Catturato Favia Algenis, era latitante: uccise con un pugno l’ex pugile Marco Davoli

30/4/2018 – La Polizia di Stato, al termine delle indagini coordinate dal sostituto procuratore di Reggio Emilia  Valentina Salvi, ha localizzato ed arrestato Favia Algenis, 35 anni, dominicano con passaporto italiano, che si era reso latitante per sfuggire alla condanna per il reato di omicidio inflittagli dal Tribunale di Reggio Emilia per l’omicidio, preterintenzionale, dell’ex pugile Marco DAVOLI, che aveva 53 anni,
deceduto dopo 11 giorni di coma all’ospedale di Reggio Emilia, Davoli morì a causa delle conseguenze di un violento pugno sferratogli da Favia nel corso di un litigio.

L'incontro tra la madre di Marco Davoli e il questore Sbordone

L’incontro tra la madre di Marco Davoli e il questore Sbordone

La tragedia si era consumata il 9 settembre all’esterno del bar al numero 21 di via Emilia Ospizio, frequentato
abitualmente da Marco Davoli, che era dipendente della Predieri Metalli.

La vittima era in compagnia della madre di Algenis, di un’altra dominicana e di Algenis stesso. Questi al culmine di una lite lo aveva colpito alla testa, fuggendo poi  in bicicletta verso via Vecchi. Davoli, che aveva battuto la testa contro il cordolo del marciapiede, era spirato dopo undici giorni senza riprendere conoscenza.
L’aggressore era stato condannato in primo grado nel 2015, dal tribunale di Reggio Emilia, a otto anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. Nel 2016 la corte d’appello di Bologna aveva ridotto la pena a sei anni di carcere. Algenis era difeso dall’avvocato Burani, mentre l’avvocato Giovanni Tarquini rappresentava Davide Davoli, figlio dell’ucciso, e l’avvocato Giuseppe Pagliani la figlia più piccola, entrambi parti civili insieme alla madre Edmea Davoli, al fratello  Luca  e alla compagna Ramona Fernandez.

La pena a carico di Facio era diventata irrevocabile dal 9 giugno 2017. Da quel giorno, però, l’uomo si è reso irreperibile e, di fatto, latitante.
L’altro ieri, sabato 28 aprile la svolta. Gli investigatori della Squadra Mobile reggiana, ritenendo di avere individuato il latitante nella Provincia di Venezia, nel comune di Donà di Piave, partivano alla volta della laguna dove veniva raggiunti, anche, dai colleghi della Squadra Mobile di Venezia.
L’appostamento, prolungato, presso le abitazioni di due donne dominicane consentiva, alle 14 circa, di individuare e
bloccare il FAVIA. L’uomo veniva immediatamente arrestato e condotto in carcere a Venezia ove dovrà scontare la condanna
Nella mattinata odierna la madre del sig. Davoli è stata ricevuta dal Questore Sbordone , al quale la donna ha manifestato la riconoscenza per il lavoro svolto da Polizia di Stato e Procura della Repubblica.

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