“Il nemico era come noi”: soldati austriaci prigionieri
a Scandiano, rievocazione con Martino d’Asburgo

20/6/2018 – “Il nemico era come noi”. Questa frase venne pronunciata da uno degli ultimi reduci della Grande Guerra in risposta alla domanda del conduttore di una trasmissione televisiva che gli chiedeva com’era il nemico. Una frase talmente bella e densa di significati che è stata scelta per dare il titolo all’evento, in occasione del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, che si terrà a Scandiano venerdì 22 giugno 2018.

Scandiano, nel periodo immediatamente precedente allo scoppio del conflitto, ha vissuto vicende del tutto singolari. Era amministrato da una delle pochissime giunte che da subito si erano schierate su posizioni interventiste, quando i grandi partiti di massa, quello socialista e quello cattolico, facevano del neutralismo la loro bandiera. E durante la guerra furono molti gli scandianesi che si guadagnarono fama, non solo a livello locale.

Martino d’Asburgo

Inoltre a Scandiano, presso la Rocca dei Boiardo, all’epoca proprietà dell’Accademia Militare di Modena, venne allestito il più grande campo di prigionia per soldati austro-ungarici della Regione. Il numero di prigionieri arrivò a toccare quasi le duemila unità.

I prigionieri furono trattati con grande umanità da chi gestiva il campo di prigionia e dalla stessa popolazione locale. Gli “austriaci” furono adibiti a lavori di utilità per il territorio e alcune delle strade che ancora oggi vengono quotidianamente percorse furono costruite da loro.

Alcuni di questi prigionieri, tra i quali dei trentini di lingua italiana, hanno lasciato dei diari nei quali viene riconosciuto il buon trattamento ricevuto.

In occasione del centenario della fine della grande Guerra, l’associazione Scandiano e Identità, la Pro Loco e il Comune hanno organizzato un corposo programma di iniziative che raggiunge il culmine venerdì 22 giugno. In quella giornata si terrà un evento tra i più originali di questo anno di celebrazioni. Non si ricorderanno vincitori e vinti, perché da quella guerra uscirono tutti sconfitti, in primo luogo l’Europa, che a causa della Prima Guerra Mondiale perse il suo ruolo guida nel mondo. Si ricorderanno invece i nemici di ieri che oggi, in una logica di pace e concordia europea, sono diventati amici e compagni nel difficile viaggio verso un’unità che non sia solo tecnica e burocratica, bensì realmente basata su valori condivisi.

Prigionieri austriaci a Scandiano

L’evento vedrà la presenza. Martino d’Austria-Este, arciduca d’Asburgo, nipote dell’ultimo imperatore d’Austria-Ungheria il beato Carlo I, di Wolfgang Spadinger, Console d’Austria a Milano e di una rappresentanza di Schuetzen del Trentino. Martino d’Asburgo è anche il quarto nella linea di successione al granducato di Modena e Reggio. 

La giornata si articolerà in diversi momenti:

alle ore 16 gli ospiti, accompagnati dal Sindaco di Scandiano Alessio Mammi, visiteranno la Rocca dei Bojardo, campo di prigionia dei soldati austriaci.

A seguire, intorno alle 17,30, gli Schuetzen, capitanati da Enzo Cestari, Presidente della Federazione delle Compagnie del Welstirol (Trentino), deporranno una corona di fiori nel piazzale antistante la Rocca e rivolgeranno un ringraziamento alla comunità di Scandiano, rappresentata dal Sindaco, per l’umanità con la quale i loro “vecchi” furono trattati.

Una cartolina da Scandiano, mandata a causa da prigioniero austro-ungarico

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