Censimento dei rom?
La prima a farlo è stata la “sinistra” Emilia-Romagna

19/6/2018 – “La querelle relativa alla legittimità di un censimento per Rom e Sinti non ha ragione di esistere, se non al fine di una mera strumentalizzazione politica, fra l’altro mal orchestrata, dalla sinistra contro il Segretario federale della Lega Nord, nonché ministro degli Interni, Matteo Salvini: forse nel quartier generale di Via del Nazareno non sono stati informati che la “rossa” Emilia-Romagna, feudo del Partito Democratico, sta già monitorando da anni la popolazione di Rom e Sinti sul territorio regionale, in virtù proprio di una sua Legge, la numero 11 del 16 luglio 2015”.

Il Gruppo Lega Nord in Regione svela che da anni la Regione Emilia Romagna, governata dalla sinistra, tiene sotto costante monitoraggio (di fatto un censimento) la popolazione rom, sinti e nomade nel territorio. altro che Salvini: la strada del censimento è stata spianata proprio da quello che gridano al razzismo e paragonano il ministro dell’Interno a Hitler  coglie anche l’occasione della polemica divampata contro il ministro Salvini.

la Lega non solo rende pan per focaccia, ma chiede aconto alla Giunta dell’assemblea legislativa regionale dei dati emersi dal monitoraggio in essere sulle comunità di Sinti e Rom stanziati sul territorio.

Il Gruppo del Carroccio ha infatti depositato oggi un’interrogazione, primo firmatario Daniele Marchetti, nella quale chiede alla Giunta di viale Aldo Moro “quali siano i dati raccolti dal sistema informativo previsto dalla Strategia regionale per l’inclusione di Rom e Sinti”.

Insorgono con uan dichiarazione congiunta  i consiglieri del Carroccio Alan Fabbri (capogruppo), Fabio Rainieri (vice-presidente Assemblea legislativa), Gabriele Delmonte, Matteo Rancan, Marco Pettazzoni, Andrea Liverani, Massimiliano Pompignoli e Stefano Bargi.

“Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha annunciato che il Viminale sta elaborando un dossier sulla popolazione Rom presente nel nostro Paese, immediate le critiche e strumentalizzazioni divampate, come al solito a orologeria, dalla Sinistra. Ebbene, forse qualcuno all’interno del Partito Democratico ha la memoria corta, oppure Martina e soci sono talmente allo sbando da non sapere che “il monitoraggio di Rom e Sinti è realtà dal 2015, in Emilia-Romagna”. spiegano i consigliere leghisti.

Con la Legge regionale 16 luglio 2015 n.11, la nostra Regione si è posta l’obiettivo di superare “le aree di sosta dei nomadi presenti sul nostro territorio”. E lo ha fatto elaborando una “Strategia regionale per l’inclusione di Rom e Sinti”, attuata col supporto di uno specifico sistema informativo “capace di restituire costantemente una fotografia aggiornata degli insediamenti presenti in regione e di alcuni elementi qualitativi che, a loro volta, possano fornire spunti per una valutazione del cambiamento nel grado di integrazione di queste due comunità (scolarizzazione, lavoro, salute, ecc.)”.

“Poiché tale Legge regionale prevede, attraverso la clausola valutativa (art.7, c.1), che l’Assemblea “attui un controllo triennale sui risultati raccolti” e che “la Giunta presenti una relazione contenente l’attività realizzata, i soggetti coinvolti e gli effetti prodotti” siamo dunque a chiedere, a tre anni dall’inizio del monitoraggio su Rom e Sinti, quali siano, ad oggi, i dati emersi” chiosa il documento del Carroccio.

Già nel luglio 2014. come ricorda un articolo di Michele Arnese rilanciato da Dagospia,  il sito della Regione pubblicava un Rapporto sulla popolazione sinti e rom in Emilia Romagna, basato sulle risposte di 331 comuni (su 348 interessati) a un questionario. Secondo quel rapporto, all’epoca nel territorio vivevano 2 mila 745 persone  in 129 tra campi e aree attrezzate,  le popolazioni erano “sempre più stanziali”.

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Una risposta a 1

  1. giosuè Rispondi

    19/06/2018 alle 17:52

    Ritengo sia giusto che i rom e gli zingari in generale vengano seguiti ed anche , in qualche caso, controllati, perché una parte del degrado del Paese e molti furti sono causa loro.
    Salvini però deve imparare a fare anche in silenzio e strombazzare meno. E’ un ministro e non un contestatore!

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