Reggio entra nell’era del crowdfunding: accordo Cna-Baldi Finance per la raccolta online di capitale diffuso

Da sinistra Azio Sezzi, Giorgio Lugli e Carlo Baldi

31/7/2018 – In Italia è arrivato con grande ritardo, anche se i numeri sono in crescita costante. Ma  lo scorso anno solo in Gran Bretagna ha raccolto fondi per l’equivalente di 4,3 miliardi e negli Stati Uniti e in Canada è da decenni l’artefice delle fortune di grandi e piccoli gruppi economici. Parliamo del crowfunding, vale a dire la raccolta di capitali diffusi, anche per piccole somme, direttamente dagli investitori privati e che oggi avviene attraverso piattaforme internet specializzate.

Il lancio in grande stile dell’equity crowdfunding per le piccole e medie imprese a Reggio Emilia avviene attraverso un accordo tra la Cna provinciale (7 mila imprese e oltre 3 mila liberi professionisti associati) e Baldi Finance, struttura generata dallo Studio Baldi & Partners impegnata già da tempo sul fronte della raccolta fondi attraverso internet e titolare del portale INVESTI-RE.IT, l’unica piattaforma di crowdfunding in Emilia  e una delle 19 in tutta Italia abilitate dalla Consob.

L’accordo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il presidente provinciale di Cna Giorgio Lugli, il direttore Azio Sezzi e Carlo Baldi fondatore dell’associazione professionale Baldi & Partners oltre ai suoi collaboratori Spadaccini, Sabrina Tamburini e Simone Caprari.

Il dottor Baldi ha spiegato come il crowdfunding, inteso come raccolta pubblica di risorse e capitale di rischio  esista in Italia dal 2012 (lo studio Baldi ha aperto due piattaforme: aiuta.re.it per il fundraising  e , appunto, INVESTI-RE.IT autorizzata dalla Consob) ma sino a gennaio solo a favore delle start up e delle imprese innovative. Dal 1°  gennaio 2018, invece, il crowdfunding è stato esteso all’intero universo della piccola e media impresa, gettando così le basi per un rapido decollo della raccolta del capitale diffuso attraverso internet.

Sezzi, Lugli, Baldi, spadaccini, Tamburini e Caprari

Baldi Finance mette così a disposizione di Cna la sua piattaforma regolamentata, che deve rispettare precise regole di garanzia (ad esempio le richieste di accesso al crowfunding devono passare il vaglio di una commissione di cinque esperti), mentre a Cna – come ha sottolineato Azio Sezzi – spetta un “duro lavoro di comunicazione”  nella platea dei propri associati, che sono potenziali fruitori ma anche potenziali investitori. Da parte sua, inoltre Baldi & Partners metterà a disposizione tutta l’assistenza tecnica necessaria per il business plan, il piano finanziario etc.

“Il crowdfunding va nella direzione dell’azionariato diffuso, con investimenti di 500 euro per i privati e di 5 mila per le imprese. Si possono naturalmente investire somme superiori, che però devono sottostare ai controlli antiriciclaggio – ha spiegato ancora Carlo Baldi – Gli imprenditori che chiedono i i capitali devono presentare nella piattaforma tutte le informazioni – dal business plan agli obiettivi dell’investimento – per permettere una valutazione trasparente dell’investimento. Il crowdunding può essere chiuso o aperto (tecnicamente non scindibile o “scindibile”).  E’ chiuso quando si chiede una determinata somma, ad esempio un milione di euro, entro un determinato periodo di tempo. Se il risultato non viene raggiunto, i fondi raccolti – e depositati in un conto vincolato – vengono restituiti agli investitori.

Si parla invece di crowdfunding aperto quando l’investimento è valido anche se non si raggiunge la quota prefissata”.

L’investimento è agevolato dallo stato nel caso di start up e aziende innovative, con uno sconto fiscale del 30%. E’ possibile anche chiedere capitali senza diritto di voto in assemblea. Inoltre una quota della raccolta deve essere riservata a investitori istituzionali, come banche, fondazioni o fondi privati di equity.

L’accordo presentato oggi, che ha durata biennale, prevede da parte di CNA l’impegno a promuovere l’iniziativa tra i propri associati, facendo conoscere questo tipo di partecipazione ed investimento online e “a contribuire alla crescita della cultura della nuova finanza alternativa,  come è l’equity crowdfunding, tra i piccoli imprenditori e più in generale nel sistema produttivo territoriale”.

 “CNA Reggio Emilia compie questo passo al fianco di un partner di valore del nostro territorio – ha sottolineato il presidente Giorgio Lugli – e lo facciamo nella consapevolezza che queste forme di finanza alternativa possano essere utili alla nascita di nuove aziende o alla crescita di chi, nato piccolo, ha le potenzialità per incrementare il proprio giro d’affari o per entrare in nuovi mercati. Non solo. E’ un’azione coerente all’impegno che come Associazione portiamo avanti per sostenere i giovani che hanno voglia di fare impresa. Da tre anni il sistema CNA sostiene il premio CAMBIAMENTI. A Reggio aggiungiamo anche questa attività. Ci pare opportuno far conoscere ai nostri imprenditori la possibilità di investire capitale di rischio in altre imprese – creando così una sorta di circolo virtuoso di imprese che investono e, quindi sostengono idee progettuali innovative”.

“Questa operazione riguarda almeno un migliaio di aziende CNA che hanno le potenzialità per crescere e strutturarsi – ha concluso il direttore di CNA Reggio Emilia, Azio Sezzi – ma riguarda l’intero universo CNA nel ruolo di investitori. L’elemento principale riguarda comunque il “cambio” di mentalità che sempre più deve riguardare le PMI chiamate a fare i conti con mercati complessi. Il nostro impegno è quello di fornire loro delle opportunità e il crowfunding rientra in questo contesto”.

 

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