Gruppo Ferrarini, crisi di liquidità: stipendi in ritardo da marzo

di Pierluigi Ghiggini

28/6/2018 – Una pesante crisi di liquidità investe il gruppo reggiano Ferrarini (leader nazionale nel settore del prosciutto cotto) che controlla anche i salumifici Vismara.
I dipendenti, oltre mille persone, non ricevono lo stipendio da marzo, e nel corso di un incontro l’amministrato delegato Lisa Ferrarini – che è anche vicepresidente di Confindustria con delega all’Europa – ha chiarito che difficilmente i pagamenti riprenderanno prima di agosto.

Lisa Ferrarini

Si dovrebbe parlare di situazione drammatica, se non fosse che la exit strategy della famiglia Ferrarini prevede la cessione sino al 90% del gruppo in quote paritetiche alla Italmobiliare di Pesenti e al fondo di soccorso temporaneo QuattroR generato dalla Cassa Depositi e Prestiti. L’operazione, per la quale l’accordo sembra concluso, comprende una robusta ricapitalizzazione per riportare il gruppo (fortemente cresciuto negli ultimi anni) in linea di galleggiamento a livello finanziario. Tuttavia i tempi tecnici sono quelli che sono: oltre alla due diligence sui conti e il patrimonio, gli acquirenti dovranno ottenere il via libera da Sga, la bad bank del ministero dell’Economia che detiene oltre cento milioni di crediti (si parla di 130) vantati da Veneto Banca nei confronti del gruppo Ferrarini, tra i primi cento debitori dell’istituto fallito.

Villa Ferrarini a Rivaltella

La vicenda ora è arrivata in Regione con un’interrogazione dei consiglieri leghisti Gabriele Delmonte e Fabio Rainieri, i quali chiedono alla Giunta Bonaccini di intervenire per «salvaguardare l’integrità del Gruppo Ferrarini e i 3 mila 500 lavoratori che, complessivamente, lavorano direttanente e indirettamente per la società agroalimentare reggiana», con un indotto che da solo vale, tra Lombardia e Emilia-Romagna oltre 2 mila 500 posti di lavoro».
I consiglieri verdi ricordano che «nonostante un forte incremento dei ricavi registrato nell’anno 2017, a causa di un’imponente pregressa esposizione debitoria nei confronti di diversi istituti di credito», il gruppo “versa in una grave crisi finanziaria che ha già prodotto ritardi nei pagamenti delle retribuzioni dei dipendenti». Per questo, aggiungono , è in corso una trattativa ufficiale per l’acquisto della maggioranza azionaria della proprietà da parte dei fondi di investimento Italimmobiliare e QuattroR.


Tuttavia, si tratta di un’operazione che «molto di frequente comporta rischi per l’integrità delle realtà aziendali e, di conseguenza – potrebbe provocare la riduzione dei livelli occupazionali. Un’eventualità che occorre assolutamente scongiurare e contro la quale occorre l’impegno e la massima attenzione della Regione».
Il forte ricorso alla leva del credito per sostenere l’espansione del gruppo e l’innovazione (secodo affaritaliani.it Lisa Ferrarini ha investito ogni anno il 5% del fatturato) ha propiziato un’exploit dei ricavi, balzati a 335 milioni nel 2017, con l’Ebita salit a 29,5 milioni. Ma al tempo stesso ha generato una pericolosa situazione di squilibrio finanziario alla quale la famiglia di Albinea tenta di mettere rimedio con la cessione a Pesenti e al fondo QuattroR.
Attualmente i fratelli Ferrarini controllano il gruppo tramite le holding lussemburghesi Elle Effe Sa e Agri-Foods Investment Sa

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