Nuova bufera sulla Food Valley
Il ministero sospende l’istituto guidato da Franceschini che certifica il Prosciutto di Parma

di Gabriele Corsi

21/4/2018 – Nuova bufera sulla Food Valley: con un decreto di pochi giorni fa, il Ministero delle politiche agricole ha sospeso per sei mesi le autorizzazioni in base alle quali l’Istituto Parma Qualità (presidente il produttore correggese Ugo Franceschini) espleta le funzioni di controllo sulle produzioni dop Prosciutto di Parma, prosciutto di Modena, Culatello di Zibello e Salame di Varzi.
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Provvedimento analogo è stato assunto nei confronti di Ifcq Certificazioni, che certifica fra l’altro il Prosciutto San Daniele, Mortadella Bologna Igp, Cotechino Modena Igp, Zampone Modena Igp e numerosi altri prodotti (formaggi e salumi) Dop e Igp.
In pratica è un commissariamento a tempo degli istituti incaricati della certificazione di qualità, che avranno tempo sei mesi per apportare le riforme interne disposte dal ministero e che saranno sottoposti «a visite ispettive e affiancamenti, anche senza preavviso» al fine di verificare la realizzazione delle «misure correttive» previste dal decreto.
Una decisione che arriva poche settimane dopo l’inchiesta dei Nas per frode in commercio – provocata dai controlli del Consorzio – a seguito dell’uso irregolare delle fustelle di punzonatura delle forme di Parmigiano Reggiano, che sarebbe avvenuto al caseificio La Rocchetta di Suzzara; inchiesta che ha portato all’autosospensione di Palo Carra dalla presidenza di Coldiretti Mantova, e di Vanni Binacchi (noto allevatore luzzarese, vice del Rocchetta) dal cda del Consorzio Parmigiano Reggiano.
La sospensione Per l’Istituto Qualità Parma (con il congelamento degli organi dirigenti) scatterà il prossimo 1° maggio. Disposta dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi, sarebbe conseguenza di una presunta maxi-frode scoperta dopo un anno di indagini coordinate dalla Procura di Torino, che in gennaio ha ordinato il sequestro di migliaia di cosce di maiale della razza Duroc danese, destinate a finire nel circuito del prosciutto Parma-San Daniele.
I disciplinari consentono solo l’impiego di cosce di Duroc italiano. Gli allevatori coinvolti sono stati centinaia tra Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, e costituiscono la stragrande maggioranza dei produttori del circuito dei
prosciutti Dop.
Secondo un avvocato dei produttori, «era il mercato che imponeva agli imprenditori di allevare il Duroc danese. Il prodotto era più apprezzato: carne più magra e meno scarto. Veniva pagato meglio. Tutti sapevano tutto, ma ora a pagare sono soltanto loro».
Tutto è cominciato con l’importazione di maiali maschi Duroc dalla Danimarca per l’inseminazione, animali che crescono rapidamente e con meno mangime. Inizialmente i Duroc danesi e quelli italiani venivano allevati separatamente, poi i circuiti si sono mischiati. Tuttavia il prosciutto di Parma (e il San Daniele) richiedono che l’inseminazione sia fatta dal Duroc italiano, che ha una maggior quantità di grasso, che consente di stagionare le cosce per molti mesi utilizzando
come conservante solamente il sale.
Da qui raffiche di denunce per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio, falso, contraffazione dei marchi e truffa ai danni dell’Unione europea. e a cascata la bufera si è abbattuta sui due enti di certificazione, coinvolgendo inevitabilmente i vertici dell’Istituto Parma Qualità, dove siede il gotha del mondo del Prosciutto di Parma. Le cui stagionature avvengono a Langhirano, ma il suino pesante tipico arriva soprattutto dagli allevamenti reggiani.
Il presidente dell’Ipq è il dottor Ugo Franceschini, noto veterinario e produttore di Correggio. Franceschini stato il candidato Coldiretti alla presidenza della Bonifica Emilia Centrale: le elezioni, vinte di stretta misura da Franceschini, erano state annullate a seguito di irregolarità
nelle operazioni di voto.

Vicepresidente Vicario è un grosso nome del Parma Dop come Giorgio Tanara, l’altro vicepresidente è Nicola Seresini. Nel direttivo che sarà “sospeso” dal primo maggio, siedono anche Lorenzo Boschi, Cesare Fumagalli, Stefano Gennari, Stefano Pelizziari, Tommaso Brindani Davide Calderone, Marco Martelli. Giuseppe Varazzani, Andrea Cavazzuti, Luca Dordoni, Mirco Carbognani e Stefano Salvarani.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

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