Dramma Reggiana
Trattative rotte tra la cordata e i Piazza

11/7/2018 – Sono ridotte al lumicino le speranze di salvare la Reggiana. Il pagamento degli stipendi di maggio da parte di Mike Piazza, nella giornata di ieri, aveva fatto intravedere una luce intorno al tunnel. Oggi pomeriggio, invece, la doccia fredda: la cordata degli imprenditori ha rinunciato definitivamene alla trattativa con i proprietari del club.
Lo ha annunciato poco fa la stessa cordata con un comunicato diffuso da Kaiti Expansion: “Nessuna risposta è stata data alla cordata di imprenditori reggiani e non, che di recente si è fatta avanti per intavolare la trattativa di un’eventuale acquisizione di AC Reggiana S.p.A. – si legge nella nota –
Pertanto, non avendo ricevuto riscontro alle richieste avanzate, ad oggi non vi sono più le condizioni per proseguire la trattativa.”
Nei giorni scorsi, tramite lo studio del commercialista Baldini di Reggio Emilia, il gruppo – formato dall’imprenditore Marco Arturo Romano di “Tecnologia & Sicurezza” e da un importante fondo, ma anche da diversi imprenditori reggiani – “aveva comunicato ufficialmente allo studio legale della società granata, quello dell’avvocato Mattia Grassani di Bologna, il proprio interesse a valutare l’ipotesi di subentrare nel capitale di AC Reggiana S.p.A., ponendo alcune condizioni fondamentali e cioè: l’indebitamento netto esistente, una volta ricevute adeguate garanzie che fosse circoscritto a poco meno di 5 milioni di euro, doveva essere ridotto della metà, in seguito a una contestuale immissione di liquidità a fondo perduto da parte dell’attuale proprietà; inoltre la squadra doveva essere regolarmente iscritta al Campionato Nazionale di serie C.
Su quest’ultimo punto, il gruppo di imprenditori aveva anche fatto sapere di rendersi disponibile a subentrare all’impegno fideiussorio relativo all’iscrizione, ricevute adeguate garanzie al verificarsi delle condizioni di cui sopra”.
Ma da Mike Piazza, rientrato ieri sera dalla Puglia, “nessuna risposta”. Si sapeva da tempo del resto che la famiglia Piazza, che ha messo nel club granata una decina di milioni a fondo perduto, non avrebbe scucito altro denaro.
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