Truffa, peculato, mobbing: arrestato vice comandante della Municipale Val d’Enza
La sua compagna sospesa dal servizio

1/7/2018 -Nella giornata di lunedì i Carabinieri della Compagnia di Castelnovo Monti hanno dato esecuzione a due misure cautelari nei confronti di altrettanti appartenenti al Corpo di Polizia Municipale dell’Unione Val D’Enza. Sono il vicecomandante Tito Fabbiani, originario di Felina,  arrestato in esecuzione di un ordine  del Gip di Reggio Emilia Luca Ramponi, su richiesta del p.m. Valentina Salvi; e l’ispettore capo della Municipale Unione Val d’Enza, Annalisa Pallai, compagna di Fabbiani, originaria di Collagna. Per l’ispettrice  la misura cautelare consiste nella sospensione dall’esercizio di un servizio pubblico per sei mesi: ciò anche in considerazione del fatto che è mamma di un bimbo in tenera età. Fabbiani è  agli arresti domiciliari.

I due, che vivono a Castelnovo Monti, sono accusati di  concussione, abuso d’ufficio, peculato, omessa denuncia, truffa aggravata ai danni dello stato e “mobbing”. Numerose, a quanto risulta, le persone offese per mobbing negli ultimi anni. 

Da sinistra il capitano Ghisilieri, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Buda, ils sotituto procuratore Valentina Salvi e il comandante della Municipale di Reggio Stefano Poma

Le indagini continuano, e lo scandalo potrebbe coinvolgere altre persone. I particolari dell’operazione sono stati alc entro di una conferenza stampa tenuta questa mattina, al comando provinciale Carabinieri di via Cairoli  dal sostituto procuratore Valentina Salvi, dal comandante provinciale dei Carabinieri Antonino Buda, dal comandante di Castelnovo Monti Josè Ghisilieri e dal dirigente della Polizia Municipale di Reggio Emilia, Stefano Poma, che ha avviato le indagini alcuni mesi fa.

Nel mese di novembre 2017, infatti, l’unità di polizia giudiziaria del Corpo della Polizia Municipale di Reggio Emilia, a seguito di un esposto anonimo pervenuto alla Procura della Repubblica  ed ad altri enti istituzionali della provincia, ha cominciato  un’attività di monitoraggio su alcuni appartenenti al Corpo della Polizia Municipale dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza, al fine di verificare la reale sussistenza di  diverse condotte illecite e malcostumi attribuiti a loro. 

Sono stati raccolti – come hanno spiegato questa mattina il pm Salvi e il comandante dei Carabinieri Buda –  elementi idonei a proseguire le investigazioni anche con intercettazioni telefoniche e ambientali la cui esecuzione veniva delegata al Nucleo operativo Compagnia Carabinieri di Castelnovo Monti ed all’unità di polizia giudiziaria del Corpo della Polizia Municipale di Reggio Emilia.

Nel corso dell’indagine venivano quindi raccolti “gravi indizi di colpevolezza a carico del Vice Comandante e di un Ispettore Capo del Corpo della Polizia Municipale dell’Unione Val d’Enza, in ordine ai delitti di concussione, abuso d’ufficio, peculato, omessa denuncia, truffa aggravata ai danni dello stato e “mobbing””.

In particolare è emerso che gli indagati, abusando della loro qualità di pubblico ufficiale, hanno indotto un noto imprenditore della Val d’Enza a concedere loro in comodato gratuito (utenze comprese) un’abitazione in San Polo d’Enza. E’ stato accertato inoltre  il Vicecomandante ha utilizzato un’autovettura Mazda Cx3, acquisita dall’Unione come mezzo di servizio, per scopi personali, in modo esclusivo e continuativo, con danno patrimoniale alla pubblica amministrazione. E’ inoltre emerso “un consolidato quadro di comportamenti illeciti posti in essere durante il servizio quali pause non autorizzate, accudimento di figli minori anche nel luogo di lavoro e assenze ingiustificate”.

Ma l’aspetto che man mano ha assunto contorni inauditi – sottolineano i Carabinieri – “è il massiccio ricorso del Vicecomandante Fabbiani alle pratiche del mobbing e del bossing nei confronti di dipendenti e collaboratori, con una serie estenuante di vessazioni psicologiche e maltrattamenti con aggressioni verbali, obblighi di prestazioni non rientranti nelle mansioni di servizio, richieste di delazione nei confronti di colleghi e altre illegalità” e ciò  “sotto la costante minaccia, se non avessero ottemperato alle sue richieste, di essere assegnati a turni di lavoro meno favorevoli o sottoposti a procedimenti disciplinari o ancora di vedere negate le proprie richieste in materia di ferie, permessi e orari di servizio. Un vero e proprio “sistema di potere” basato su minacce, umiliazioni e demansionamenti che si perpetuava sin dal 2010”.

Sulla base della mole di risultanze acquisite il GIP presso il Tribunale di Reggio Emilia, dott. Luca RAMPONI, su richiesta del P.M. Dott.ssa Valentina SALVI, ha applicato nei confronti di FABBIANI Tito la misura della custodia cautelare in regime di arresti domiciliari e di PALLAI Annalisa la misura della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per mesi sei. I provvedimenti sono stati notificati agli indagati nella mattinata del 16 luglio 2018.

