Frode fiscale, sequestrati 15 milioni
a imprenditore di Castelnovo Sotto

27/4/2018 – Il Nucleo di polizia economico finanziaria delle Fiamme Gialle di Modena hanno sequestrato beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie (intestati anche a terze persone) per 15 milioni di euro, riconducibili all’imprenditore Maurizio Foroni di Castelnovo Sotto, di 49 anni che ha interessi anche nel modenese. A ordinare il sequestro in base al codice antimafia è stato Gip della Ghirlandina su disposizione del sostituto procuratore Valentina Salvi. I beni aggrediti, tra cui una prestigiosa villa al mare in Toscana e un residence immobiliari, sono in provincia di Reggio Emilia, Parma, Lucca (Versilia) e Sondrio. Sotto sequestro anche polizze assicurative, conti correnti, autovetture ritenute frutto di guoadagni illecitamente accumulati nel tempo.

Le indagini, svolte anche con l’aiuto del Scico, il servizio della Guardia di Finanza specializzato nella criminalità organizzata, hanno evidenziato “una reiterata propensione a delinquere” dell’imprenditore , definito “grande evasore” e con numerosi procedimenti penali in corso presso diverse procure italiane. Tra questi, l’operazione “Plafond” a Modena che avevà già portato al sequestro di 10 milioni a carico di Foroni quale presunto promotore di una maxi frode Iva.

In questa nuova operazione, denominata Game Overs, le indagini patrimoniali avrebbero evidenziato una palese sproporzione tra i redditi dichiarati negli anni e la consistenza patrimoniale degli immobili intestati a prestanomi o a società-schermo.

Nell’operazione “Plafond” coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena la frode dell’Iva era sul rilascio di false dichiarazioni d’intento che, tra le altre, coinvolgeva anche una società di Carpi esercente l’attività di fabbricazione di computer e unità periferiche. L’inchiesta aveva portato a sei misure di custodia cautelare nei confronti di sei responsabili, tra i quali Foroni, oltre al sequestro di beni, come detto, per oltre 10 milioni di euro e alla scoperta di una specie di bunker utilizzato per nascondere la documentazione ritenuta più “scottante” e per depositare le somme provenienti dalle attività illecita. Nascosta dietro una libreria a muro che scorreva su binari tramite un motorino elettrico, fu trovata una stanza segreta dove erano costuditi 104.988,56 euro in contanti (suddivisi in mazzette da 50 e 100 euro), numerosi timbri riconducibili alle decine di società coinvolte nel meccanismo fraudolento delle fatture false, nonché documentazione ritenuta di notevole interesse tra cui gli organigrammi delle società riconducibili all’organizzazione, dei soggetti coinvolti e del ruolo di ciascuno di essi.

Nella nuova inchiesta Game Over – sottolinea la guardia di finanza – “la sproporzione tra i redditi dichiarati al fisco e l’elevato tenore di vita, unita,  alla ricostruita pericolosità sociale  emergente dai gravi e reiterati illeciti economico-finanziari (fiscali, societari e fallimentari) realizzati in modo “professionale“, ha permesso di aggredire un patrimonio illecitamente accumulato nel tempo costituito da polizze assicurative, conti correnti, autovetture, beni mobili ed immobili, tra i quali una villa di pregio con parco sita in una rinomata località balneare toscana del valore di oltre due milioni di euro ed un residence immobiliare nella provincia nelle provincie di Reggio Emilia, Parma, Lucca, e Sondrio intestati a svariate società (mero schermo) e persone fisiche (prestanomi) tutti riconducibili al proposto che, pertanto, tramite l’intestazione fittizia ha potuto liberamente godere di un ingente patrimonio”.

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