Siccità in val d’Enza, consorzi irrigui in rivolta contro la Regione: “Muoiono prati millenari, sapremo come votare”

5/9/2018 – “La poca acqua che scorre nell’Enza pare che sia bastata a Paola Gazzolo e Simona Caselli, (rispettivamente assessore regionale all’Ambiente e all’Agricoltura, ndr) per lavarsene le mani su un tema caro al mondo rurale e all’ecosistema di una intera vallata”.

Duro attacco alla Regione dei consorzi irrigui privati e del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, in merito alla siccità del fiume Enza registrata all’inizio di settembre. Situazione che le organizzazioni avevano tentato di scongiurare già a fine giugno chiedendo alla Regione una deroga al cosiddetto al “deflusso minimo vitale” (Dmv) – in pratica il livello della portata residua dell’acqua- che aveva però ricevuto un primo parere contrario. Per di piu’, sottolineano i consorzi, “ad oggi non e’ stata tenuta in considerazione l’ulteriore richiesta presentata pochi giorni fa (22 agosto) sempre da parte del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale che motivava la necessita’ con delle giuste osservazioni”.

I rappresentanti dei consorzi irrigui della Val d’Enza

Inoltre, “stupisce rilevare come il primo diniego alla deroga affermasse che la situazione si sarebbe normalizzata ‘soprattutto grazie alle precipitazioni che dovrebbero arrivare nelle prossime ore’ in base alle previsioni meteo del 14 agosto, ma in realtà le previsioni non si sono avverate e la situazione è peggiorata”.

Il risultato e’ che ci sono “ancora una volta a gravissimi danni per le colture, in particolare ai prati stabili e ai vigneti (fondamentali per la produzione del Parmigiano reggiano e del Lambrusco), dato che non è possibile irrigare per lasciare scorrere acqua sui sassi del torrente”.

I prati stabili, una caratteristica della media val d’Enza, producono un fieno unico nel suo genere, essenziale per la produzione del parmigiano reggiano più pregiato.

Oltre al danno, secondo il Consorzio di Bonifica, c’è la beffa: “Apprendiamo che in Romagna ai torrenti destra Po la deroga e’ stata concessa. Forse la val d’Enza e’ di un’altra regione?”. Insomma, si conclude, “questa situazione sta facendo morire i prati millenari della Val d’Enza e la Regione ne e’ responsabile.
Un motivo c’è se l’elettorato si rivolge altrove, visto che chi dovrebbe risolvere i problemi invece li amplifica e con la poca acqua che c’e’, appunto, se ne lava le mani”.

 

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