Mazzette per le pratiche di cittadinanza
Arrestata funzionaria della Prefettura

31/7/2018 – La responsabile dell’Ufficio cittadinanza della Prefettura di Reggio Emilia, la funzionaria Sonia Bedogni, è stata arrestata dalla polizia  e si trova agli arresti domiciliari in esecuzione di una misura cautelare chiesta dal sostituto procuratore Giacomo Forte, che coordina le indagini, e ordinata  da Gip Giovanni Ghini.

La dottoressa Bedogni, che era in partenza per le vacanze, è accusata di corrruzione per aver chiesto e ottenuto “mazzette” da alcuni stranieri per agevolare le pratiche di ottenimento della cittadinanza italiana. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile avrebbero messo a nudo un sistema corruttivo per il quale sono destinatari di misure cautelari anche due fratelli pakistani, titolari di pratiche di cittadinanza per stranieri, e di una donna marocchina anche le titolare di uno studio specializzato. Le intercettazioni video operate dalla Polizia mostrano chiaramente il passaggio di banconote, infilate dentro un fascicolo, nell’ufficio della dottoressa Bedogni.

Alle perquisizioni ha preso parte anche il dottor Forte poiché le operazioni sono estese, anche, allo studio di un legale reggiano, che risulterebbe estraneo all’inchiesta, presso il cui studio una delle destinatarie delle misure trattava le pratiche stranieri.

Nel corso dell’attività sono emersi undici episodi corruttivi con relativo scambio di denaro, ma sono molte di più – almeno 35 – le pratiche sulle quali sono in corso accertamenti.

Oltre alle misure cautelari personali sono in corso esecuzione, anche, misure patrimoniali; nel corso degli ultimi tre anni sui conti correnti personali della funzionaria arrestata  sono emersi oltre 116.000 euro di versamenti in contanti.

Oltre alla dottoressa Bedogni, difesa dall’avvocato Piero Fornaciari, sono stati arrestati il pakistano Islan Parvez di 29 anni (difesa dall’avvocato Lara Bigliardi) e la marocchina Amina Doulali di 48 anni (avvocato Vainer Burani). L’altro pakistano Umar Parvez di 23 anni, anche lui colpito da mandato di arresto,  al momento risulta irreperibile.

IL COMUNICATO DELLA PREFETTURA 

“In data odierna si è svolta una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Reggio Emilia, inerente la concessione della cittadinanza italiana, che ha visto coinvolta una dipendente di questa Prefettura, nei confronti della quale è stata emessa misura cautelare.

La Prefettura è a disposizione degli Organi inquirenti, affinché vengano definite con certezza le responsabilità”. Prefettura di Reggio Emilia.

I PARLAMENTARI 5 STELLE: UN FATTO VERGOGNOSO 

 “La notizia relativa all’arresto della funzionaria della Prefettura responsabile dell’Ufficio cittadinanza e il titolare di un’agenzia di pratiche per stranieri di Guastalla è davvero gravissima e non fa altro che alimentare la sfiducia dei cittadini nei confronti di chi, invece, non dovrebbe far altro che lavorare nell’interesse esclusivo della collettività seguendo la legge” dichiarano in una nota congiunta i parlamentari del M5S Maria Edera Spadoni (vicepresidente della Camera dei Deputati), Davide Zanichelli e Maria Laura Mantovani.

“Se questo sistema di corruzione per l’ottenimento della cittadinanza italiana verrà confermato, sarà un caso davvero vergognoso avvenuto sul nostro territorio e sarà la dimostrazione che il business sul fenomeno dell’immigrazione avviene ad ogni livello e coinvolge tantissime persone in ogni fase” proseguono.

“Il M5S da sempre si schiera contro chi specula su questo fenomeno ad ogni livello e condanna con fermezza chi alimenta l’immigrazione per avere manodopera a basso costo creando un nuovo schiavismo, chi alimenta i traffici illegali di esseri umani come gli scafisti, chi lucra sulla gestione dei richiedenti asilo e chi chiede tangenti per rilasciare la cittadinanza o, come capitato in altre città, i permessi di soggiorno” continuano i parlamentari.

“Facciamo nostre le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, ha dichiarato: ‘Sono circa 40 milioni le persone vittime delle nuove schiavitù. Numeri impressionanti che hanno spinto le Nazioni Unite ad adottare l’obiettivo di eliminare il traffico di esseri umani entro il 2030. Si tratta di degenerazioni della nostra società, piaghe da eradicare con fermezza che interrogano le nostre coscienze e ci chiamano a una reazione morale, a una risposta adeguata con un maggiore impegno culturale e civile’ ” incalzano i pentastellati

 LE PROPOSTE:” Come già sottolineato in altre sedi e in numerosi interventi su cui ci pronunciamo da anni, è fondamentale garantire la massima trasparenza in tutto il settore. Servono meccanismi d’accesso che eliminino il rischio scafisti e che non alimentino la tratta dei lavoratori a basso costo; sono necessari inoltre tempi rapidi per individuare chi ha il diritto allo status di rifugiato. Visto che i meccanismi attuali e i consistenti fondi stanziati per l’accoglienza costituiscono un’occasione ghiotta per la criminalità, occorre un più attento controllo dei costi e una trasparenza della gestione dei fondi pubblici destinati al sistema di accoglienza. Il M5S insiste sulla necessità di implementare gli accordi bilaterali sia da parte dell’Italia sia da parte dell’Unione europea, con i Paesi terzi, sia di transito che di origine e valutare rapidamente chi ha diritto a rimanere nel nostro Paese e chi no. Infine va garantita la massima trasparenza sulle richieste di cittadinanza”.

 “Ci auguriamo che le indagini della Polizia di Stato portino alla luce tutta la verità su questa vicenda e alla condanna di tutti i soggetti coinvolti. Il business dei migranti, in tutte le sue forme, deve assolutamente cessare” concludono i parlamentari.

VINCI, DEPUTATO LEGA NORD: IL BUSINESS MIGRANTI DEVE FINIRE, IN TUTTE LE SUE FORME 

L’arresto della funzionaria della Prefettura di Reggio Emilia che favoriva le pratiche di cittadinanza dei migranti in cambio di mazzette “e’ l’ennesima dimostrazione che il sistema immigrazione in Italia non funziona: immigrati che pagano per entrare, i cittadini che pagano per mantenerli e loro pagano per la cittadinanza, non sempre lecitamente”. Lo sostiene Gianluca Vinci, deputato reggiano della Lega e segretario Carroccio Emilia. “È ora di cambiare registro- prosegue Vinci- il marcio va eliminato. Il Governo ha già cambiato rotta ed e’ utile che le Forze dell’ordine colpiscano chi si arricchisce su questo traffico di migranti dallo sbarco alla cittadinanza”.

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Una risposta a 1

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    01/08/2018 alle 02:16

    Chi ha corrotto per ottenere una cittadinanza italiana alla quale non aveva diritto, deve essere perseguito, togliendogli immediatamente la cittadinanza ed espellendolo nel suo paese di origine, con l’interdizione perpetua a rientrare in Italia. Oppure invece della legge qualcuno vorrebbe applicare la norma, tanto cara alle cooperative, al PD, e a certi ambienti curiali del “poverini”? No tanto per sapere se possiamo ancora vivere in uno stato di diritto o dobbiamo rompere ogni patto sociale?
    Chi ha orecchie per intendere, intenda.
    Alessandro Raniero Davoli
    Cittadino italiano di nascita

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