire per soddisfare le sue velleità dianimale libero.

I Singapura negli anni ’70 erano gatti “randagi”. Furono notati da una coppia di turisti americani che, al loro rientro da Singapore, decisero di portarne in patria una coppia per dare avvio a un programma di selezione. Visto il successo del piccolo felino, altri allevatori americani decisero di importare da Singapore nuovi esemplari per continuare e migliorare la selezione, arrivare a fissare uno standard e ottenere il riconoscimento ufficiale.

Nel 1984 nasce il primo club per difendere la razza e raggiungere il traguardo del riconoscimento, traguardo ottenuto alla fine degli anni ’80 presso le principali Associazioni Feline Internazionali con il nome di Singapura, ovviamente derivato dall’isola di provenienza. La FIFe lo ha ufficialmente riconosciuto a partire dal 1 giugno 2014.

Il gatto Kao-Mhanee

KHAO MANEE (devono essere donati, sono protettivi e fiutano il pericolo prima che accada) E’ un gatto che vive con i proprietari nella provincia di Reggio Emilia e che è arrivato dalla Thailandia dove è considerato portatore di buona sorte per la famiglia in cui vive. Il nome della razza (Khao Manee) è ancora sconosciuta in Europa.

Si tratta di gatti dotati di intelligenza particolare: si comportano come cagnolini, proteggono la casa e i suoi abitanti, sono in grado di segnalare il pericolo prima ancora che gli uomini se ne accorgano. Vegliano vicino alle culle dei bambini, li seguono ovunque e se loro sono in pericolo si fanno capire.

Il Khao Manee viene regalato durante i matrimoni alla coppia di sposi come buon auspicio, portando fortuna alla famiglia e alla casa dove vivranno. Il gatto è sinonimo di cuore e amore: un sentimento che il gatto trasferisce all’uomo e viceversa beneficiando entrambi.

Particolarità: non vengono mai ceduti per denaro perchè l’aspetto economico “sporcherebbe” le loro credenze. Ricevere un gatto in regalo in Thailandia (non in Italia) è segno di grande rispetto e di riconoscenza, è un gesto d’amore.

BRITISH BLU-Cesare Augusto (della Dinastia Romana): vive in città a Reggio Emilia e la sua proprietaria è un’insegnante reggiana.

Si chiama Cesare Augusto della Dinastia Romana. Il nome viene scelto in base all’importanza che il proprietario dà alla perfezione del suo gatto secondo gli standard di razza.

Non è, come si crede una razza autoctona,  della grande isola inglese

Si deve risalire  a almeno duemila anni fa per intravederne qualche antenato.  Plinio il Vecchio (I sec. D.C.) usa il nome “felis” nella sua “Storia Naturale” per descriverne i caratteri fisici. Cicerone stesso usa ricorrere al nome “catus” in molte sue opere, riferendosi chiaramente al nostro felino.

Gatto British Blue

I Romani però per molto tempo non considerarono il gatto “importato” come un animale domestico, ma solamente come uno “status simbol”, un oggetto di curiosità e di lusso che solamente i patrizi potevano permettersi, tenendolo in casa soprattutto per capriccio; lo ammiravano per la sua eleganza e per la sua indipendenza, ma per lungo tempo non fu cnon fu apprezzato per la sua utilità. Poi piano piano le cose cambiarono…

