Crisi Ferrarini, il cavaliere bianco non c’è
Allarme per stipendi e produzione

3/8/2018 – Nessun cavaliere bianco per Ferrarini. Nessun acquirente in vista per il gruppo alimentare di Rivaltella, celebre per il prosciutto cotto ma finito in concordato sotto il peso di circa 280 milioni di debiti.

E’ questa la conclusione non proprio rassicurante dell’incontro di questa mattina convocato al Ministero dello Sviluppo economico. Faccia a faccia con i dirigenti del Ministero, l’a.d. Lisa Ferrarini, il commissario del concordato Bruno Bartoli, i sindacalisti del polo reggiano, di Parma e dei salumifici Vismara, parlamentari e il vicesindaco di Reggio Matteo Sassi.

Appreso da Ferrarini che al momento non è in vista alcun acquirente, si è cominciato a valutare le strade per pagare, in tutto o in parte, i dipendenti che non vedono stipendi da circa tre mesi e che da ieri sono in contratto di solidarietà, mentre in Lombardia per il polo Vismara è scattata la cassa integrazione straordinaria.

L’incontro è stato aggiornato al 26 settembre. Nel pomeriggio è stata convocata una riunione sindacale.

All’incontro ha partecipato ha partecipato anche la reggiana Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera: “Ho voluto fortemente essere presente all’incontro di questa mattina al Ministero dello Sviluppo Economico – ha dichiarato – per garantire il mio impegno a favore della tutela dei 800 lavoratori coinvolti nella crisi e, al contempo, assicurare il massimo sforzo affinché sia garantita la continuità aziendale” 
 
“Il Vice Capo di Gabinetto del ministero Giorgio Sorial ha affermato che la crisi Ferrarini, che ha basi in una forte esposizione finanziaria, deve essere attentamente monitorata in tempi brevi, in modo da poter tutelare sia la continuità produttiva che il mantenimento dei livelli occupazionali”. Per questo motivo, nelle more della responsabilità dell’azienda e delle prerogative dei commissari – ha precisato Sorial – ” come ministero abbiamo chiesto di essere tempestivamente informati di ogni nuovo ulteriore dato che possa indicare una possibile soluzione alla crisi, e abbiamo già indicato come data per la prossima convocazione delle parti, il giorno 26 settembre, presso il Ministero dello Sviluppo Economico e del Lavoro, per poter acquisire in maniera ufficiale eventuali nuove informazioni, anche in merito alla annosa situazione degli arretrati di stipendio che l’azienda ha nei confronti dei dipendenti”
 
 “Continuerò a monitorare questa vicenda – conclude Spadoni –  Mi impegnerò ad essere presente anche al prossimo incontro che si terrà al Ministero”.

Da parte sua il vicesindaco Matteo Sassi ha criticato l’assenza all’incontro del ministro Di Maio (è comunque normale che i tavoli siano gestiti dai dirigenti apicali, come è avvenuto ad esempio per il gruppo Artoni) e ha lanciato un allarme sugli oneri finanziari che stanno uccidendo la gestione industriale del gruppo ferrarini, nonostante ordini e fatturati crescenti”.

“Abbiamo chiesto al ministero dello Sviluppo economico di essere parte attiva nella risoluzione di questa crisi aziendale che, in primo luogo, è una crisi di liquidità finanziaria.

Il ministro Di Maio, di cui da più parti avevano preannunciato la presenza a questo incontro, non c’era. Confidiamo comunque che i funzionari che ha mandato al summit gli riferiscano di quanto la Ferrarini sia azienda storica e di qualità del territorio reggiano e punta avanzata del made in Italy dell’agroalimentare, sulla quale occorre intervenire in modo concreto per salvaguardare continuità occupazionale e produttiva”.

“L’Amministrazione comunale saluta intanto con favore il raggiungimento di un accordo per l’avvio del contratto di solidarietà negli stabilimenti del gruppo- aggiunge Sassi –  Pensiamo in particolare modo al presidio industriale di Rivaltella, su cui si concentrano le nostre maggiori attenzioni in termini di mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Il contratto di solidarietà dimostra il senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali e, in particolare, delle lavoratrici e dei lavoratori , nonostante gli stipendi arretrati di tre mesi, hanno continuato a prestare il proprio lavoro con grande sacrificio e professionalità.

Dall’incontro è emerso che la proprietà intende elaborare, assieme ai commissari delle procedure concorsuali, un piano industriale da presentare a tutte le parti sociali e alle istituzioni già nelle prossime settimane.

Non mancherà, in questo percorso, la vicinanza del Comune di Reggio Emilia ai lavoratori e a tutti coloro che si impegneranno realmente e concretamente per salvaguardare le attività industriali e gli attuali livelli occupazionali”.

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