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7 risposte a Truffa, peculato, mobbing: arrestato vice comandante della Municipale Val d’Enza
La sua compagna sospesa dal servizio

  1. Umberto Gianferrari Rispondi

    17/07/2018 alle 10:24

    Quindi gli arrestati sono della Montagna ?

  2. Cecato Rispondi

    17/07/2018 alle 16:07

    “il Vicecomandante ha utilizzato un’autovettura Mazda Cx3, acquisita dall’Unione come mezzo di servizio, per scopi personali, in modo esclusivo e continuativo, con danno patrimoniale alla pubblica amministrazione.”

    E il Comandante non se ne è mai accorto?

  3. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    17/07/2018 alle 21:10

    Bruttissima notizia, sono molto dispiaciuto per Tito e Annalisa, e per la loro figlioletta. Spero che tutte le accuse siano smontate e ridimensionate; che non siano conseguenza di errori investigativi o peggio di rancori o antagonismo tra diversi corpi di pubblica sicurezza.
    Per come conosco io Tito e Annalisa, mi diventa difficile credere alle accuse. Pubblico ministero, i detective dell’Arma e della Municipale sapranno fare luce su questa brutta vicenda. E il Giudice emettere un giudizio fondato e imparziale. Me lo auguro di cuore, per questi due concittadini.
    Ognuno è innocente sino a sentenza definitiva … è un dovere ricordarlo con forza.
    Alessandro Raniero Davoli

    • Cecato Rispondi

      18/07/2018 alle 09:02

      Tutti sono innocenti fino a sentenza definitiva, ma chiamare in causa “errori investigativi o peggio di rancori o antagonismo tra diversi corpi di pubblica sicurezza” mi sembra assolutamente fuori luogo.

      Vista la mole di accuse che sono state contestate mi sembra difficile che siano proprio del tutto immacolati, ma questo lo diranno i giudici.

      Una cosa è sicura: se tutto questo viene fatto dal Vicecomandante ci si deve chiedere come è stato possibile, visto che era il “Vice”… la Comandante non si è mai accorta di nulla?

      • Alessandro Raniero Davoli Rispondi

        18/07/2018 alle 13:02

        Ricordo che io sono stato denunciato per stalking dalla allora presidente della provincia Sonia Masini; indagato per più di due anni. Poi denunciato e quindi indagato dal comandante del nucleo investigativo de carabinieri, capitano Giuseppe Marinelli per mendaci dichiarazioni sulla mia attività lavorativa e per produzione di biglietto da visita falso (con il logo del Ministero degli Affari Esteri, task force Iraq).
        Dopo circa due anni sono stato scagionato da entrambe le accuse per ”infondatezza della notizia di reato” e per “il fatto non sussiste”. Diversi articoli sui quotidiani La Gazzetta di Reggio e il Resto del Carlino, oltre a tutti i giornali online della provincia.
        Pagato spese legali, perso il lavoro con il Ministero degli Esteri ecc. E nessuno ha finora chiesto scusa.
        Credo che un po’ di dubbi e di sano scetticismo sull’operato delle forze dell’ordine e della Procura della repubblica possa venire, non crede?
        Io ho lavorato come consulente a progetti internazionali di ben due ministeri italiani e per l’Agenzia Europe di Ricostruzione, nell’arco di dodici anni. Ho lavorato per lo Stato, e Procura e carabinieri lo mettevano in dubbio …
        La denuncia della signora Masini ha avuto un carattere politico e, mia opinione, anche il riguardo del capitano Martinelli e della Procura nei suoi confronti hanno avuto un chiaro segno “politico”. Ovvero diamo una lezione a Davoli …
        Saluti da un cittadino integerrimo, che ha conosciuto Procura e tribunale solo per motivi politici.
        Alessandro Davoli

        • Cecato Rispondi

          18/07/2018 alle 15:25

          Mi spiace per la sua vicenda. Ma in assenza di un qualsiasi indizio di che possa supportarne il sospetto, perché tirare in ballo “errori investigativi o peggio di rancori o antagonismo tra diversi corpi di pubblica sicurezza”?
          Tra l’altro le indagini in parte le ha fatte la polizia municipale di Reggio Emilia, quindi mancherebbe anche il presunto “antagonismo” tra corpi…

  4. GIACOMO REVERBERI Rispondi

    18/07/2018 alle 14:50

    Salve, cosa dire delle precedenti denunce presentate ai Carabinieri di Montecchio Emilia che riguardavano l’operato di altri componenti(NON QUELLI RICHIAMATI NELL’ARTICOLO) della Polizia della Val d’Enza consegnate al Procuratore Capo Grandinetti, che fine hanno fatto, forse servivano come spessore per non far ballare certi tavoli, MI PIACEREBBE SAPERE DOVE SONO ANDATE A FINIRE: DUE PESI E DUE MISURE, O PEGGIO????

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