Procreazione assistita: ora il Santa Maria Nuova può prelevare e congelare gli embrioni

13/6/2018 – Un’attestazione importante arriva al Centro per la Procreazione medicalmente assistita del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, che nel mese di maggio 2018 è stato autorizzato come struttura di I, II e III livello dalla Regione Emilia Romagna e dal Centro Nazionale Trapianti. Gli vengono riconosciuti, pertanto, i requisiti di qualità e sicurezza per la raccolta, il prelievo, la lavorazione e la crioconservazione dei gameti ed embrioni (delibera regionale n. 7014 del 14/05/2018).

Il Centro di Procreazione Medica-lmente Assistita (PMA) “P. Bertocchi” opera all’interno della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia del presidio ospedaliero (che è anche istituto di ricerca) di Reggio Emilia. Negli anni sì è evoluto fino a divenire una struttura di III livello accreditata dalla Regione Emilia Romagna. Oggi svolge il trattamento diagnostico e terapeutico dell’infertilità di coppia, la preservazione della fertilità femminile e maschile (Banca del Seme) ed è riferimento regionale per le coppie infertili affette da infezione da HCV/HIV.

La media annuale di attività è di circa 1000 cicli di prelievo ovocitario con fertilizzazione in vitro degli ovociti e relativo trasferimento degli embrioni nell’utero materno e circa 400 cicli di scongelamento e trasferimento in utero degli embrioni crioconservati.

Il Santa Maria Nuova di Reggio Emilia

A caratterizzare il servizio” spiega il direttore della SC di Ginecologia oncologica del Santa Maria Nuova Lorenzo Aguzzoli, al quale è stata temporaneamente affidata la direzione del reparto di Ginecologia e Ostetricia “è stato lo sviluppo costante delle conoscenze scientifiche, avendo come riferimento la medicina basata sull’evidenza, la formazione continua di operatori competenti e la diversificazione dei trattamenti nella massima sicurezza per le coppie”.

Il Centro, che conta su un’équipe multidisciplinare composta da 8 medici, 8 biologi/biotecnologi, 1 psicologo e 2 infermiere, si compone di un settore clinico, del quale è responsabile la ginecologa Maria Teresa Villani, e di un settore laboratoristico che opera sotto la responsabilità della biologa Alessia Nicoli. Quest’ultimo è stato interamente riqualificato nel 2017 secondo la normativa vigente. “Gli standard qualitativi e di sicurezza sono ai massimi livelli” spiega Nicoli “La dotazione tecnologica e strumentale e il sistema di gestione della qualità rendono possibile estendere la coltura degli embrioni sino alla quinta/sesta giornata di sviluppo, raggiungendo lo stadio di blastocisti”. Come sottolinea Maria Teresa Villani “Questa metodica, associata alla tecnica di congelamento denominata vitrificazione, ci permette di selezionare gli embrioni con maggiori potenzialità di impianto, personalizzare le strategie di trattamento e aumentare il tasso di gravidanza e parto singolo, salvaguardando la salute della donna e del nascituro” e conclude “Nei giorni scorsi sono state ottenute e congelate con successo le prime blastocisti in due pazienti in trattamento”.

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