Ricordato il martirio di don Terenziani, ucciso da killer partigiani
Ancora una volta l’amministrazione di Scandiano ha disertato

29/4/2018 – Questa mattina, come ogni 29 aprile da alcuni anni a questa parte, una delegazione di cittadini e di esponenti del centro destra, ha commemorato davanti al cimitero di San Ruffino il martirio di don Carlo Tenziani, il sacerdote scandianese assassinato il 29 aprile 1945 da killer partigiani. Anche allora come oggi era una domenica mattina – afferma Elena Diacci, consigliera di Forza Italia a Scandiano – “3 anche quest’anno l’amministrazione comunale ha ostentatamente ignorato l’anniversario del martirio”. Erano presenti alla cerimonia numerose persone della zona che avevano conosciuto direttamente don Terenziani, o aveva appreso dai genitori la storia del Prevosto di Ventoso al quale si deve la costruzione della chiesa e dell’asilo parrocchiale.

“Ancora una volta è mancata l’amministrazione comunale di Scandiano guidata dal Sindaco Alessio Mammi – scrive Diacci – Le attribuzioni di responsabilità filo-fasciste a Don Carlo Terenziani, secondo la storiografia di destra partono da eventi falsati e ricosruiti con ritardo di anni, volti solo a screditare il prete che era stato in passato cappellano militare durante il fascismo sino al settembre 1943. 

Anche Romano Prodi in uno dei saggi di Giampaolo Pansa parla dell’evento come testimone oculare insieme alla sorella: l’assassinio era avvenuto la mattina in cui era stato accompagnato a messa a San Ruffino dove viveva la famiglia Prodi”.

L’uccisione di don Tenziani fu un delitto senza giustificazione se non quello di un odio anticlericale che inseguiva da tempo il sacerdote, che infatti fu fucilato senza neppure la parvenza di un processo farsa. Sarebbe interessante sapere se qualcuno, e chi, firmò una condanna a morte postuma. Resta il fatto che la reticenza dell’amministrazione locale,
delle altre istituzioni e dell’Anpi è inqualificabile.

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