Ammanchi a Unicredit, mistero fitto
Assemblea dei clienti a Castelnovo Monti

9/7/2018 – E’ ancora mistero fitto sull’entità degli ammanchi alla filiali Unicredit di Castelnovo Monti, dove secondo fonti bancarie una ex dirigente – licenziata a 63 anni, alla vigilia del pensionamento – avrebbe messo le mani nei conti della clientela. Nella montagna reggiana non si parla d’altro, anche perché questo è il secondo caso  di truffe finanziarie in soli tre anni, dopo il buco multimilionario (ufficialmente una decina di milioni, ma secondo alcune fonti molte di più) lasciato dal subagente Ina Assitalia, Petroni, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio dopo tre anni di indagini.

Intanto, la direzione regionale di Unicredit si limita per ora a un commento laconico, sottolineando di essere “parte lesa”: “La banca ha sporto denuncia alla questura di Bologna. La banca, che comunque è parte lesa nella vicenda, in questi giorni sta incontrando i singoli clienti coinvolti per fornire loro pieno supporto”.

La sede di Unicredit a Castelnovo Monti

Questa mattina Alessandro Raniero Davoli, candidato sindaco della Lega Nord a Castelnovo Monti, è andato in banca dov’erano in attesa diversi clienti che volevano chiarimenti sulle loro posizioni, ed è stato ricevuto dal direttore Massimiliano Ceci. La banca è al corrente di “pochi” episodi –  ha detto Ceci – e ha già effettuato la maggior parte dei controlli sulle posizioni dei clienti danneggiati. Anche secondo Ceci l’ammanco sarebbe di circa due milioni di euro.

“I)n attesa che il sostituto procuratore Stefania Pigozzi faccia chiarezza su questa grave vicenda – afferma Davoli – noi tutti della Lega siamo vicini ai cittadini truffati, e a breve annunceremo iniziative concrete di sostegno. Ho parlato con l’avvocatessa già intervenuta per risolvere diversi casi della vicenda Ina Assitalia, che mette a disposizione la sua esperienza”.

Alessandro Davoli

Enrico Bini

E sconcertato, ma bisognerebbe dire arrabbiato, il sindaco Enrico Bini: fra l’altro

Giovanni Trisolini, presidente di Federconsumatori Reggio

proprio di recente il comune ha affidato il servizio di tesoreria proprio alla filiale Unicredit. “Trovo strano che gli enti interessati si accorgano di questi fatti solo a seguito di denunce. Spero davvero che sia restituito il maltolto a tutti i clienti vittime della truffa. Non riesco proprio a spiegarmi come mai importi così elevati siano fuori dal controllo della banca. E’ veramente inconcepibile con i sistemi attuali. La cosa verrà chiarita dalla magistratura, spero proprio che i cittadini coinvolti, pochi o tanti, siano risarciti tutti e interamente. Come amministrazione comunale ci attiveremo per capire meglio quello che è successo”.

Mercoledì sera intanto, come già anticipato da Reggio Report, Federconsumatori promuove insieme ad Adiconsum un’assemblea dei clienti Unicredit. L’incontro, annunciato sabato dal presidente di Federconsumatori Giovanni Trisolini, è in programma al centro sociale di Castelnovo Monti alle 20,30. Sarà fatto un primo punto della situazione per capire se non altro quanti siano effettivamente i clienti coinvolti.

L’indagine dei Carabinieri di Castelnovo Monti, coordinata dalla pm Pigozzi, si preannuncia oltremodo complessa. I punti da chiarire sono numerosi.

Si è appreso infatti che i primi allarmi risalgono alla fine di maggio, quando un agente della Polizia Municipale di Castelnovo Monti si è reso conto di ammanchi nei conti correnti della famiglia: alla fine, ha scoperto che mancavano all’appello in totale ventimila euro. Per oltre un mese, dunque, la vicenda è stata tenuta sotto silenzio, e evidentemente Unicredit (che nel frattempo ha licenziato l’ex funzionaria e ha cambiato diversi dipendenti della filiale) ha svolto un’indagine interna ma senza coinvolgere le forze dell’ordine almeno sino alla denuncia presentata a Bologna. Le voci sono diventati boati incontrollati quando lunedì scorso un facoltoso commerciante è andato in banca a controllare, e ha scoperto un ammanco di circa quattrocentomila mila euro. Altri clienti hanno avuto amare sorprese  martedì mattina,  quindi la pubblicazione della notizia su Reggio Report e ha fatto esplodere il caso

Le indagini dovranno anche chiarire come si sia formato il buco, la cui entità non è stata ancora chiarita. Si parla con insistenza di richieste di bonifico a favore di un conto della ex funzionaria, fatti firmare in modo surrettizio, o di perdite su titoli dichiarate per importi superiori a quelli reali. C’è chi non esclude un giro di finanza illegale. E soprattutto si dovrà scovare dove siano finiti tutti questi soldi “fuggiti” dai conti Unicredit.

 

 

 

 

 

 

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