Ponte di Genova e concessione Autostrade
Bufera sull’ex ministro Delrio

16/8/2018 – Nella bufera l’ex ministro alle Infrastrutture ed ex sindaco di Reggio   Graziano Delrio, oggi presidente del deputati del Pd. Una bufera destinata a durare e anzi ad intensificarsi, visto che a scatenarla è la tragedia del Ponte Morandi di Genova.

Delrio è in graticola insieme all’ex premier Renzi per le interrogazioni parlamentari rivoltegli negli anni scorsi proprio sulla situazione del grande ponte autostradale di Genova, crollato alle ore 11,50 della vigilia di Ferragosto, e soprattutto per il prolungamento della concessione sino al 2042 alla società Autostrade e con un meccanismo che avrebbe permesso al gruppo controllato dai Benetton di aumentare i pedaggi.

Da 24 ore la polemica infuria sui social, ma trasformarla in una guerra politica è stato  oggi il vicepremier Di Maio, dopo la decisione del governo  di revocare la concessione ad Autostrade per l’italia.

Di Maio , confermando tale scelta, ha affermato  che”‘lo Stato non pagherà penali” e ha lanciato un duro attacco al governo Renzi e a Delrio, pur senza citarli: ‘Nello Sblocca Italia nel 2015 fu inserita di notte una leggina che prolungava la concessione a Autostrade in barba a qualsiasi forma di concorrenza- ha detto il vicepremier –  Si è fatta per finanziare le campagne elettorali. A me la campagna non l’ha pagata Benetton e sono libero di rescindere questi contratti’.

Granziano Delrio e Matteo Renzi

Immediata e durissima la replica di Renzi: “Chi dice che il mio Governo ha preso i soldi da Benetton o Autostrade è tecnicamente parlando un bugiardo. Se lo dice per motivi politici invece è uno sciacallo. Chi ha sbagliato deve pagare. Dire: ‘Revochiamo la concessione‘ fa aumentare i like, ma governare è più complicato”.

Di Maio sostiene anche che il governo non dovrà pagare nessuna penale: “I venti miliardi di penale si devono pagare quando si straccia un contratto senza motivazione. Qui non abbiamo avviato la procedura in maniera immotivata. Se la motivazione è giusta, e per ora ci sono quasi 40 morti, non credo che vadano pagate penali, anche perché farebbero incazzare ancora di più tutte le persone che in questo momento vogliono giustizia non solo a Genova ma in tutt’Italia”. Poi ha annunciato: “Adesso desecretiamo i contratti delle concessioni autostradali. I cittadini non lo sanno ma quei documenti sono secretati e anche noi facciamo fatica a conoscerli”.

La polemica è rovente, anche per la reazione di Atlantia, che controlla Autostrade oggi  è crollata in Borsa del 22,26%.

L‘altro vicepremier, Matteo Salvini, ha criticato la presa di posizione di Atlantia sulle conseguenze economiche della revoca della concessione: “Atlantia (Autostrade) riesce ancora, con faccia di bronzo incredibile e con morti ancora da riconoscere, a parlare di soldi e di affari, chiedendo altri milioni agli italiani in caso di revoca della concessione. Dall’alto dei loro portafogli pieni (e dei loro cuori vuoti) – ha continuato – chiedessero scusa e ci dessero i nomi dei colpevoli del disastro che devono pagare. Il resto non ci interessa: se il governo ieri ha stanziato 5 milioni di euro, fossi in loro metterei sul tavolo 500 milioni. Mettano mano al cuore e al portafoglio”. Non solo: per Salvini è necessario rivedere tutto il sistema delle concessioni in Italia.

E veniamo agli allarmi sulle condizioni del ponte Morandi, pervenute al governo Renzi (e sul suo ministro delle Infrastrutture) sotto forma di interrogazioni parlamentari.

