Pesenti compra il prosciutto Ferrarini
Il gruppo cresce, la famiglia costretta a vendere per i debiti con Veneto Banca

  1. 13/6/2017 – E’ il tramonto di una grande saga familiare reggiana: un mito internazionale della Food Valley.

Pesenti sta per mettere le mani sul prosciutto Ferrarini (e sui Salumi Vismara, controllati dal gruppo reggiano). Secondo quanto anticipato da affaritaliani.it potrebbe cambiare presto padrone il gruppo reggiano dell’agroalimentare, icona del capitalismo familiare, fondato da Lauro Ferrarini e oggi guidato dai figli i Luca, Licio, Licia, Lisa e Lia. Ferrarini  è tra le più importanti imprese europee del settore alimentare, in particolare nella produzione di prosciutto  e salumi (è proprietario, tra l’altro, del marchio lombardo Vismara) oltre che di Parmigiano Reggiano e aceto balsamico. E’ leader assoluto nel mercato nazionale del cotto, dà lavoro a oltre mille persone (700 in italia) e attraverso una rete di diecimila negozi, 6 mila ristoranti e una decina di sedi commerciali è ben presente in Spagna, Svizzera, Inghilterra, Giappone, Hong Kong e Sudest asiatico.

Un gruppo con ottine performance di crescita, ma fortemente indebitato, che fa gola investitori importanti che vedono scommettono su un futuro luminoso dell’agroalimentare d’eccellenza.

Il gruppo leader nel mondo del cotto,  è controllato dalla famiglia di Albinea  tramite le holding lussemburghesi Elle Effe Sa  e Agri-Foods Investments Sa, ma su di esso ha messo gli occhi il gruppo Italmobiliare  che fa capo alla famiglia Pesenti e che dopo l’uscita da Italcementi si ritrova con 700 milioni da investire in gruppi italiani.

Ferrarinidà lavoro a oltre 1.000 persone(700 in Italia e 300 all’estero) e vanta una forte presenza sia sul mercato nazionale (con 300 mila punti vendita) sia oltre confine, grazie a 10 mila negozi, 6.000 ristoranti e 10 sedi commerciali che consentono di presidiare Spagna, Svizzera, Inghilterra, Giappone, Hong Kong e Sudest asiatico.

Nel 2017 i ricavi sono balzati a 335 milioni e l’Ebitda è salito a 29,5 milioni.

“Insomma – scrive Affari Italiani –  il business non ha particolari problemi, anzi, tanto che Lisa Ferrarini, consigliere delegato del gruppo (e vicepresidente di Confindustria per l’Europa, tuttora in carica), ha potuto spingere sulla leva dell’innovazione investendo ogni anno il 5% del fatturato”.

Lisa Ferrarini

Il tallone d’Achille è la finanza: per sostenere una crescita impetuosa, il debito è salito a 250 milioni di euro, di cui 112 in capo alla società operativa: 30 milioni i prestiti concessi da Unicredit, altrettanti quelli di Veneto Banca (le cui passività sono poi state girate a Sga, bad bank del ministero dell’Economia), una una ventina di Intesa Sanpaolo, una decina di Banco Bpm (San Geminiano san Prospero). Altri crediti sono vantati da Carisbo, Credit Agricole Cariparma e Banca del Mezzogiorno.

“Da notare anche che dei 138 milioni circa di debito che gravano su altre società del gruppo, un centinaio sarebbe stato concesso sempre da Veneto Banca e poi finito in pancia a Sga, che è dunque il principale creditore del gruppo. Finanziamenti che sarebbero almeno in parte riconducibili a operazioni “baciate” (ossia concessi in cambio di sottoscrizione di titoli dell’istituto emittente) della stessa Veneto Banca, di cui il gruppo emilianoera uno dei cento debitori più importanti.

Italmlobiliare dovrebbe acquisire il 90% del gruppo, a conclusione di una due diligence che viene data per imminente.

Ma è proprio da Sga, impegnata nel recupero dei crediti deteriorati e delle passività girategli da BpVi e Veneto Banca, e dagli altri creditori dovranno passare Italmobiliare e il fondo QuattroR, nato con l’intenzione di entrare nel capitale di gruppi italiani di medie dimensioni, con marchi forti e riconoscibili ma colpiti da squilibri finanziari o patrimoniali: è il caso di Fagioli, di cui QuattroR ha rilavato il 48% lo scorso dicembre, con opzioni per salire al 90%,  per  ottenere il via libera all’ingresso in maggioranza nel gruppo Ferrarini.

Si parla di un aumento di capitale sottoscritto pariteticamente da Italmobiliare e QuattroR per un investimento complessivo di cento milioni destinato a ridurre l’indebitamento.

 

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *