Gli orrori nel ricovero di Correggio
Incredibile, ora si autoassolvono: “Coopselios non sapeva niente, solo responsabilità personali”

31/3/2018 – Coopselios, il colosso cooperativo reggiano delle case protette e dei servizi alla persona, ignorava quanto accadeva all’interno della rsa comunale di Correggio, gestita dalla coop, dove tredici operatrici e la direttrice sono state sospese dalla professione e indagate con l’accusa di maltrattamenti agli anziani ospiti non autosufficienti. Dalle intercettazioni audio e video operate dai Carabinieri, su ordine della Procura reggiana intervenuta a seguito delle denunce dei famigliari dei degenti, è emersa una situazione spaventosa: botte ai vecchi costretti a letto, insulti, vessazioni psicologiche, minacce. Sono state diffuse immagini choc delle lesioni provocate agli anziani. 
Dopo un giorno di silenzio, Coopselios si è fatta viva con un comunicato mandato a Telereggio, nel quale annuncia di aver sospeso dal servizio sei delle tredici operatrici indagate, vale a di quelle su cui gravano le accuse più pesanti. Il giudice, del resto, ha già sospeso dalla professione tutte le indagate. La cooperativa di via Gramsci diretta da Giovanni Calabrese  annuncia di metttere a disposizione un sostegno psicologico ai degenti e alle famiglie, e che potenzierà il servizio infermieristico diurno e notturno nella rsa comunale di Correggio. Inoltre promette azioni “per riconquistare l fiducia del territorio”. 
Non è il primo caso scottante avvenuto in strutture gestite da Coopselios: in un asilo nido di Piacenza furono arrestate due educatrici, una delle quali poi è stata spostata al settore anziani.
Nel silenzio della cooperativa, è intervenuta Legacoop Emilia Ovest in una difesa accorata. È chiaro che un episodio come questo mette a serio rischio il sistema delle gestioni in appalto delle strutture per anziani in Emilia, dove le coop Lega  sono in posizione dominante. 
Lega Coop Emilia Ovest, guidata da Andrea Volta, si dichiara profondamente costernata per quanto accaduto nella struttura di Correggio: “Siamo scioccati dalle notizie e dalle immagini diffuse. Avversiamo ogni forma di violenza, ancora più grave se perpetrata ai danni di persone incapaci di difendersi, in condizioni di fragilità, debolezza, malattia” afferma Leo. 
Aggiunge Leo che Coopselios era   ignara degli episodi oggetto di indagine e che quindi “è parte lesa, come parte lesa è tutta la cooperazione sociale, i suoi soci, i dipendenti e gli operatori che lavorano ogni giorno per assistere le persone a loro affidate, con professionalità, cura e umanità”.
Se è vero che a Coopselios non sapevano, perchè se sapevano tutto assumerebbe contorni an ora più gravi,  nondimeno le parti lese sono le vittime, i degenti e le loro famiglie, non chi è responszbile anche indirettamente dell’accaduto, se non altro per  non aver controllato o aver sottovalutato le voci che arrivavano dai parenti. La cooperativa non è parte lesa, invece ha una resposabilità, così come sono responsabili gli Enti locali e la Regione che pagano le gestioni e non controllano con un servizio di auditing co e avviene negli altri Paesi europei, come funzionano i servizi e se i capitolati d’appalto vengano rispettati.
Autoassolversi è la peggiore delle difese, perchè viene meno la credibilità.
Secondo Legacoop, comunque le responsabilità sono delle persone e non della  cooperativa: “Quando si verificano casi così gravi, seppur isolati e ascrivibili a responsabilità innanzitutto personali, ne risente tutto il settore di appartenenza, che ha costruito negli anni, con fatica, impegno e passione, un servizio indispensabile  per le nostre comunità, contando sulla fiducia delle istituzioni, guadagnata sul campo. E’ per questo che siamo sicuri che Coopselios – scrive via Ruini – saprà reagire tempestivamente e con fermezza alla situazione che si è creata a Correggio, a tutela anche della propria reputazione e dei soci e lavoratori che svolgono quotidianamente un’attività preziosa e delicata”.
Infine: “Osserviamocon apprensione e partecipe attenzione l’evolversi della situazione, rivolgendo un particolare pensiero di riguardo agli anziani coinvolti, alle loro famiglie e a tutti i cooperatori per bene che hanno a cuore il loro lavoro e i loro assistiti. E proseguiremo nel nostro impegno affinché i principi e i valori della cooperazione sociale non vengano intaccati da simili episodi”.

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