“La questione del ponte Morandi era stata sottoposta all’attenzione dell’allora ministro Del Rio, gia’ due anni fa”, ha dichiarato il deputato 5Stelle Alberto Zolezzi. ” Una interrogazione del Senato, nell’aprile del 2016, faceva riferimento – tra le altre cose – a un ‘recente” e “preoccupante cedimento dei giunti” della struttura. Solamente lo scorso anno, una nostra interpellanza al governo, aveva invece richiamato l’attenzione su altre criticità molto simili nel comune di Genova. Da allora, considerato quanto accaduto, è plausibile immaginare che poco o nulla sia stato fatto per mettere in sicurezza il viadotto”.

La quotazione del titolo Atlantia alla chiusura di Borsa di oggi (-22,26%)

L’ex senatore Maurizio Rossi, eletto nel 2013 in Parlamento con Scelta civica, aveva posto la questione del ponte Morandi, due volte, nel 2015 e nel 2016.

In una interrogazione del 20 ottobre 2015 rivolta al ministro dGraziano Delrio, Rossi scriveva fra l’altro: «Sul nodo autostradale di Genova è noto il grave problema del ponte Morandi che attraversa la città e del quale non si conosce la sicurezza nel tempo. Risulta pertanto indispensabile procedere con sollecitudine a cantierare il progetto denominato “gronda di Genova” per il quale la società Autostrade ha già in cassa le risorse necessarie per iniziare i lavori derivanti dagli aumenti tariffari concordati in cambio della concessione ottenuta».

Nell’aprile 2016, secondo quanto  riporta Il Messaggero, tRossi torno alla carica con un’altra interrogazione al ministro reggiano. “l viadotto Polcevera dell’autostrada A10, chiamato ponte Morandi, è un’imponente realizzazione lunga 1.182 metri, costituita su 3 piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza che collega l’autostrada Genova-Milano al tratto Genova-Ventimiglia, il ponte è stato oggetto di un preoccupante cedimento dei giunti che hanno reso necessaria un’opera straordinaria di manutenzione senza la quale è concreto il rischio di una sua chiusura”.

Nella giornata di oggi, la deputata Pd Vanna Iori ha espresso su Facebook  la propria solidarietà a Delrio per il “sciacallaggio” di cui sarebbe oggetto in queste ore.

 

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4 risposte a Ponte di Genova e concessione Autostrade
Bufera sull’ex ministro Delrio

  1. Ice Rispondi

    16/08/2018 alle 21:09

    Solidarietà alle vittime, non ai burattini dei poteri forti.

  2. Paolo Rispondi

    17/08/2018 alle 11:32

    Ciao

    Delrio e’ un rampante che pur di arrivare e’disposto a tutto

  3. Guido Carboni Rispondi

    17/08/2018 alle 12:41

    Io non riesco a capire la necessità si secretare il contratto fatto dallo stato ad una concessionaria,bene fa il governo, e non abbia timore, i cittadini sono con loro, non con questi palancai! E si mettano in moto tutti i meccanismi per tutelare il patrimonio, che non è di atlantia, ma dello stato

  4. Poli Rispondi

    17/08/2018 alle 21:13

    Penso che:
    I Benetton hanno fruito investendo, delle autostrade e dei loro ticket. I Benetton producono e commercializzano abbigliamento, poi ramo finanza e autogrill e acquisto terreni. Pero’ per la gestione di tanti km di strade a pedaggio hanno lasciato, doverosamente, il rutto a Anas, che spesso vediamo . Anas e’ ente statale, e quindi le colpe vanno suddivise su tutti i gruppi politici.inutile ascoltare Cacciari, ex sindaco di Venezia, che parla sempre cpn la pancia piena. Sentite il padre di una vittima, che non vuole il funerale di stato, ma in firma privata. Cioè’, qui la colpa e’ per ogni amministratore che decide per l’ ente Anas. Cacciari vuole addormentare i NS lamenti.in questo caso amministratori di buon senso si sarebbero già’ radunati per programmare il ripristino dell’ importante arteria e per scusarsi, a nome di 70 anni di repubblica, per questa sciagura causata dalla politica. Loro non rischiano , sono assicurati. E vivi. Invece continueranno a rimpallarsi le responsabilità’, e tra 10 anni il ponte sara’ sempre fermo.

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