Sugli scudi e sui vessilli delle legioni romane comparvero emblemi raffiguranti i gatti come simbolo
di libertà ed indipendenza ed anche la sua utilità venne riconosciuta, i gatti vennero aggregati alle
legioni per proteggere le salmerie dai ratti. Fu così che, quasi 2000 anni fa il gatto romano, arruolato
nelle legioni in qualità di guardiano dei viveri e, probabilmente, anche per compagnia, sbarcò in
Gran Bretagna con le legioni di Giulio Cesare che invasero l’isola nel 55 a.C.
Al tempo in Gran Bretagna vivevano solamente gatti selvatici, cacciati per la loro pelle e per
eliminare la concorrenza nella caccia. Non era però impresa facile dato che questi felini non erano
passivi, tutt’altro, attaccavano i contadini selvaggiamente ed improvvisamente e, se questi non
scappavano prontamente interrompendo la caccia, li inseguivano fino alla porta di casa infliggendo
loro dolorosi graffi e morsi.
I romani dominarono la Gran Bretagna per più di 400 anni ed i gatti romani furono graditi ospiti e
guardiani dei granai nelle loro case, infatti nel Kent, per la precisione a Lullingstone, nel corso degli
scavi di una villa romana costruita circa nel 400 d.C. si sono trovati i resti di quello che è
considerato il più antico gatto domestico britannico. Molto probabilmente era stato ucciso dalla
caduta di una trave durante l’incendio dell’edificio.
Questo gatto “britannico” era evidentemente il risultato di secoli di incroci con i gatti selvatici
autoctoni creando così una nuova razza particolarmente forte e robusta. Quando i romani si
ritirarono, l’isola trascorse un lungo periodo di parziale isolamento commerciale che contribuì
a rafforzare i caratteri propri del gatto che da questo momento storico possiamo chiamare British
anche se il nome ufficialmente verrà dato loro molto più tardi.
Il nostro felino lentamente conquistò tutta la Gran Bretagna entrando nelle case e nei cuori di
contadini e regnanti, accrescendo il suo prestigio ed ottenendo privilegi e favori come in precedenza
avevano fatto i suoi antenati nell’impero romano e tra i popoli d’oriente. Non essendo molto diffuso
divenne un animale di grande valore e fu protetto da rigorosissime leggi. Il legislatore Howel Dha
detto “il Buono” nell’anno 936 emanò il “Codice di leggi del Galles” stabilendo il valore del gatto
domestico e le ammende cui andavano incontro coloro che lo avessero danneggiato.
Vennero stabiliti anche i prezzi per i compratori andando addirittura nel dettaglio, un gattino appena
nato ed ancora cieco valeva un penny, il suo prezzo saliva a due penny dopo la sua cattura di un
topo e, quando il gatto dava ulteriori prove della sua abilità, il prezzo saliva a quattro penny.
Qualora il gatto avesse rivelato qualche difetto, il compratore aveva diritto al risarcimento di un
terzo del prezzo di acquisto. Questo, al di la del mero valore economico, indica quanto fossero
divenuti importanti per la vita di tutti questi piccoli-grandi felini.
Sempre lentamente ma costantemente, nel corso dei secoli, il British si diffuse sempre più in tutta
l’isola, ma fu solamente dopo la prima Esposizione Felina del 1871, organizzata da Harrison Weir,
che divenne veramente popolare.

DA SEGNALARE inoltre i Kurilian e gli Snowshoe per peculiarità estetiche particolari.

Kurilian: sono gatti che al posto della coda hanno un pon-pon formato da tanti angoli dell’osso della spina dorsale nella parte dove per altri gatti, inizia la coda.

Gatto Kurilian

Snowshoe (scarpette di neve) un gatto con le zampette bianche che assomiglia a un grosso siamese. 

 

INFO VISITATORI Mostra internazionale Felina “Star Cats

dalle ore 10:0 alle ore 18:30 orario continuato

Costo del biglietto acquistabile direttamente in Fiera

8,00 euro adulti

5,00 euro ridotto per gli over 65 (carta di identità o documento di riconoscimento)

Gratis bambini/ragazzi fino a 1 metro di altezza, dopo 5 Euro

SOLO PER LA GIORNATA DI SABATO 15 settembre riduzione riservata ai possessori del biglietto sconto di 1 euro stampato su carta o salvato su cellulare. Ecco il link per scaricare il buono sconto: http://www.starcats.eu/…/up…/2018/09/buono-sconto-sabato.png

Per ulteriori informazioni http://www.starcats.eu/visitatori/

oppure su Facebook EXPO FELINA STAR CATS SHOW

 

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