Resti romani a Casoni di Luzzara: li ha salvati il limo depositato nei secoli

26/7/2018 – Nel corso dei lavori di ammodernamento della rete irrigua a Casoni di Luzzara, eseguiti dal Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga, sono state rinvenute strutture murarie di epoca antica, a una profondità dai 2 ai 3 metri dal piano campagna: uno strato di alcuni decimetri di terra bruciata, con frammenti di laterizio, evidenze di una palizzata di delimitazione, e la vera di un pozzo circolare di circa cm 80 di diametro, in mattoni, del tipo a camicia, come tanti altri in uso nelle nostre campagne.

Il pozzo rinvenuto a Casoni di Luzzara

“Erano sotto una coltre di oltre 2 metri di limo quasi intatto – dichiara il Direttore del consorzio Raffaele Monica – lasciato dal fiume nel suo divagare indisturbato nei secoli successivi al crollo dell’Impero”.

La campagna archeologica di scavi, diretta da Annalisa Capurso della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, con una prima consulenza dell’archeologo reggiano James Tirabassi, ha potuto appurare che la frequentazione umana del sito risale a 3 diverse fasi di occupazione comprese nel periodo che vanno dal I sec. a.C. al IV sec. d. C.

Un team di archeologi della cooperativa Archeosistemi, coordinati da Anna Losi, dopo l’esame del sito, ha scavato, prelevato ed inventariato i reperti rinvenuti nell’area, ritenuta essere il cortile di una abitazione; il pozzo è stato datato tra il I e II sec. d.C.: al suo interno è stato ritrovato materiale di risulta costituito da frammenti laterizi, frammenti di anfore, ceramica depurata e un frammento di coppa in terra sigillata. Il pezzo di maggior pregio restituito dalla campagna di scavi è senz’altro una chiave di bronzo, oltre ad un pezzo di una lastra di marmo, apparentemente rosa di Verona, a bordi sagomati con scialbature.

Alcuni resti rinvenuti nello scavo di Casoni di Luzzara: in basso a destra la chiave di bronzo

“I lavori sono stati eseguiti dalle maestranze consortili in amministrazione diretta nell’ambito dell’ammodernamento della rete irrigua – sottolinea il Presidente del consorzio Ada Giorgi – obiettivo ritenuto prioritario dall’amministrazione per garantire in tutte le zone del comprensorio la preziosa risorsa irrigua; avere rinvenuto infrastrutture necessarie all’irrigazione di 2000 anni fa per realizzarne altre idonee è davvero emozionante”.

“Il primo lotto dei lavori di posa della tubazione denominata “Lazzarello” è stato completato ed è in uso per le aziende della zona – conclude l’Ing Raffaele Monica. “Si proseguirà nel prossimo autunno al completamento dell’opera con la presenza di un archeologo”.

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