Tadolini e C. nel mirino dei violenti
Allarme per la black list della rete Antifa Nel mirino anche Mirabile, Nanetti e i giovani di Fratelli d’Italia

di Pierluigi Ghiggini

16/3/2018 – Ora sono davvero pericolosi. All’indomani delle mozione approvata in consiglio comunale a Reggio Emilia dalla maggioranza di sinistra e dai Cinque Stelle, sull’istituzione di fatto del “patentino” di antifascista e sui limiti discrezionali (una forma di legge razziale) da imporre alla concessione di spazi e patrocini pubblici, puntuale è arrivato il prevedibile sviluppo sul fronte dell’estremismo duro e puro. Di quelli che, con i passamontagna da black blok, sono pronti ad aggredire fisicamente e “distruggere il fascismo”, come proclamano nei loro blog internet.

La copertina della black liste redatta da Emilia Antifascista

La copertina della black list redatta da Emilia Antifascista

 
I giovani politicanti vogliosi di pestare, che hanno preso molto sul serio lo slogan del Pd e dell’Anpi di Reggio Emilia “intolleranti con gli intolleranti”, ora si sono dotati di una lista di proscrizione, un lubugre manuale fasciostalinista da repressione armata, contenente nomi, cognomi, associazioni, movimenti e partiti da sopprimere in quanto “fascisti” o presunti tali.

La lista nera di persone e movimenti da “combattere e distruggere” ha la forma di un lungo e dettagliato dossier, disponibile in cartaceo ma scaricabile dalla rete, redatto da Emilia Antifascista e pubblicato su Facebook. Significativo il
logo di Emilia Antifascista, con un ragazza e un ragazzo dallo sguardo minaccioso, in tuta nera e passamontagna da scontro di piazza.

E’ l’aggiornamento molto dettagliato di un opuscolo già stilato un anno e mezzo fa dal centro sociale modenese ‘Libera Officina”, comprendente un monitoraggio sui fascismi nei territori di Reggio, Modena, Carpi e Bologna.

emilia anfifa due

Nelle sei pagine dedicate alla provincia di Reggio non mancano i riferimenti alle onlus dietro alle quali – secondo Antifa – i fas isti «si nascondono per ripulirsi la faccia con coperture sguazzando nel clima politico-sociale di xenofobia e razzismo».

Il primo nel mirino è avvocato Luca Tadolini, presidente dell’associazione Centro Studi Italia. «Ha organizzato diverse iniziative in città negli anni – scrivono gli antagonisti – come presentazioni di libri con la partecipazione almeno un
paio di volte della nipote del Duce». Accanto a lui Marco Montipò, ex dirigente di An a Scandiano. Inoltre viene citata citata la commemorazione della Battaglia di Fabbrico (che peraltro quest’anno non si è tenuta per evitare scontri in periodo elettorale) sempre a carico di Tadolini, ma anche del Veneto Fronte Skinhead per il quale viene indicato come referente reggiano-modenese Andrea Casolari. Ce n’ anche per il  consigliere comunale di Reggiolo Manuel Negri e Andrea Badari, esponenti di Progetto Nazionale. Non manca Forza Nuova di cui viene indicato Pasquale De Juliis come coordinatore provinciale.

Particolarmente odiosi i riferimenti ad Andrea Nanetti, ex consigliere comunale a Correggio per
Forza Italia, che sta guidando il movimento delle famiglie dei morti e malati a causa dell’amianto; e al fondatore della onlus antipedofilia  La Caramella Buona Roberto Mirabile, già discriminato dal circolo Gardenia  e sotto attacco ideologico da consiglieri comunali del Pd reggiano: La Caramella buona è all’indice per la sua collaborazione, secondo Antifa, con l’associazione Bran.Co Onlus.

E ce n’è pure per i comitati cittadini e per i 5 Stelle che hanno aderito  alla fiaccolata del giugno scorso in città. Infine, viene dichiarato come potenziale obiettivo la sede di
Gioventù Nazionale (sezione giovanile di Fratelli d’Italia) in via San Zenone a Reggio. E anche qui si fanno i nomi dei vertici: il presidente Giuseppe Manzotti e il vice Federico Braglia.

Il logo della pagina facebook di Emilia Antifascista

Il logo della pagina facebook di Emilia Antifascista

E’ evidente l’istigazione a delinquere, ad aggredire gli esponenti della destra, ad attaccare le sedi e a impedire il libero esercizio della democrazia.

Ci saranno inchieste e incriminazioni? Nell’attesa, è lecito aspettarsi una condanna politica senza se e senza ma da parte dei sindaci e dei consigli comunali che vogliono limiti illegali all’esercizio delle prerogative democratiche, arrogandosi il diritto illegittimo di decidere chi sia fascista e chi sia democratico.

I più anziani dovrebbero ricordare che il terrorismo in Italia è cominciato anche così. E dovrebbero renderne conto prima di tutto i cattivi maestri i quali, teorizzando l’intolleranza e i gesti plateali, come ha fatto il professor Melloni nel sua discorso ai limiti del fanatismo del 7 Gennaio, concimano e fanno crescere la malapianta della violenza politica.

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Una risposta a 1

  1. Maria Rispondi

    17/03/2018 alle 02:06

    Non mi reputo né di destra, né di sinistra. E proprio per questo non voglio essere etichettata come una scatoletta di tonno, per ossigenare i deliri di onnipotenza di un partito ormai fritto e rifritto, colluso e svenduto alle peggiori mafie, né più e né meno dei partiti di destra. Tant’è che mentre qualcuno si sbraccia per marchiare a fuoco di dissidenti – perché qui non si tratta di isolare i violenti, ma persino chi pacificamente non si dichiara apertamente di sinistra – ecco che sottobanco il Pd tenta un vile approccio proprio con quel Berlusconi così tanto odiato e vituperato, purché gli vengano garantite le tanto agognate poltrone. Chi si rifiuta di capire la viltà di questi signori non ha nemmeno capito che è proprio questo mal governo, con le sue palesi ingiustizie, ruberie, ipocrisie, a muovere l’odio di tutti quegli italiani trattati per ultimi, oppressi, bistrattati, ignorati e colpevolizzati. La mancanza di giustizia sviluppa odio verso i governanti. Se ci fosse benessere, denaro e ricchezza per tutti, credete forse che saremmo ancora qui a discutere di razzismo e antifascismo? Non saremmo tutti tranquillamente felici di vivere in pace? Ora non credo che sigillando con un coperchio una pentola in bollore si risolva il problema, ma anzi, si vada a peggiorare la situazione. Chi si sente bistrattato dallo stato, non farà che esacerbare i propri deliri, muoverà fantasmi d’ogni sorta, chissà ci sarà pure il partito di Belfagor, dello Sterminator, dell’Uomo nero e di satana in persona… Non ci vuole un trattato di psicologia per capire le dinamiche in atto! Ma non è con il dialogo, con fiumi di parole, di belle intenzioni e di quella grande ed eroica prosopopea così cara alla sinistra che si riguadagna la fiducia dei cittadini! CI VUOLE GIUSTIZIA. Difficile eh? Come fa un sistema mafio-massone a fare giustizia? Meglio stilare le liste e fare le pagelline: i QuiQuòQuà del Pd tutti promossi, gli altri tutti in castigo. Un ragionamento geniale!

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