Provincia, il presidente Manghi si è dimesso
Elezioni (di secondo grado) il 31 ottobre

18/9/2018 – Il presidente della provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi (Pd) si è dimesso dalla carica a partire dal 13 settembre. Dimissioni chieste con insistenza da più parti dopo la nomina di Manghi, avvenuta in luglio, a sottosegretario del Presidente della Regione Stefano Bonaccini, e comunicate alla vicepresidente Ilenia Malavasi, al segretario generale di palazzo Allende e ai capigruppi consiliari.

La decisione è arrivata con lieve anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, fissato dalla legge Delrio: le consultazioni elettorali sono già fissate per il 31 ottobre.  Si tratta tuttavia di elezioni di secondo grado, alle quali partecipano solo i sindaci e i consiglieri comunali, sulla base di un sistema di calcolo del “peso” dei voti piuttosto macchinoso, con la prevalenza dei comuni maggiori.

Giammaria Manghi sul palco di piazza Prampolini

Nessuna sorpresa dunque, perché si vota in un quadro “congelato” ai risultati elettorali del 2014: solo dal Pd potrebbero arrivare scossoni, se per ragioni interne venisse contestata la candidatura del sindaco di Correggio Ilenia Malavasi alla presidenza.

Nella sua lettera, Manghi spiega di aver rassegnato le dimissioni proprio in relazione al nuovo incarico nella Giunta regionale: “Mi accingo a lasciare al mio successore – scrive  l’ormai ex presidente – una Provincia con i conti in ordine, sana e che, per quanto ha potuto, ha sempre affermato la sua dignità all’interno dell’alveo istituzionale reggiana.

Sino alle elezioni subentrerà la vicepresidente Malavasi: una carica, la sua, neppure prevista dalla legge però inserita nello statuto approvato dall’assemblea dei sindaci nel 2015.

La lettera di dimissioni di Giammaria Manghi

A quanto risulta, Manghi mantiene la carica di sindaco di Poviglio. Non si sa al momento se rinuncerà alla presidente dell’Unione Bassa reggiana.

 

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Una risposta a 1

  1. Carlo Menozzi Rispondi

    18/09/2018 alle 12:37

    Dunque, presidente della provincia, sindaco del suo paese e presidente di una unione di comuni. E poi sottosegretario del presidente della regione. Ammazzate oh, stakanovista da premio nobel….

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