Ex-Reggiane, cementato il cancello della città dei clandestini

di Federica Prati
7/47/2018 – Cancelli chiusi alla città dei clandestini: l’ingresso storico di via Agosti alle ex-Reggiano è stato blindato con lucchetti e cemento per evitare l’ingresso di altri abusivi e clandestini.
Partono due ordinanze dal sindaco Vecchi per sistemare il buco nero del quartiere Santa Croce, ma l’approccio del Comune al disastro delle ex Reggiane è “soft” e aperto all’accoglienza per gli abitanti della città nella città.

Il cancello di via Agosti chiuso e cementato

Il cancello di via Agosti chiuso e cementato


Resteranno infatti aperte, per gli addetti ai lavori, le entrate dal Tecnopolo e di via dell’Areonautica (ex via Vertoiba), che saranno interdette nelle ore notturne. A pattugliare la zona, la presenza pressoché costante della Polizia Municipale e delle forze dell’ordine.
Dopo la scelta di bonificare l’area da parte del comitato
Ordine e sicurezza pubblica – presieduto dal prefetto Maria Forte – gli accessi agli immobili sono stati sbarrati al fine di evitare altre orde di occupanti oltre a quelli già presenti. Dove finiranno le centinaia di senzatetto
(ufficialmente una novantina, anche se la sensazione è che ce ne siano molti di più) che ora abitano i capannoni dismessi? Si potrebbe optare per un rimpatrio, tuttavia l’amministrazione ha avanzato l’ipotesi accoglienza, resa sempre più concreta dalle dichiarazioni del primo cittadino che spingono verso un percorso con il terzo settore, ovvero
con onlus, realtà di tipo ecclesiale e cooperative sociali.
Gli emarginati ora residenti nel ghetto faranno un «percorso con il mondo del terzo settore – dichiara Vecchi – troveremo gradualmente una sistemazione dignitosa alle persone lì residenti». Una sistemazione da persone regolari, pertanto, per stranieri che – almeno al momento – regolari non sono affatto: totalmente privi di permessi di soggiorno, hanno vissuto per dieci anni in una città del crimine nell’indifferenza delle istituzioni.
«Quando tre anni e mezzo fa abbiamo iniziato con i progetti di riqualificazione delle Reggiane la situazione di degrado
presente non era inferiore a quella attuale – prosegue il primo cittadino – se non ci fossero stati tutti questi investimenti sarebbe stata anche peggiore».
Eppure sono svariati anni che gli stabili versano nel degrado più assoluto, che non ha accennato a diminuire dopo il primo stralcio di lavori e la riqualificazione del Tecnopolo. «Il piano non prevede sgomberi, ma un percorso condiviso con i senzatetto», conferma l’assessore Daniele Marchi. Resta quindi da risolvere la questione dei rifiuti: i fabbricati sono colmi dei detriti e dell’immondizia accumulati negli anni.
«E’ insorto, in maniera preponderante, un problema di accumulo rilevante di rifiuti all’interno di alcuni dei capannoni abbandonati e ciò rende necessario un intervento di pulizia. Si presenta necessaria altresì la demolizione o chiusura dei manufatti più precari e pericolosi che oggi vengono utilizzati come riparo», rende noto il Comune.
Giova ricordare, tuttavia, che lo scorso anno – visto l’aggravarsi delle condizioni del complesso – l’Amministrazione comunale aveva già chiesto e ottenuto lo svolgimento di un Comitato per l’ordine e la sicurezza assieme
alla Prefettura e alle forze dell’ordine, al quale ha fatto seguito quello dello scorso 28 marzo. Nel 2017, quindi, la situazione era già insostenibile, eppure si agisce solo ora.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

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