Crisi Ferrarini, “il tempo è scaduto”
Allarme dei sindacati nazionali

21/7/2018 – Le sorti del prosciutto cotto più buono d’Italia, e forse del mondo,  preoccupano i sindacati nazionali degli alimentaristi che si sono dichiarati insoddisfatti al termine di un incontro, col Gruppo Ferrarini di Reggio Emilia ( leader nazionale del settore  e proprietario anche dei salumi Vismara).

“Il tempo è scaduto” dichiarano le segreterie nazionali Fai Cisl, Flai Cisl e Uila Uil sottolineando i  rischi per l’occupazione, la tenuta produttiva del gruppo e i persistenti disagi a cui sono sottoposti i lavoratori, a causa dei ritardi degli stipendi che mettono in difficoltà centinaia di famiglie.

Lisa Ferrarini con Matteo Renzi, in tempi migliori per entrambi

 

Il gruppo, controllato dai figli del fondatore Lauro Ferrarini e con ammministratore delegato Lisa Ferrarini (che è anche vicepresidente di Confindustria), ha avuto una grande crescita dei fatturati negli ultimi due anni, ma soffre di una crisi finanziaria molto pesante causata da oltre 250 milioni di debiti accumulati nel tempo che rischia di compromettere la stessa continuità produttiva. Sembrava  in dirittura d’arrivo la cessione del 90% dell’azienda di Albinea a Italmobiliare della famiglia Pesenti e al fondo QuattroR che fa capo alla Cassa Depositi e Prestiti, ma i Ferrarini hanno rotto le trattative. Dal canto suo il gruppo Amadori di Cesena ha smentito  l’esistenza di una propria offerta.
Nell’incontro di ieri, il gruppo – secondo i sindacati – non è andato oltre a generiche affermazioni sulla propensione verso un “progetto industriale”, ammettendo invece che Ferrarini si trova a un passaggio molto delicato.
Troppo poco per Flai, Fai e Uila che, di fronte alla gravità della crisi,  hanno intimato al gruppo di presentarsi  con una   soluzione plausibile all’incontro convocato per il 2 agosto al Ministero guidato da Di Maio. Altrimenti i sindacati siriterranno liberi di mettere in campo ogni iniziativa utile a tutelare l’occupazione, la tenuta produttiva e gli interessi dei lavoratori impegnati in diverse sedi produttive ad Albinea, nella zona di Langhirano e nell’area lombarda.

Ecco di seguito il testo della lettera firmata dai segretari Comelli e Anselmi di Fai Cisl, Bermani e Gentile di Flai Cgil, Majrone e Rovatti di Uila Uil, e indirizzata ieri 20 luglio alle segreterie territoriali dei sindacati, oltre che alle Rsu del Gruppo Ferrarini.

“Le scriventi  organizzazioni sindacali in data 20 luglio 2018 si sono incontrate con il Gruppo Ferrarini per conoscere le prospettive dello stesso alla ouce della difficile situazione finanziaria in corso e per aggiornamenti dopo le notizie giornalistiche sulla rottura delle trattative con i fondi di incestimento Italmobiliare e QuattroR.

L’incontro non è stato soddisfacente perchè non ha tradotto in fatti il futuro del gruppo e ha portato l’azienda solamente a illustrare, in un contesto di incertezza, la preferenza per una progettualità industrriale per il proprio futuro.
L’azienda ha affermato che questa è una situazione delicata in cui ancora non è possibile illustrare un progetto definito, ma che lo teaso tiene conto nella risoluzione dei problemi odierni sia delle questioni finanziarie che di quelle occupazionali.
Il gruppo ha dichiarato anche che la parte agricola, nella sua totalità, non è coinvolta nel progetto prettamente industriale.
Sentite le dichiarazioni dell’azienda, Fai, Flai e Uila hanno espresso la loro non soddisfazione e hanno manifestato tutte le lor preoccupazioni su questa dilatazione dei tempi e sulle rispote da dare al futuro delle produzioni del gruppo Ferrarini e hanno ribadito con forza che questo modo di procedere dà incertezze a tutti i lavoratori.
Le Organizzazioni Sindacali hanno dichiarato che il tempo è scaduto e che se il 2 agosto, in occasione dell’incontro previsto al Ministero dello Sviluppo Economico, l’azienda non fornirà soluzioni ai problemi del gruppo e agli attuali disagi dei lavoratori, questi ultimi si sentiranno liberi di ricercare le soluzioni alternative più garantiste per il mantenimento dell’occupazione e inoltre trovare prospettive di continuità produttive per questo importante gruppo con le sue produzioni di eccellenza.
Si invitano tutti i territori a trovare forme di sensibilizzazione, oltre lo stabilimento, per far conoscere le problematiche del gruppo”.

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