Iren si allarga a Spezia: perfezionata oggi l’acquisizione del gruppo Acam

11/4/2019 – Da oggi il gruppo Acam della Spezia è inglobato nel gruppo Iren. Lo ha reso noto nelprimo pomeriggio la multiutility (Torino-Genova-Parma-Reggio) con un comunicato emesso da via Nubi di Magellano a Reggio, sede legale del gruppo.

“In data odierna – si legge nel comunicato – si è perfezionata l’operazione di aggregazione tra IREN e il Gruppo ACAM avviata nel maggio 2017 con la presentazione dell’offerta da parte di IREN nell’ambito della procedura trasparente promossa da ACAM, e la contestuale deliberazione da parte del Consiglio di Amministrazione della Società di un aumento di capitale a pagamento riservato ai soci di ACAM che avessero assunto l’impegno di cedere in favore della Società la propria intera partecipazione detenuta in ACAM.

iren-bollaA seguito dell’avveramento di tutte le condizioni sospensive dedotte nell’Accordo di Investimento, tra cui il necessario nulla osta da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’operazione di aggregazione è stata realizzata in data odierna attraverso, tra l’altro l’acquisizione da parte di IREN del totale del capitale sociale di ACAM detenuto da 32 soggetti pubblici, ad esclusione di n. 4 azioni, detenute dal Comune di Pontremoli, pari a 0,00014% del capitale sociale della medesima, a fronte di un corrispettivo complessivo pari a Euro 59.000.274,29 e  la contestuale sottoscrizione da parte di 27 soci di ACAM di complessive n. 24.705.700 nuove azioni ordinarie di “IREN S.p.A.” nell’ambito dell’Aumento di Capitale Riservato, per un controvalore complessivo pari a Euro 52.623.141,00 (inclusivo di sovrapprezzo).

Il prezzo di sottoscrizione di ciascuna azione ordinaria “IREN S.p.A.” di nuova emissione è di Euro 2,13, di cui Euro 1,00 da imputare a capitale sociale ed Euro 1,13 a titolo di sovrapprezzo. Come anticipato, la Società ha proceduto a compensare il prezzo di sottoscrizione per le azioni di nuova emissione dovuto dai soci di ACAM sottoscrittori con il prezzo di compravendita del capitale sociale di ACAM dovuto da IREN, mentre il prezzo residuo dovuto dalla Società ai soci di ACAM venditori e non sottoscrittori, pari complessivamente a Euro 6.377.097,15, è stato corrisposto tramite pagamento in danaro”.

I soci di ACAM che hanno sottoscritto l’aumento di capitale “hanno contestualmente aderito al patto parasociale in essere fra i soggetti pubblici soci di IREN, apportando al sindacato di voto e di blocco ivi disciplinato tutte le azioni IREN di nuova emissione dagli stessi sottoscritte nell’ambito dell’aumento di capitale (fatta eccezione per un solo socio che ha assunto un distinto impegno di non trasferimento delle azioni sottoscritte).

Il patto parasociale scadrà a maggio del 2019, rinnovandosi tacitamente per due anni, salvo disdetta.

Sempre oggi  ACAM, Acam Acque S.p.A. e Acam Ambiente S.p.A. hanno provveduto a rimborsare integralmente le esposizioni debitorie, pari a Euro 130.326.104,21, in essere nei confronti dei relativi istituti finanziatori ai sensi dell’accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis e ss. L.F. sottoscritto in data 12 luglio 2013 dalle società del Gruppo ACAM e omologato dal Tribunale di La Spezia in data 19 luglio 2013, come integrato in data 15 aprile 2016.

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Una risposta a 1

  1. sindacale Rispondi

    14/04/2018 alle 16:45

    E” vero, i soldi accumulati per la gestione post operativa della discarica di Poiatica devono essere spesi per fare quella cosa. Lo prevede la legge e non il parere dei signori Mola, SC e Michele Lombardi. La discarica è quel luogo circoscritto in cui l”IREN ha seppellito i rifiuti come richiesto da comuni, provincia e regione. Il post mortem riguarda la gestione futura (per i prossimi 30 anni?) di quel luogo che è ben delimitato e se non ho capito male non comprende anche tutto quello che ci sta intorno cioè il buco dove l”IREN non ha messo nulla e che per riempirlo e metterlo al sicuro da acqua e frane gli si sta chiedendo i soldi. Se quel buco fosse da considerare area di discarica la legge imporrebbe il trattamento post mortem e la discussione sarebbe già finita lì. Se la discussione continua è perché i comuni stanno chiedendo all”IREN di mettere mano al portafogli per chiudere un buco che loro hanno fatto e mangiandosi le dita anni dopo rincorrendo i voti dei comitati ecc. Tutti sanno che la discarica è chiusa dal 2015. Solo la Regione può decidere di riaprire Poiatica e decidere che l”appennino dia ancora nonostante abbia già dato. Il sig. Lombardi dice che IREN è ancora a maggioranza pubblica, quindi i comuni sono i suoi padroni che in questo caso stanno chiedendo soldi (pubblici?) per tappare un buco in una vecchia cava d”argilla. Bella roba. (G.R.)

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