Degrado e cemento “Reggio come la via Gluck: scendiamo in piazza”

26/9/2018 – La data è fatidica, resa celebre da un evergreen dell’Equipe 84;  il tema è serio e sentito, al punto di evocare il “catrame e cemento” del ragazzo della via Gluck: sabato 29 settembre manifestazione di protesta “contro il degrado di Reggio e lo scempio delle nostre piazze”. L’appuntamento,  in piazza del Monte  alle ore 11, è promosso dal comitato Difendi il Centro Storico di Reggio Emilia, fondato da Luca Tadolini, Federica Prati, Isabella Albertini, Alessandro Aragona e Luca Tamagnini, ultimo nato tra i Comitati di cittadini sorti nei quartieri reggiani.

Ecco, in sintesi, le motivazioni della manifestazione, diffuse dal Comitato:

“Reggio vive da alcuni anni una crisi profonda che costituisce la cornice del degrado della città. La crisi delle grandi Cooperative, che a Mancasale avevano quasi i grattacieli, la dichiarazione di “Reggio epicentro di Ndrangheta”, una politica dell’accoglienza che ha estromesso i Reggiani da ampie zone dei quartieri.
I problemi si sono stratificati su una cittadina senza ambizioni monumentali, ma un tempo orgogliosa per la qualità della vita offerta ai propri cittadini:  furti, rapine, mala educazione, gang giovanili, spaccio di droga, risse riempiono oggi le pagine di cronaca.

Questa estate una ragazza è stata brutalmente aggredita e stuprata da uno straniero che viveva nel degrado. Di pochi giorni l’Arancia Meccanica a casa di un imprenditore. Un ladro seriale caucasico si fa beffe della Giustizia.
Un degrado ormai certificato: per Santa Croce il Comune ha chiesto di accedere ai fondi per le “periferie degradate”. Il Prefetto promuove “protocolli di sicurezza” in cui gli abitanti si devono difendere organizzando una vigilanza a turni tra vicini di casa. La sede della Polizia Municipale viene trasferita in zona stazione per cercare di riprenderne il controllo ove le storiche strutture dell’Enocianina Fornaciari verranno demolite per far spazio a un parallelepipedo di tre piani, più uno interrato, che farà da autorimessa per i veicoli della polizia.
Si contesta che il degrado non si combatte con la cementificazione. Assistiamo a importanti cantieri, appalti, costruzioni, un giro di milioni e milioni di Euro. Ma le piazze di Cemento (Piazza della Vittoria) o di Luserna che è la pietra che più lo ricorda, finito l’appalto, vengono abbandonate ad immediata decadenza, piante secche, panchine rotte, fontane che non funzionano, questuanti, nullafacenti, gang giovanili.

Invece di recuperare il tessuto architettonico ricco che la città ha prodotto nella sua lunga storia, riqualificare e rigenerare l’esistente nel rispetto di quello che gli antichi definivano il genius loci, ossia lo spirito del luogo, nella necessaria conservazione per le generazioni future e per i nuovi abitanti che lo ignorano si inseguono percorsi estetici estranianti e stilisticamente modesti; invece di destinare risorse importanti ad assumere poliziotti e vigilantes e a dotarli adeguatamente, si progettano Mega Arene, centri commerciali e di spettacolo. Quel cubo di cemento alla Stazione per la Polizia Municipale non restituirà il quartiere ai reggiani. D’altronde vicino alla stazione c’è già la Questura.

Il degrado pare procedere piuttosto in parallelo alla cementificazione e alla progressiva pedonalizzazione di vaste aree della città storica surrettiziamente sottratte alla sua precipua funzione d’uso che è quella abitativa residenziale e dei commerci, da che si è scelto di trasferire altrove la gran parte degli uffici pubblici, giudiziari, previdenziali, tributari.

La viabilità finisce per impattare sempre più massicciamente su poche vie condannate alla congestione di mezzi e alla destinazione a parcheggio per residenti (altra dolente carenza imputabile a cattiva programmazione urbanistica), come via Roma che registra da tempo la pericolosa convivenza dei pedoni, delle biciclette (nei due sensi di marcia) e delle auto in sosta o transito.

Reggio come la Via Gluck. Protestiamo.

Chiediamo un cambio di direzione e di prospettiva per Reggio Emilia.

Gli investimenti ed i fondi pubblici devono essere in primo luogo destinati a mettere in ordine ed in sicurezza i quartieri dove i Reggiani abitano, vivono e lavorano, piuttosto che ad inventare nuovi monumenti, mega opere e zone di spettacolo come se la città fosse un outlet.

Anche le esigenze di sicurezza, di educazione e di tranquillità devono essere a livello di quartiere con presidi e controlli stabili e costanti, non solo su chiamata o a fronte di emergenze.

Siamo una piccola città emiliana che non deve essere posta in difficoltà, fino ad ritrovarsi zone ghetto, con una accoglienza senza limiti, motivata da scelte politiche preconcette, che lascia troppe persone al bivacco nelle aree pubbliche, senza tetto, nullafacenti, questuanti, spesso abbandonati al crimine.

Se Reggio Emilia e il suo centro vogliono tornare ad essere attrattive devono essere garantite agli abitanti e ai fruitori esterni le condizioni di viverci, lavorare e divertirsi in sicurezza, nella legalità, con civiltà e con la buona volontà di contribuire insieme al benessere collettivo, di tutti e di ciascuno, soprattutto dei più deboli, degli anziani, delle donne e dei più giovani, perché questo è un diritto, ed è giusto pretendere che venga rispettato”.

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2 risposte a Degrado e cemento “Reggio come la via Gluck: scendiamo in piazza”

  1. Fausto Poli Rispondi

    27/09/2018 alle 20:18

    Mi sembra che la “solita” manifestazione, non convina piu’ da anni, da una marea di anni. Il sit-in su Vittoria park, cosa ha prodotto ? Nulla, il nulla piu’ assoluto. E’ la protesta di cartone, priva di fondamenta. La soluzione sta nell’intavolare una trattativa, ma nessuno la vuole promuovere, perche’ alla fine anche questi organizzatori vogliono andare su, a volen cucer.

    Mi sembra molto ridicolo fare l’ennesima mainfestazione ininfluente, come se si trattasse di copulare con l’anticoncezionale: francamente sarebbe diffiile procreare. Allora meglio una trattativa vis a vis. Ma nessuno vuole farla. Perche’ alla fine, questi della organizzazione, vogliono “cucer lor”. Vogliono spingere loro, visto che a breve ci saranno le nuove elezioni del consiglio comunale.

  2. Fausto Poli Rispondi

    27/09/2018 alle 20:19

    Credo che a Reggio Emilia ci voglia piu’ controllo, che non vedo.

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