Ladro e clandestino, ma il giudice annulla l’espulsione: “Prima deve curarsi in Italia”. E Salvini spara sulla sentenza a Canale 5

16/9/2018 – E’ un delinquente seriale, e pure clandestino in Italia, ma non può essere espulso perché è affetto da epatite C per la quale è in cura presso l’Ausl.

È la decisione del giudice di pace di Reggio Emilia, Silvia Tanzi,  che ha condiviso le motivazioni dell’avvocato Ernesto D’Andrea e ha annullato il provvedimento di rimpatrio decretato da Questura e Prefettura nei confronti di un georgiano di 35 anni.

L’avvocato Ernesto D’Andrea

L’uomo, si legge nella sentenza, “ha il diritto riconosciutogli dalla Costituzione italiana di potersi curare prima di fare rientro in patria”. Prefettura e Questura avevano eccepito che il sistema sanitario georgiano è all’avanguardia, tuttavia secondo il giudice l’accesso alle cure non sarebbe garantito.

 

Il georgiano è responsabile di una serie di azioni criminali in città, tra furti e reati contro il patrimonio, e per questo era scattata l’espulsione. Tuttavia il suo legale aveva impugnato il provvedimento con un ricorso, appellandosi a una sentenza della Corte costituzionale del 2001 che sancisce il diritto alla salute come “strettamente inerente alla persona umana che compete a tutti, anche agli stranieri qualunque sia la loro posizione rispetto alle norme che regolano l’ingresso e il soggiorno nello Stato”.

Dura la reazione del ministro dell’Interno Matteo Salvini che dopo aver stigmatizzato la sentenza con un Tweet e su Facebook, ieri sera è tornato sull’argomento da Barbara d’Urso a Domenica Live, su Canale 5. “Se questo tizio farà un’altra rapina e qualcuno ci andrà di mezzo, allora lo avrà sulla coscienza chi troppo spesso tiene i delinquenti in questo Paese”.

 

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