Dimora d’Abramo, boom del fatturato (20,5 mln) con richiedenti asilo
Ma ora più investimenti per le famiglie sfrattate e l’integrazione

31/7/2018 – Boom del fatturato della Dimora D’Abramo grazie al business dei richiedenti asilo. L’assembloea della  cooperativa cattolica (33 soci, di cui 26 lavoratori) ha approvato all’unanimità il bilancio 2017 con un fatturato di 20,5 milioni di euro, 6 milioni in più rispetto al 2016, e l’accantonamento a riserva di 1,25 milioni, pari al 6,2% del fatturato. La Dimora d’Abramo oggi dà lavoro a 196 persone e gestisce 173 strutture d’accoglienza in 32 comuni della provincia di Reggio Emilia. Nel 2017 – come ha dichiarato il presidente Luigi Codeluppi – ha dato assistenza a 2 mila 673 persone, quasi mille in più rispetto all’anno precedente. 

L’assemblea ha deliberato un maggiore impegno in progetti, servizi e strutture per fasce di cittadini deboli, con particolare attenzione all’housing sociale per le famiglie colpite da sfratto, oltre a ulteriori interventi  a sostegno del lavoro dei richiedenti asilo e dal rafforzamento delle forme di accoglienza diffusa che “possono generare i più alti livelli di integrazione con il coinvolgimento del volontariato, delle istituzioni e dei cittadini”.

Impegnata nella gestione di servizi per la famiglia (e tra questi l’appartamento L’Incontro e una scuola dell’infanzia che coinvolge 257 bambini e 160 famiglie), di una comunità per minori, nell’accoglienza straordinaria di richiedenti asilo, nella gestione della casa albergo comunale e in servizi territoriali di informazione, orientamento e mediazione sociale e culturale, nel 2017 la Dimora d’Abramo ha assicurato sostegno a 2.673 persone.

“Si tratta – sottolinea  Codeluppi – di quasi 1.000 in più rispetto all’anno precedente, ed è un dato che evidenzia sia l’aumento delle persone che vivono in condizioni di fragilità, sia l’incremento degli arrivi di richiedenti asilo che si è registrato sino alla fine del mese di luglio 2017, quando si è poi drasticamente invertita la tendenza sino ad arrivare ad un primo semestre 2018 in cui gli arrivi si sono di fatto azzerati”.

Queste dinamiche hanno portato a 196 il numero dei lavoratori della Dimora d’Abramo (29 in più rispetto al 2017), a 173 le strutture d’accoglienza dislocate in 32 comuni della provincia di Reggio Emilia, all’aumento del 15% delle famiglie che hanno fatto riferimento ai servizi della cooperativa, ad un aumento del 45% delle ore dedicate ai servizi di mediazione culturale e interculturale (passate da 12.620 a 18.210) e al coinvolgimento di 1.220 persone in servizi di orientamento al lavoro, al territorio, alla legislazione, alla salute e alla costruzione di percorsi di inserimento.

“Nell’ambito dell’accoglienza straordinaria dei richiedenti asilo – spiega Codeluppi – contestualmente agli investimenti sull’apprendimento della lingua (che ha tra l’altro portato all’apertura di una specifica scuola in via F.lli Rosselli), l’impegno più rilevante ha riguardato l’area del lavoro, con 445 percorsi professionalizzanti, 244 tirocini lavorativi, 464 esperienze di volontariato e lavoro socialmente utile e l’attivazione di 84 contratti di lavoro”.

“Pur in una fase di assoluta incertezza sulle dinamiche future dei flussi, inconsiderazione del fatto che negli ultimi mesi si sono praticamente arrestati – prosegue Codeluppi – proprio sull’area del lavoro investiremo consistente parte delle risorse generate dalle nostre diverse attività. Dopo le emergenze dettate in questi anni dalle prime fasi d’accoglienza – con particolare riferimento ad alloggi, distribuzione nel territorio, verifiche sullo stato di salute, alfabetizzazione, sostegno psicologico a persone segnate spesso da forti traumi – oggi la formazione e l’impegno lavorativo  rappresentano le sfide più importanti che abbiamo di fronte: da una parte, infatti, l’abnorme aumento dei tempi di attesa per le risposte alla richiesta d’asilo (oltre 600 giorni per la prima, cui si possono aggiungere i ricorsi) impongono la ricerca di opportunità di lavoro più strutturate che garantiscano maggiore dignità ai diretti interessati e più forti relazioni comunitarie”.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *