Il crollo di Genova e le concessioni: una lezione per tutti
Beni e servizi pubblici non vanno gestiti solo per il profitto

di CARLO BALDI

Carlo Baldi

Mi pongo l’interrogativo come mai anche l’ex ministro Delrio abbia
dichiarato espressamente , in più occasioni e non a “ferro caldo”,
che anch’egli, se fosse ancora il ministro,  “avrebbe revocato la
concessione”! Ciò conferma chiaramente che il privato, nel caso la
società Autostrade, al fine di massimizzare il reddito, tira la corda
oltre misura per ottenere maggiori benefici.

Non potrebbe essere il caso anche  della sanità privata, il cui obbiettivo è il reddito  e non
certamente la salute dei cittadini? Si tratta cioè di capire che i beni
ed i servizi di pubblica utilità non possono essere gestiti con la sola
finalità del reddito e  l’incremento di valore delle azioni della
società titolari!
Il problema poi della mal gestione pubblica, con assunzione degli amici
degli amici ecc, è ben altro problema. Cioè non è un problema di mal
governo e di partitismo inquinato, che usa gli strumenti pubblici per
fini propri ? Allora affrontiamo questa tema e cerchiamo la vera causa
della  mal conduzione della cosa pubblica e combattiamola.

Mi sembra che il tentativo dei grillini (che forse fallirà anche per la incapacità
del Pd di aver capito, mediante un accordo,  che poteva essere
l’occasione per tentare di ripulire  e far fare un salto di qualità al
nostro Paese),  fosse indirizzato a questa svolta.
Ma il Pd ormai era ed è condannato a seguire la strada che l’ha
portato alla sua distruzione, e ciò a causa della lobby di potere che si
è insediata da tempo e che guarda all’appartenenza , ridotta quasi al
familismo, piuttosto che a spingere per una società aperta ,
valorizzando le qualità.
Pesa poi sul paese Italia l’indebitamento storico che neanche la
politica saggia e coraggiosa di  Draghi, col denaro a tasso zero, è
riuscita a far ridurre. Era un’occasione d’oro e chi ha  governato in
Italia  non sono stati certo i Grillini .
Temo perciò che questo grave peso , se non verrà assunto dall’Europa
in toto, creerà un crollo ben maggiore del ponte Morandi.

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2 risposte a Il crollo di Genova e le concessioni: una lezione per tutti
Beni e servizi pubblici non vanno gestiti solo per il profitto

  1. Guido Carboni Rispondi

    29/08/2018 alle 14:45

    Credo che Baldi, in poche parole abbia fatto unanamnesi precisa di quello ché succede, vedo però con profondo rammarico che anche Baldi stesso non prevede un futuro rosa e fiori.

  2. carlo baldi Rispondi

    30/08/2018 alle 12:05

    Certo è che con l’Europa non si può collaborare mediante ricatti, ma con uno sforzo tenace per obbligare i partners più importanti ( Francia e Germania) a mettersi attorno ad un tavolo ed affrontare collegialmente tutti i problemi, compresa anche la revisione di trattati sottoscritti anni fa e mal negoziati anche da parte nostra. Questo scontro non aiuta certamente. Si può essere tenaci ed ottenere risultati anche senza mettersi ” l’orbace” di triste memoria. Tra l’altro Francia e Germania non hanno alternative. Il default dell’Italia e/o il suo sganciamento le isolerebbe con conseguenze disastrose per tutti. E con grande successo del Trumpismo americano imperante. Sono fiducioso( o mi auguro) comunque che la ragione ed il buon senso prevarranno.

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