Costa caro alla Manodori il salvataggio delle banche venete: patrimonio in diminuzione
Avanzo di bilancio a 3,8 mln

24/4/2018 – Il Consiglio Generale della Fondazione Manodori ha approvato il bilancio d’esercizio. L’ente chiude con un avanzo di 3,8 milioni di euro, con  un incremento di circa 3 milioni rispetto al deludente risultato scorso anno.

PATRIMONIO

Il patrimonio della Fondazione ammonta oggi a 139 milioni di euro, con un decremento  legato alla svalutazione del Fondo Atlante per il salvataggio delle banche venete,  ed alla parziale adesione all’aumento di capitale UniCredit del 2017. L’entità della svalutazione non è precisata, anche se la Manodori avrebbe il dovere della massima trasparenza (si tratta di un patrimonio dei cittadini reggiani), ma dev’essere comunque pesante, se è vero che “la riserva da rivalutazione utilizzata per il Fondo Atlante verrà ripristinata a partire dal prossimo anno tramite un apposito programma di accantonamento, come indicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze”.

Gianni Borghi

Gianni Borghi

Prosegue il percorso di diversificazione del patrimonio, con la riduzione della partecipazione in UniCredit e l’acquisto di nuovi strumenti finanziari. Confermati gli investimenti in Cassa Depositi e Prestiti, Banca d’Italia, Iren, Banco Bpm e in realtà locali, come ParCo, Studio Alfa, Crpa, Ifoa.

Palazzo Del Monte, sede della Fondazione Manodori

Palazzo Del Monte, sede della Fondazione Manodori

EROGAZIONI

La gestione della Fondazione Manodori ha permesso di continuare ad erogare risorse al territorio, utilizzando il fondo per le erogazioni e parte del fondo di stabilizzazione.

Confermate quindi le erogazioni per un totale di oltre 3 milioni di euro, assicurando il sostegno a numerose realtà che operano nel welfare, nella scuola, nella sanità, nella cultura.

BENI IMMOBILI

La Fondazione Manodori è proprietaria di alcuni beni immobili, confluiti nel patrimonio a seguito delle trasformazioni dell’ente e di acquisti per mantenere palazzi di grande valore storico e culturale a disposizione delle comunità reggiana.

Nel 2017 si è avviato, e si è concluso in questi giorni, l’iter per l’affitto di alcune parti di Palazzo del Monte, sede della Fondazione. Un altro complesso rinascimentale della Manodori, Palazzo da Mosto, in questo periodo è sede di mostre di Fotografia Europea.
Di recente il cda della Fondazione ha respinto la proposta d’affitto avanzata dall’Università di Modena e Reggio.

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3 risposte a Costa caro alla Manodori il salvataggio delle banche venete: patrimonio in diminuzione
Avanzo di bilancio a 3,8 mln

  1. RUDIMENTALE Rispondi

    24/04/2018 alle 12:36

    questa gente si mantiene dimore sontuose invece che affittarle ad enti in crisi di spazi. Buttano soldi dalla finestra per mantenere le loro relazioni con l’ambiente bancario. Tutti soldi nostri. Il comune la provincia la curia gli enti locali li rieleggono puntualmente. Sommo disprezzo per questi Michele Serra reggiani che invece che dare i soldi della fondazione ai poveri se li mangiano

  2. Elena Rispondi

    25/04/2018 alle 08:51

    Iren ha bisogno davvero di essere aiutata? Non i semplici cittadini alle prese con problemi enormi, quelli che c’ entrano, sono una razza a parte. Quelli non hanno santi in paradiso, nè caminetti e amici degli amici.

  3. paolo Rispondi

    27/04/2018 alle 08:54

    fotografia europea un flop totale ma si continua a finanziare questa castronata da 14 anni e non si finanziano talenti puri reggiani che sono costretti a emigrare. basta con questa ridicola esibizione di inutilita’ e spreco.

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