“Una holding di affari criminali di rilievo internazionale”
Processo Aemilia, in 1.400 pagine le motivazioni della sentenza dell’appello per 60 imputati

27/2/2018 – Una multinazionale affaristica del delitto, una holding criminale con metodi più “sottili” rispetto al brutale sistema degli anni ’90.  Così i giudici della Corte di Appello di Bologna definiscono l’associazione ‘ndranghetistica al centro del processo Aemilia nelle 1.400 pagine della sentenza di secondo grado del rito abbreviato, che aveva confermato in gran parte la decisione di primo grado per 60 imputati, con condanne fino a 15 anni.
“Il progressivo innalzamento di livello dell’associazione – si legge – si rendeva ancora più evidente con il sempre più ampio e professionale inserimento dei sodali nel mondo degli affari sino a condurre alla formazione di una vera e propria holding criminale di rilievo internazionale”. In cui “lo spietato e brutale sistema di approccio degli anni ’90” cede il posto ad uno “più sottile”, con metodi ‘mascherati’ sotto l’apparenza di un’attività imprenditoriale attiva in vari settori e “a tutto campo” nel mondo dell’edilizia, dei trasporti, dei rifiuti e movimento terra, dei quali il sodalizio calabro-emiliano assumeva in breve tempo il sostanziale monopolio”.

Nel caso dell’avvocato Giuseppe Pagliani, che si è visto condannare per concorso esterno a 4 anni con il ribaltamento della sentenza di assoluzione piena nel primo grado, secondo i giudici di appello egli “conosceva parte significativa dei sodali, la caratura e caratteristica criminale dei medesimi e l’ideazione da parte degli stessi di un progetto di attacco politico-mediatico alle massime autorità locali”, e “aveva dato il proprio assenso al programma” che prevedeva “di ribellarsi” contro le interdittive emanate nei loro confronti dal prefetto. Tale presunto coinvolgimento, tuttavia, era stato negato nella sentenza di primo grado.

Il troncone principale del processo, col rito ordinario, è in corso a Reggio Emilia. Le udienze sono state sospese sino a martedì 6 marzo, a elezioni concluse.

(fonte: Ansa online)

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