Maxisequestro di Parmigiano reggiano
Prime dimissioni dal cda del Consorzio

22/3/2018 – Il sequestro di 18 mila forme di Parmigiano Reggiano operato dai Nas di Parma e l’inchiesta per frode in commercio sul caseificio mantovano La Rocchetta con caseifici a Suzzara e a Luzzara nella sponda reggiana, ha fatto cadere la prima testa. L’allevatore luzzarese Vanni Binacchi, esponente in vista di Coldiretti,  ha annunciato ancora in via informale le proprie dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione del Consorzio Parmigiano Reggiano.

Binacchi non è indagato, tuttavia è il vicepresidente del caseificio La Rocchetta (presidente Carra) associato al potente consorzio cooperativo  Virgilio di Mantova e per correttezza ha deciso di rimettere il mandato, perché non vi sia alcuna ombra sul Consorzio i cui ispettori, del resto, hanno partecipato attivamente ai controlli dei Nas. Per la verità binacchi, in una dichiarazione, accenna a una marcia indietro, ma il Consorzio dovrà notificargli un verbale d’infrazione, e di conseguenza quale membro del Cda si troverebbe in un palese conflitto d’interessi. Quindi dimissioni inevitabili.

Minimizza il presidente della Rocchetta, Paolo Carra, che è anche presidente di Coldiretti Mantova: «È una mera questione amministrativa  che non ha nulla a che vedere con la qualità e la salubrità che contraddistingue il nostro formaggio, prodotto con il latte delle aziende associate. Si tratta di un sequestro precauzionale e venerdì, come già comunicato ai Nas, faremo la richiesta di svincolo. Tra l’altro, il problema riguarda qualche centinaio di forme».

La sede del consorzio parmigiano reggiano

La sede del consorzio parmigiano reggiano

Sia come sia, Vanni Binacchi è uno dei tre consiglieri consortili dell’area mantovana, ed è quello che nell’ultimo cda – quando era già in corso il sequestro – ha motivato l’astensione dei produttori della sua zona sul nuovo piano produttivo presentato dal presidente Bertinelli. Piano che mira al contenimento dei surplus produttivi, anche con maggiori controlli e la “tolleranza zero” nei confronti degli splafonatori delle quote produttive.

Carabinieri del Nas in una stagionatura di Parmigiano Reggiano

Carabinieri del Nas in una stagionatura di Parmigiano Reggiano

I Nas, come spiega il comunicato pubblicato nel sito del ministero della Salute, hanno scoperto che a Suzzara venivano marchiate illegalmente numerose forme di Parmigiano Reggiano utilizzando le fustelle assegnate all’altro caseificio della sponda reggiana. Inoltre un certo quantitativo di forme è risultato privo della placca di caseina fornita dal Consorzio, senza la quale il formaggio non può fregiarsi del marchio Parmigiano Reggiano. Due le persone denunciate alla Procura, il legale rappresentante e il casaro della latteria mantovana.

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3 risposte a Maxisequestro di Parmigiano reggiano
Prime dimissioni dal cda del Consorzio

  1. Paolo cremoni Rispondi

    21/03/2018 alle 12:44

    Chi è il presidente della cooperativa in questione? Chi è il presidente della società che acquista e commercializza il formaggio di quella cooperativa?

  2. gianni bertucci Rispondi

    22/03/2018 alle 14:23

    Buon giorno
    in considerazione che le vere vittime di questa frode saranno in primis i contadini che 365 giorni all’anno lavorano e sgobbano per produrre una eccellenza unica quale è il Parmigiano Reggiano in uno Stato serio il primo passo sarebbe la confisca di tutti i beni mobili e immobili di chi ha organizzato la truffa , poi di questi, i beni mobili andrebbero dati a persone bisognose e gli immobili venduti all’asta in un tempo rapido ( max 120 giorni) . Dopo una Cura di questo calibro sono sicuro che uno prima di fare delle truffe di questa portata sapendo cosa rischia ci penserebbe non una ma cento volte . Nel caso che si serva di una SRL per la truffa stessa cura per tutti i soci della società , una volta scoperti sul lastrico senza un soldo ne una casa ne un auto e ne un cellulare.
    Confido in una revisione della Giustizia nella Legislatura che si sta insediando. gianni bertucci

  3. bruno Rispondi

    23/03/2018 alle 13:32

    Buongiorno, concordo con il post del sig. Bertucci. Se tutta questa vicenda dovesse confermare i capi di imputazione…la punizione del Presidente Carra dovrà essere esemplare! Anche in ragione delle importanti cariche politiche rivestite da quest’individuo. inoltre vorrei sapere dove veniva commercializzato il formaggio marchiato PR ma sprovvisto della placca di caseina.

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