Don Ranza, lacrime durante la Messa
Via dalla parrocchia di S. Francesco, “vado a Caracas”

11/6/2018 – Tutti hanno visto le lacrime che rigavano il volto di don Franco Ranza, domenica mattina, alla messa di San Nicolò, quando ha salutato i suoi parrocchiani al “segno di pace”. Poco prima il parroco “sparrocchiato” di San Francesco e San Nicolò, che ha compiuto 71 anni, aveva comunicato ai fedeli che il vescovo Camisasca lo aveva sollevato dall’incarico appena 48 ore dopo la sua lettera di dimissioni. Dimissioni presentate per essersi rifiutato di firmare, come voluto invece dalla Curia, una pratica “Mude” finalizzata a ottenere dalla Regione il contributo per i restauri di San Nicolò.

Don Franco Ranza in canonica, con una copia del suo libro “Trenta denari? No Grazioe”

Ciò spiega anche l’insolita rapidità con cui monsignor Camisasca ha tolto di mezzo dopo vent’anni di pastorale il “don” di San Francesco, uno dei preti più conosciuti di Reggio – con tanti amici e anche tanti nemici, soprattutto nel mondo politico – e ha nominato all’istante un nuovo amministratore parrocchiale, ha inglobato San Francesco-San Nicolò nell’unità pastorale di San Pietro e San Giacomo, e infine ha nominato nuovo parroco il sacerdote di San Giacomo don Maurizio Pirola.

Don Ranza ha spiegato di aver chiesto di restare come collaboratore del parroco, ma la proposta è stata respinta. Il salesiano da parte sua ha respinto la proposta di un ruolo in Cattedrale come canonico.

Ai fedeli, domenica mattina, ha annunciato che è sua intenzione compiere un breve viaggio a Caracas, alla casa salesiana della capitale del Venezuela, per verificare di persona la possibilità di tornare missionario nella terra dove da giovane prete trascorse diversi anni tra i poveri, prima di rientrare in Italia. Ma non è escluso nemmeno un trasferimento a Brescia o a Roma.

Al momento tutte le opzioni sono aperte: è chiusa definitivamente, a quanto sembra, la “porta” di San Francesco. Don Ranza potrà restare in canonica sino a settembre. In ogni modo, i parrocchiani non l’hanno presa per niente bene: hanno deciso di scrivere lettere al vescovo per rappresentare il lavoro svolto in 20 anni da don Ranza nella parrocchia del centro di Reggio.

(p.l.g)

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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    12/06/2018 alle 17:02

    SOLIDARIETA’! Sono dispiaciuto per il trattamento, inverosimile, riservato a Don Franco Ranza. Mi rendo disponibile ad organizzare pubblicamente la solidarietà a Don Ranza evidenziando, nel contempo, la più sentita protesta per l’ingiustificato provvedimento censorio!

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