A Guastalla convegno nazionale sulle razze antiche a rischio estinzione

8/8/2018 – Nell’ambito della XXII edizione della mostra mercato “Piante e animali perduti” l’Associazione Italiana Razze Autoctone a Rischio di Estinzione (RARE), organizza il XVI Convegno annuale, che si terrà a Guastalla sabato 29 settembre 2018 dalle 9,30 alle 13,30 presso il Palazzo Ducale.
RARE, nata nel 2012, è la prima associazione italiana che persegue esclusivamente il
fine di solidarietà sociale mediante tutela e valorizzazione dell’ambiente e della natura, con
particolare riferimento alle razze autoctone di interesse zootecnico a limitata diffusione e a rischio di estinzione.
La giornata presentata e moderata dal Presidente RARE Floro De Nardo, vedrà confrontarsi numerosi esperti nazionali sul tema delle “Razze autoctone italiane tra tradizioni, racconti e leggende”.
L’incontro vede la partecipazione di docenti universitari ed esperti del settore.
Riccardo Fortina dell’Università Torino tratterà delle razze suine che hanno reso celebre in
tutto il mondo i prodotti della salumeria italiana e che sono ormai scomparse. Storie di estinzioni definitive e di errori clamorosi, ma anche di recuperi in extremis, di avvistamenti inaspettati e di recenti tentativi di ricostruzione di razze scomparse da anni. Il medico veterinario Antonio Contessa di Foggia affronterà il tema della migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie, dei pastori con famiglie al seguito, verso i pascoli delle zone collinari o montane di Abruzzo e Molise nella stagione estiva e, quella nei ricchi pascoli della piana del Tavoliere e del Gargano nella stagione invernale, che hanno dato origine a comunità in cui la necessità della convivenza combinava tradizioni e culture diverse. Una favola bellissima quella della transumanza che si candida a diventare patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO, raccontata e scritta
lungo i “tratturi”.
Alessio Zanon, medico veterinario ed esperto nazionale del settore avicolo, parlerà
dell’importanza dell’individuazione di strategie utili alla tutela e valorizzazione delle razze
autoctone avicole, spiegando come la presenza di una risorsa genetica autoctona, di una antica razza può diventare una moda o un businnes e la tentazione di inventare razze mai esistite oppure di fare riapparire dal nulla razze estinte da tempo; tentazione in alcuni casi irresistibile.

Parlerà di razze inventate e delle precauzioni da adottare per essere certi di trovarci veramente di fronte ad animali di una razza antica.
Daniele Bigi dell’Università di Bologna, racconterà del ritrovamento di una razza ovina
reliquia, dalle caratteristiche morfologiche uniche, della quale si era persa ogni traccia e non si aveva più memoria, l’antica pecora Balestra o Modenese. Questa antica razza è stata custodita lontano dai riflettori, per decenni, in un luogo inaspettato, a pochi passi dal centro di Bologna. Al ritrovamento è poi seguita una ricerca documentale per scoprire la storia di questo animale, che ha permesso di ipotizzare la sua probabile, sorprendente origine.
Roberto Ferrari, grande esperto di api, interverrà per le persone che vogliano saperne di più sul mondo delle api, dalla storia alle abitudini, dalle consuetudini alla psicologia. Racconterà della vita dell’alveare che scorre al ritmo della natura e secondo le dinamiche legate alle vicende private, in un alternarsi continuo di difficoltà varie o di esaltazione.
L’ultimo intervento sarà curato da Luigi Liotta dell’Università di Messina, che descriverà
l’evoluzione e la tipologia dell’allevamento del suino siciliano degli ultimi vent’anni, con
l’affermarsi e lo sviluppo di allevamenti specializzati gestiti da imprenditori zootecnici.
Tuttavia, sui territori montani dei Nebrodi, delle Madonie e dei Monti Peloritani si sono mantenute le tradizionali forme di allevamento familiare con largo impiego del pascolo allo stato brado e semi brado non disgiunto dalla somministrazione di scarti e sottoprodotti delle produzioni agricole.

In questi allevamenti si allevano animali della razza autoctona Suino Nero Siciliano, nota anche come Suino dei Nebrodi o Suino delle Madonie e tradizionalmente chiamata dagli allevatori U Porcu Nivuru.

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