Centro destra unito alle elezioni comunali
Il “giuramento” alla festa della Lega
Ma il candidato sindaco è ancora top secret

12/9/2018 – È ufficiale: il centro-destra reggiano correrà unito – per la prima volta – alle elezioni comunali della primavera 2019. Lo hanno confermato i vertici  di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia riuniti dal deputato reggiano Gianluca Vinci, proconsole di Salvini in Emilia, intorno a un tavolo ieri sera alla festa provinciale del Carroccio nella cornice dell’agriturimo La Prateria, nella placida campagna di Bagno.

Il pubblico alla cena della Lega

Un patto di ferro stipulato di fronte a un pubblico, è il caso di dirlo, delle grandi occasioni: centinaia di persone,  attovagliate davanti a tortelli caserecci e bottiglie di lambrusco, di tutto il centro-destra e  anche con numerosi presenze “indipendenti” richiamate dall’annuncio dell’accordo politico in pista di rullaggio, accordo voluto con determinazione dal neodeputato salviniano, che è anche segretario della Lega in Emilia : il quale è per forza elettorale il motore dell’alleanza a Reggio Emilia, e  non ha preso minimamente in considerazione, neppure alla lontana, un’alleanza fotocopia di quella nazionale con i grillini, considerati qui schierati, per tradizione, provenienze e movimentismo, troppo a sinistra.

Il deputato Gianluca vVinci al dibattito alla festa della Lega

Molti sorrisi e clima di entusiasmo dunque, ieri sera alla Prateria, dove non a caso si sono riviste  vecchie conoscenze della politica tornate a riavvicinarsi alla Lega, o come Fabio Filippi (ex consigliere regionale uscito da anni da Forza Italia) presente con una tavolata di amici. In prima fila anche Alessandro Raniero Davoli, designato candidato della Lega a Castelnovo Monti. Per non dire di Fantinati, Primo Berti, Max Camurani, Giorgia Manghi responsabile giovani di Fratelli d’italia, di Nanetti e di Mario Guidetti (area socialista, quindi osservatore esterno), Pietro Aragona, Elena Diacci e Marco Marziani.

Al tavolo insieme a Vinci- organizzatore del dibattito condotto dal giornalista Pierluigi Ghiggini –  il segretario della Lega provinciale Roberto Monti, il coordinatore di Forza Italia Gianluca Nicolini, il coordinatore provinciale di FdI Alberto Bizzocchi, la consigliera comunale Roberta Rigon e il presidente vicario di Sala del Tricolore Claudio Bassi di Forza Italia.

Hanno parlato tutti, confermando l’adesione all’alleanza. Per la prima volta dopo anni che centro destra si è trovato allo stesso tavolo, a Reggio, condividendo lo stesso progetto.

Il dibattito ha preso le mosse dalle cifre elettorali: in base ai risultati delle politiche di marzo la coalizione di centro sinistra allargata con Pd, cespugli vari,  Leu e formazioni a sinistra, si fermerebbe al 43-44%, rispetto al 56% che nel 2014 determinò l’elezione del sindaco Vecchi. I sondaggi, inoltre, confermano il rapido rafforzamento della Lega rispetto al 4 marzo e la progressiva erosione di consensi del Pd, che oggi viene dato a livello nazionale intorno (o sotto) il 17%.

Di conseguenza, alle comunali – a meno di rivolgimenti al momento imprevedibili – il ballottaggio per la prima volta è nei fatti e nelle cifre. Con un centro-destra – sempre rispetto al 4 marzo – intorno al 28 %, praticamente in parità con i 5 Stelle.

Altra conseguenza inevitabile, mai come oggi per centrare il ballottaggio saranno determinanti un candidato sindaco di prestigio, autorevole, pulito, deciso al cambiamento e capace di parlare con la gente; una squadra all’altezza della sfida; un programma di rinnovamento, coraggioso e soprattutto la determinazione a realizzarlo. E  tanto lavoro di “piedi” per conquistare i voti: il web e i social determinano molti orientamenti, ma non bastano.

Ora, Vinci giura di avere già in serbo un nome imbattibile come candidato sindaco, una “bella persona”, la “persona giusta per Reggio”. Ma anche ieri sera nessuno è riuscito a strappargli il nome e chi era venuto per saperne di più dovrà ripassare tra un mesetto, se va bene.

Chi è l’asso nella manica? “Il nostro asso nella manica è Salvini – ha proclamato Vinci – E’ il momento di strappare al Pd questa città-simbolo, dove hanno fallito non solo sul fronte immigrazione e sicurezza, ma proprio su tutto al 100%”. A Nicolini, coordinatore locale di un partito che a Roma è all’opposizione del governo giallo verde, si è visibilmente aperto il cuore: “Questa è la coalizione naturale, da sempre. I Cinque Stelle non sono affidabili, vedere il Dibba che infanga la Lega. Salvini è il nuovo leader del centro destra e la decisione di Vinci è stata provvidenziale. Non dimentichiamo che si vota non solo a Reggio, ma in una quarantina di comuni, in gran parte col maggioritario: sarà battaglia all’ultimo voto, e dovremmo mettere in campo anche le forze civiche”. Ma su questo, la sensazione è che la Lega farà quadrato: Cinzia Rubertelli, del resto, sta già dialogando da tempo con i 5 Stelle.

Bizzocchi di Fratelli d’Italia è pronto alla battaglia: “Abbiamo un lungo lavoro davanti a noi, e stavolta  se
Reggio resterà in mano alla sinistra sarà solo colpa nostra”. E l’asso nella manica? “L’asso siete voi”, dice Bizzocchi indicando la platea  e guadagnandosi applausi scroscianti. Come per dire che l’alleanza va bene, però  non c’è soltanto Salvini.

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I cigni dell’agriturismo La Prateria a Bagno

E se Monti, segretario provinciale leghista, fa appello ad andare nelle piazze a raccogliere le adesioni, paventando il pericolo di non trovare abbastanza candidati per le liste di 42 comuni perché “ancora oggi c’è chi ha paura a farsi vedere, e resta nascosto”, Claudio Bassi suona la carica: “La città è totalmente alla sbando, è da rivoltare come un calzino. Pd ha fallito dappertutto, dalla sicurezza alla viabilità. E il centro sinistra è in coma. Davanti a notizia straordinaria che il centro destra marcia unito , e per davvero questa volta possono perdere un comune dove hanno fatto il bello e cattivo tempo per oltre 70 anni, li fa sentire alle corde”.

La reazione del sindaco Vecchi, che ha rotto gli indugi e si è ricandidato (mettendo il partito di fronte al fatto compiuto e si dice forzando la mano a Delrio in persona) è significativa di un clima di allarme nella sinistra reggiana, al quale non è estraneo anche il calo netto – negli incassi e nelle presenze – registrato a Festa Reggio: la base, alla ex Festa de l’Unità, non ci viene più tanto volentieri.

Per questo Roberta Rigon può dichiarare, tra gli applausi, che “l’aria è cambiata”, con la consapevolezza però che la candidatura a sindaco del centro-destra dovrà dare “un grande segno di discontinuità”. L’unica strada per portare la gente a votare, sconfiggendo il nemico più pericoloso di tutti, che gira e rigira è l’astensionismo.

 

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