Rolando Rivi e il miracolo della riconciliazione
A San Valentino, nel 73mo del martirio, la figlia dell’omicida chiede perdono per il padre

15/4/2018 – ” Il perdono che oggi avviene è il segno che Dio è presente, che sta in mezzo a noi così come stava in mezzo ai suoi discepoli. Egli agisce per l’intercessione di Rolando. Assieme a lui, qui voglio ricordare gli undici preti della nostra Chiesa uccisi fra il ’44 e il ’46. Essi, con il loro sacrificio e il loro sangue versato, partecipano di questo stesso evento di riconciliazione. La potenza vittoriosa di Dio ha riunito ciò che il male ha temporaneamente separato. Attraverso un’azione paziente e tenace, il Signore ha saputo farsi spazio nei cuori delle persone e arrivare a questo miracolo”. 

Il Beato Rolando Rivi, martire bambino

Il Beato Rolando Rivi, martire bambino

Queste le parole pronunciate dal vescovo di Reggio Massimo Camisasca, oggi pomeriggio, nella pieve di San Valentino di Castellarano, nella messa per il 73mo del martirio del Beato Rolando Rivi, il seminarista rapito a 14 anni da un commando di partigiani comunisti e ucciso “in odium fidei” dopo tre giorni di di prigionia e di sevizie in un bosco di Monchio di Modena, il 13 aprile 1945.
Una giornata speciale perchè 73 anni dopo, è avvenuto un incontro di riconciliazione, con la figlia di uno degli assassini che ha chiesto perdono per il padre ai parenti più prossimi del martire Bambino.
Ma una giornata speciale anche perchè, come annunciato dal vescovo nell’omelia, da oggi la pieve di San Valentino è ufficialmente intitolata dal  Beato Rolando Rivi, le cui reliquie sono costudite in una teca sotto l’altare maggiore. 
“Il Signore, principe della storia, è sempre attivo per sanare le ferite che Satana provoca nelle vite delle persone – ha detto il vescovo, commentando il brano del vangelo di Luca sulla psenza di Gesù nel Cenacolo dei discepoli, dopo la Resurrezione –  Soprattutto le guerre, le ideologie, le teorie filosofiche e politiche che negano Dio e vorrebbero ucciderlo nei cuori, seminano solchi profondi di odio e di violenza. Gesù scende nelle profondità delle nostre sofferenze, delle nostre disperazioni e delle nostre inimicizie per sanarle dalla radice. Come agli apostoli, anche a noi oggi dice: Pace a voi!”. 
 
“Egli non offre innanzitutto una spiegazione che dissipi ombre e paure – questa la riflessione di Camisasca – La più grande vittoria sulla morte è la sua presenza, è il suo corpo risorto, completamente trasfigurato dalla potenza del Padre. Non c’è più vita che possa rimanere rinchiusa nella morte, non c’è più divisione che non possa essere guarita, non c’è più lontananza che non possa essere colmata”. 
 
Per questo “La presenza di Cristo, assieme alla pace, dona la forza del perdono. Nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati. Il perdono, umanamente impossibile, diventa realtà sotto l’azione dello Spirito. L’eucarestia è veramente la medicina che guarisce le nostre radici di male e ci porta dentro la vita di Dio. Egli è infatti assoluta comunione, unità e carità”
 
E ” Il perdono che oggi avviene è il segno che Dio è presente, che sta in mezzo a noi così come stava in mezzo ai suoi discepoli. Egli agisce per l’intercessione di Rolando. Assieme a lui – ha aggiunto il vescovo –  qui voglio ricordare gli undici preti della nostra Chiesa uccisi fra il ’44 e il ’46. Essi, con il loro sacrificio e il loro sangue versato, partecipano di questo stesso evento di riconciliazione. La potenza vittoriosa di Dio ha riunito ciò che il male ha temporaneamente separato. Attraverso un’azione paziente e tenace, il Signore ha saputo farsi spazio nei cuori delle persone e arrivare a questo miracolo.
 
Possa questo luogo – ha concluso –  che da oggi porterà ufficialmente il nome del Beato Rolando Rivi, essere occasione di suppliche, confidenze e miracoli sempre più grandi”. 

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