Inchiesta Prosciuttopoli, alla procura di Reggio gli atti dell’inchiesta sulla truffa del maiale danese

21/9/2018 – E’ approdata anche a Reggio l’inchiesta Prosciuttopoli della procura di Torino che coinvolge oltre duecento indagati e numerose aziende del Nord Italia, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e contraffazione di denominazione di prodotti alimentari. Sequestrate in questi mesi centinaia di migliaia di cosce di maiale in stagionatura.
Gli atti dell’indagine sono stati trasmessi per competenza territoriali a numerose procure del Nord, tra cui Podenone – dove è in corso un’inchiesta parallela – Cune e Reggio Emilia, le due province al vertice della produzione suinicola e dove appunto si sarebbe registrata la maggior parte dei casi di contraffazione.

Nel frattempo il pm di Torino Vincenzo Papaleo ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini a 22 allevatori e otto società, che ora rischiano il processo davanti al giudice penale.

L’inchiesta, una bufera senza sui prosciutti  Parma e San Daniele e altri prodotti tutelati da Dop e Igp,  riguarda l’incrocio, attraverso l’inseminazione in laboratorio, del suino  italiano con la razza Duroc danese, che garantisce maggiori rese e guadagni in termini di crescita ma per le sue caratteristiche non garantisce la medesima qualità della stagionatura. In questo modo inoltre, la razza italiana è stata snaturata e di fatto dispersa nel suo patrimonio genetico originario: colpito in particolare il suino pesante reggiano, fondamentale per la filiera del prosciutto di Parma Dop.

 

A seguito dell’inchiesta il ministero delle politiche agricole ha sospeso per sei mesi delle funzioni l’istituto di  Parma Qualità (IPQ) che certifica il Prosciutto di Parma e l’Ifcq Certificazioni, certificatore del  Prosciutto San Daniele, della Mortadella Bologna Igp, del Cotechino Modena Igp e dello Zampone Modena Igp. L’IPQ di Parma è presieduto dal correggese Ugo Franceschini, veterinario e produttore, che fra l’altro è candidato alle elezioni della Bonifica Emilia Centrale.

La preparazione del seme di maiale Duroc olandese avveniva attraverso un laboratorio privo dei requisiti richiesti dalle normative, che veniva poi ceduto  a una rete di allevamenti del circuito Dopo in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli e, appunto, emilia. Le cessione sarebbe avvenuta anche attraverso giri di fatture false.

Intanto pm di Torino, Vincenzo Pacileo, ha notificato agli indagati l’avviso di chiusura delle indagini preliminari sui falsi p. Il reato contestato è associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla contraffazione di indicazioni geografiche e denominazione di origine dei prodotti agroalimentari. Ora rischiano il processo 22 allevatori e otto società, che avrebbero utilizzato semi di suini Duroc danese e Large White danese: razze escluse dai disciplinari ma considerate “più performanti di quelle consentite in termini di rapidità di accrescimento ponderale”. Per ragioni di competenza territoriale, stanno indagando anche le procure di Asti, Cuneo e Pordenone.

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Una risposta a 1

  1. Poli Rispondi

    21/09/2018 alle 21:52

    E’ da una vita che e’ cosi’.

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